Omicidio dopo 50 anni?

MUORE55ANNIDOPO

Questa storia mi è stata segnalata personalmente da un nostro lettore – ciao Andrea Luciano Damico – il quale mi dà anche il permesso di ricorrere a parte della sua analisi per completare il cerchio.
Avrete sicuramente sentito parlare di questa storia, soprattutto per il bizzarro risvolto raccontato da Leggo.

VIENE ACCOLTELLATO, ANTONIO MUORE 55 ANNI DOPO: “È STATO UN OMICIDIO”

Ammettelo, dal titolo e dall’anteprima sembrava tutt’altra storia: il signor Antonio muore di una lenta, lentissima agonia durata più di 50 anni, e le autorità parlano di omicidio.
leggoLa storia in breve. Un uomo di nome Antonio Ciccarello, nato in Iowa da genitori siciliani, muore all’età di 97 anni in un ospedale di Brooklyn per una ostruzione intestinale. La causa di questa ostruzione è rintracciabile, a detta dei “medici legali”, in un particolare evento di cui è stato protagonista il signor Ciccarello:

Una mattina del 1958 o 1959 (la data non e’ certa perche’ il fatto non e’ mai stato denunciato) mentre dalla zona sud di Manhattan dove abitava si recava al lavoro, in un hotel vicino Times Square, ricevette improvvisamente una pugnalata. Si salvo’ per miracolo. Nel 2014, all’eta’ di 97 anni, e’ morto in un’ospedale newyorkese, a Brooklyn. I medici legali non hanno dubbi: la morte e’ subentrata per complicazioni dovute a un’ostruzione intestinale.

E sì, ho incollato direttamente dal sito. Abbiamo già un elemento che stona: il titolo fa apparire la morte come recente, di pochi giorni fa, mentre invece è accaduta l’anno scorso. Sarei tentato nell’attacco al fancazzismo cronico e la totale assenza di vergogna nel non mettere le lettere accentate, bensì “apostrofate” (brrr…). Potrei continuare sulla scarsa professionalità dimostrata dal “giornalettista” in questione, ma per una volta decido di soprassedere per passare a qualcosa di più serio.
Dunque, adesso la figlia del pover Ciccarello si trova a dover affrontare una questione più grande di lei.

Quasi nulle le possbilita’ (sic!) di trovare prove, indizi, testimoni. Se anche un testimone ci fosse, e’ piu’ che probabile che oggi non sia piu’ in vita. Difficile dunque che il giallo venga risolto. Sarebbe un sogno, racconta la figlia al New York Times.

Maicol ma l’hai scritto tu ‘sto pezzo? [Da domani ti dimentichi lo stipendio del NWO ndmaicolengel] In ogni caso, Leggo cita la fonte senza linkarla, ovvero il New York Times. Leggendo la notizia originale, infatti, emergono fuori alcuni interessanti dettagli. Qui potete leggerla senza tagli.

Anzitutto apprendiamo che l’uomo sarebbe morto nel settembre del 2014, ma non certo per una semplice “ostruzione intestinale”. L’ostruzione è stata infatti causata da ernie ventrali dovute a una laparotomia esplorativa. Quest’ultima sarebbe stata un’operazione necessaria per il trattamento della ferita subìta.

Mr. Ciccarello died from complications of a bowel obstruction “due to ventral hernias due to remote exploratory laparotomy for treatment of stab wound of torso,” his death certificate says. In other words, the operation Mr. Ciccarello received to save his life decades ago eventually led to a fatal obstruction.

Quindi non è morto per la coltellata, ma per le complicazioni emerse successivamente all’operazione. Le autorità però hanno deciso di iniziare una seconda indagine per omicidio perché, come viene spiegato nell’articolo del New York Times,

if a death can be linked to an attack, neither the age of the victim nor the time lapsed matters.

Insomma le autorità vogliono vedere se è possibile collegare comunque la morte di Ciccarello alla coltellata di anni addietro. Ci sarebbe da dire molto sull’assurdità della cosa, ma non conoscendo il sistema giudiziario americano, tendo a sospendere il giudizio e lasciare tutto questo ai veri esperti. La ragione per cui il corpo di Ciccarello è finito sotto i ferri dei medici forensi è tutta da ricercarsi nel suo dossier:

after Mr. Ciccarello died at Maimonides Medical Center in Brooklyn, his body was sent to the medical examiner because his hospital records included references to the stab wound.

Si aggiunga inoltre che Antonio Ciccarello si fece curare la ferita, ma non denunciò il fatto criminoso alla polizia. Le indagini saranno quindi ancora più dure, perché non vi sono veri e propri estremi di ricerca e non è detto che chi abbia commesso il crimine sia ancora in vita per raccontarlo. Finora si sta procedendo contro ignoti e la stessa figlia Mary, che ha raccontato la storia al New York Times, ha già espresso le sue paure seppur voglia vedere suo padre riposare finalmente in pace.

Ricapitolando, la morte è dovuta a una complicazione successiva al trattamento di una ferita da arma da taglio e la polizia ha deciso di battere la pista dell’omicidio per trovare il responsabile dell’agguato al deceduto signor Ciccarello.

Insomma, non è una vera bufala, né una forma di disinformazione, ma un fatto di cronaca mal tradotto, riassunto fin troppo, raccontato coi piedi e dato in pasto al pubblico senza controllo incrociato. Più o meno quanto accaduto col caso della bambina cacciata dal KFC perché considerata “troppo brutta”, siamo di fronte all’ennesimo caso di redattore incapace di fare il suo lavoro, e di altri suoi simili – la notizia è stata ribattuta parola per parola anche dal Messaggero. Quest’ultimo non è nuovo al rifiuto di controllare meglio le fonti.

Perché ne ho voluto comunque parlare? Semplice: la corretta informazione passa anche per questi dettagli. Per qualcuno saranno anche minuscoli, forse insignificanti, ma se questi dettagli non vengono spiegati per un articolo di semplice cronaca estera e tutto viene lasciato al libero consumo del lettore, non oso immaginare come vengano trattati i casi italiani.

Egregi giornalisti, prima che lettori, noi siamo persone. Smettetela di abusare della nostra credulità: noi poniamo fiducia in voi perché desideriamo essere informati davvero, non a spizzichi e bocconi. Non è così che vogliamo essere trattati, non è così che si tratta una notizia. È ora di voltare pagina.

Il Ninth