Rosso cocciniglia, ovvero: “Non bevete gli insetti!”

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Okay, la storia del rosso cocciniglia è parzialmente vera, ma per spiegarla bisogna fare un po’ il punto. Tipico, quando c’è di mezzo la disinformazione.

Questa storia gira almeno dal 2013 e già gli amici di “Bufale e dintorni” l’avevano trattata con rigore qui. Fateci caso: gli unici che si ostinano ancora a diffonderla sono i soliti difensori irrazionali del mangiare bio/mangiare etico. Quando mancano di argomenti solidi, scadono nello scempio del fear mongering. Si proclamano “informatori” per creare consapevolezza e libertà di scelta, quando invece accusano una marca (qui la Santal) con un po’ di disinformazione ad hoc. Non vi piace il termine “disinformazione”? Mettiamoci “manipolazione”, tanto è uguale. Non cambia che dobbiamo lasciare la vera informazione agli esperti – noi debunkers siamo solo ambasciatori.

Pare che su Facebook sia importante far leva sull’ignoranza generale – sapete com’è, giustamente non tutti sanno come “nasce” un succo di frutta. E qual è il modo migliore per nascondere la verità, se non metterla sotto al naso di chi la cerca? E magarli condendola con un po’ di logica fallace?

“Tra gli ingredienti in etichetta cocciniglia!!! Il rosso cocciniglia è un colorante estratto da un insetto, la COCCINIGLIA appunto […] una volta ottenuta una polvere dal carapace degli insetti, questa viene trattata con acqua calda per estrarre l’acido carminico (la molecola colorata). […] Sarebbe meglio scrivere: “Bevanda zuccherata a base di acqua, coloranti, zucchero, un po’ di arance rosse e… INSETTI!

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Okay… da dove comincio?

È vero, l’E120 detto “rosso cocciniglia” è un colorante e si ricava principalmente dalle coccoidee – che non sono coccinelle, che appartengono invece ai coleotteri. Le cocciniglie sono “una superfamiglia di insetti fitofagi compresi nell’ordine dei Rhynchota (sottordine Homoptera, sezione Sternorrhyncha)”. “Fitofago” vuol dire “che ha un rapporto trofico unilaterale a spese dei vegetali, ai quali crea un danno più o meno grave”. Insomma, in senso molto largo… stiamo parlando sì di insetti, ma di parassiti delle piante. Parassiti dannosi per l’agricoltura, nondimeno!

Il colorante è estratto dalle femmine e, come viene fatto notare, per produrre almeno un chilo di colorante ci vogliono 100.000 (centomila!) cocciniglie. In matematica non sono una cima, ma con le equivalenze sono un semidio. Se ci vogliono centomila cocciniglie per 1000 g (un chilo) di colorante, allora ci vogliono cento cocciniglie per produrre circa 1 g – un grammo! Se permettete, mi sembra piuttosto inconveniente e immagino anche costoso da mantenere.

Infatti il buon actarusdj di Bufale e dintorni ci ricorda che “per il suo costo lo stanno sostituendo con un altro colorante ricavato in sintesi”.

L’immagine parla inoltre di possibili allergie all’E120. A parte il fatto che qualsiasi cosa può creare allergia quando colpisce il sistema immunitario,

[l]a FDA […] ha approvato la produzione del colorante con delle regole come apporre una etichetta che avvisa che è ricavato da cocciniglie. (Bufale e dintorni)

Inoltre la stessa FDA (Food and Drug Administration) ha risposto al National Center for Biotechnology Information sui rischi allergici che possono derivare dal consumo di questo tipo di colorante, ritenendo questo rischio non critico.

Già li vedo a sbraitare “MA KI LI PAKA!1!” oppure “la FDA fa gli interessi delle multinazionali!!111gomblotto”. Rigiro a loro questa domanda: se la FDA “fa gli interessi” delle multinazionali, quelli che diffondono queste emerite boiate quali interessi fanno, se non i propri? Tirano acqua al proprio mulino attaccando “le brutte multinazionali sporche e cattive” assumendo che ci sia sempre qualcosa dietro… per poi vendere il loro prodotto “100% naturale” che “non ha controindicazioni”. Chi ci guadagna a sparlare di qualcuno, se non colui che parla male? E chi li paga, se non chi casca in questa trappola del marketing?

Immagino che questa immagine sia stata creata dagli stessi babbei delusi dalla scarsa presa della bufala sull’E330. Non conoscono il verbo “arrendersi” o “informazione” – succede, quando si è a corto di legna e l’unica carta degna è quella del dizionario – così si sono messi di buzzo buono, ed ecco i risultati.

Per l’amor di Dio, non state mangiando alcun insetto. Con ogni probabilità starete assumendo un suo surrogato ricavato in sintesi. Qualora presente, l’E120 è segnalato sull’etichetta. Guarda un po’ che cattive queste multinazionali: sono così crudeli che ti avvertono nel caso che tu sia allergico!

E poi mi chiedono ancora come mai non dia una lira di credito a questi naturalisti del piffero!

Il Ninth

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