Anche il 2019 ricomincia all’insegna delle condivisioni sciocche. E così un signore sardo si ritrova inconsapevole vittima dell’ennesimo scherzetto del web. Qualche simpatico soggetto ha creato un post sui social dove invita tutti a non accettare la sua amicizia e migliaia di persone lo ricondividono.

Non accettare l’amicizia di questo si chiama Giorgio Casu. Gioca con le foto di chi le da l’amicizia. Avvisa i tuoi contatti.

Qualcuno si è divertito anche a usare la foto dello stesso signor Casu per farci una gif animata… tanto per prenderlo un po’ più per i fondelli.

La vittima di questo scherzetto minaccia querele per diffamazione, querele che dovrebbero colpire i creatori del post originale, ma come ben sappiamo questa gente è scaltra, solo FB sa chi è il primo ad averla condivisa, e si guarda bene dal dircelo.

Quello che però non comprendo è come sia possibile che ci siano ancora tanti che non capiscono l’ABC del comportamento in rete. Annunci dove viene mostrata la foto di qualcuno che non sappiamo chi sia, e che girano con allarmismi di vario genere, non vanno MAI condivisi. Mai e poi mai!

Il buon senso dovrebbe farvelo capire. Chiunque può creare un post con la vostra foto accusandovi di essere il peggiore dei criminali, lo apprezzereste? O magari vi darebbe fastidio? Al signore in questione ha dato decisamente fastidio, come riporta Informazione Oristano:

Abbiamo ricevuto da diversi utenti questo messaggio. Abbiamo parlato con il Sig. Giorgio Casu molto amaregiato di vedere questa diffamazione, sicuro di un profilo falso. Domani Mattina sarà fatta denuncia alla Polizia Postale si chiede gentilmente di non fare Girare Questo messaggio. Grazie anticipatamente a tutti

Io fossi nei tanti che ancora hanno sulle loro bacheche il post diffamatorio lo cancellerei, ché una causa per diffamazione è sempre una rottura di scatole. Ma purtroppo so bene che chi avrebbe più bisogno di leggere quest’articolo non lo farà.

LEGGI ANCHE:  Fake news: Le ruspe sui monumenti fascisti

La scusante del “magari questa volta è una bufala, ma la prossima no” non ha senso. Se davvero ci sono soggetti pericolosi in rete da cui diffidare, non è con post come questi che si segnalano, ma con denunce – anche online – alla polizia postale.

Sappiamo bene che tipo di danni possa fare diffamazione di questo genere, imparare la regola sacra del non condividere post come questo dovrebbe essere alla base dell’istruzione digitale. Non lo sai fare? Facebook dovrebbe bloccarti il profilo, permettendoti di leggere le bacheche degli altri ma non di pubblicare alcunché. Forse sarebbe un buon sistema per fare pulizia.

maicolengel at butac punto it

Se ti piace BUTAC, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!