SARAHWILSONVOXNEWS

Quella di Sarah Wilson, sopravvissuta a un circolo di orrori in quel di Rotherham, è una storia più vera del vero. I dettagli sono raccapriccianti e non starò qui a elencarli. Per mero dovere di cronaca, vi basti sapere questo: per tanti anni Sarah Wilson, quarta figlia di una madre single, è stata la vittima di un giro di prostituzione minorile tenuto in piedi da una gang di pakistani residenti a Rotherham; fu costretta a rapporti sessuali sotto pressioni psicologiche e abuso di droghe, dalle quali diventò presto dipendente. Un buon numero di fattori ha contribuito a questo agghiacciante caso, non l’unico fra il 1997 e il 2013, primo fra tutti un’autorità apatica e accecata dalla stessa criminalità che dovrebbero lottare.

Con una storia del genere, siamo tutti perdenti. Eppure, quando una notizia del genere capita nelle mani di coloro che pretendono di dimostrare gli orrori dell’immigrazione, eccoli che si gonfiano come pavoni e sfidano gli altri, adoperando epiteti come “cazzari” e “diffamatori di professione”, a dimostrare il contrario di quanto da loro riportato: esiste solo “la razza”, “l’immigrato” e “l’immigrazione” come causa primaria di questi gravi casi di cronaca.

C’è un buon motivo a non spostare mai l’onere della prova allo scettico: è un po’ come giocare col fuoco, col rischio di scottarsi. Il rischio, per loro, è quello di essere sbugiardati. Accolgo dunque la “sfida” per dimostrare come la loro sia una manipolazione evidente che si fa beffe della vittima, operandole una seconda violenza con la scusa della “informazione controcorrente”.

La solfa è sempre quella: VoxNews non cita fonti nello specifico, ma parte da una base estera, la traduce come meglio crede e vi aggiunge un’accozzaglia informazioni mescolate a un gusto perverso per la demagogia più becera. Come direbbero i Nevermore, the less you understand, the more you’re driven“: meno ne capisci, più ti lasci trasportare. (Nevermore – Enemies of Reality).

Nello spacciare la storia di questo bieco giro di sfruttamento minorile, VN parte dalla storia di Sarah, la quale

racconta del ‘lavaggio del cervello’ da parte dei suoi aguzzini, uomini pakistani residenti nella città del South Yorkshire una gang di immigrati che prendeva di mira ragazzine fragili, in situazioni familiari difficili.

Un momento… ma sono “pakistani residenti” o “gang di immigrati”? C’è una bella differenza e lasciarle entrambi denota una certa malafede. Per provarla, recupero un’articolo più completo dal giornale che, in questo caso, ha fatto un ottimo servizio giornalistico: il Telegraph, pezzo del 7 luglio 2015. La gang di malfattori era composta da uomini “of predominantly Pakistani-origin” (di origine prevalentemente pakistana) che hanno agito fra il 1997 e il 2013. Stando a quanto emerso, facevano parte della fetta di popolazione britannica definita come British Asian, ovvero persone (e prestate bene attenzione ai verbi) le cui radici si troverebbero nel Pakistan:

people born in the UK who are of Pakistani descent, and Pakistani-born people who have migrated to the UK. (fonte della definizione: Wikipedia inglese)

A person who, for the purposes of equal opportunity monitoring in the UK, has an ethnic origin from a former British colony (e.g., Pakistan) regardless of where he/she was raised or educated. (fonte: YourFreeDictionary)

In questo caso, si parla di ex immigrati o figli di immigrati naturalizzati in suolo britannico. La definizione di “immigrato” va dunque un po’ stretta e potrebbe essere sollevata una questione di lana caprina. Ma la pseudoinformazione deve andare avanti, cieca di fronte alle critiche, e distrae con le emozioni e sul luogo comune: dopo aver narrato un paio di indicibili orrori, i criminali

abusarono di lei fino a quando aveva 16 anni, poi hanno perso interesse, perché era ‘troppo grande’

Falso. Come stabilisce correttamente il Telegraph, a sedici anni Sarah incontrò un uomo sulla cinquantina d’anni di nome Hamid. Malato di cancro e proprietario di una catena di negozi di alimentari, l’uomo aiutò la ragazza a uscire dal tunnel dello sfruttamento minorile: le diede un lavoro e un nuovo numero di cellulare, così che nessuno dei suoi aguzzini potesse rintracciarla. C’è un piccolo dettaglio che VoxNews rifiuta di mostrare: il signore che la aiutò a uscire dal tunnel era pakistanoCome recita il pezzo del 7 luglio del Telegraph,

Although Sarah was systematically abused by predominantly British Pakistani men, she was also saved by one. A middle-aged man called Hamid became Sarah’s “guardian angel” when he saw the 16-year-old in a grocery shop and asked her to give him a call if she was ever in trouble. Hamid was a relatively wealthy owner of a chain of corner shops and, unbeknownst to Sarah, he was already dying of can[c]er when they first met. He soon became her protector, warding off her attackers and allowing Sarah to stay in one of his properties as she detoxed from drugs. Hamid found Sarah a waitressing job with one of his friends, bought her a new phone so her old abusers couldn’t contact her, and became the intervention that allowed Sarah to rebuild her life.

E non è tutto: Hamid era anche un credente musulmano. VN ci consiglia di leggere la sua testimonianza ed ecco cosa ha da dire Sarah a proposito del suo salvatore.

Hamid was a religious Muslim man, a very good man, and saving a young girl was a good deed for him.

Un pensiero incredibile nonostante gli orrori subiti. Il trauma subito è stato forte e mostra i segni di un disturbo da stress post-traumatico, eppure ha dato alla luce un figlio che lascerà crescere a Rotherham alla faccia degli aguzzini. Sulla questione “razza”, non ha dubbi:

“I can’t class Asian men as the same because of what happened to me. There’s good or bad in every single race.”

“Non posso classificare tutti gli Asiatici [in questo caso i Pakistani ndNinth] alla stessa maniera in base a ciò che mi hanno fatto. C’è del buono e del cattivo in ciascuna razza.”

Interessante come VoxNews ponga molto l’accento sull’etnia dei criminali, ma glissa clamorosamente su quella dei salvatore né riporta neppure per intero il pensiero di Sarah Wilson. Ma non chiedete lumi: per VN è necessario attaccare e guidare l’odio verso le Onlus e gli assistenti sociali – “il vero cancro dell’Occidente”, a detta loro – colpevoli della stessa political correctness che tanto andrebbero sbandierando.

Gli assistenti sociali non vollero aiutarla a denunciare gli immigrati – paura del ‘razzismo’

Curioso come VN ci inviti a leggere la testimonianza di Sarah: probabilmente, loro non l’hanno fatto. Torniamo sul Telegraph per scoprire che stiamo parlando delle impressioni di Sarah e nulla ha a che vedere con la “paura del razzismo”. In realtà, a Sarah è sembrato che a queste persone importasse arrivare alla fine della giornata che altro.

The social workers, she claims, never showed any concern for Sarah, and acted as though they couldn’t wait for the workday to end so they wouldn’t have to think about Sarah any more.

Quando però fu trasferita, essi erano coscienti degli abusi subiti ma vollero comunque comportarsi come se fosse “una specie di norma” – un fatto ancora più inquietante. Ancora il Telegraph sulla questione:

When Sarah was briefly moved to a care home, the staff there were fully aware of the abuse but would ask, “Who are you sleeping with tonight, Sarah?,” as though paedophilic rape was an acceptable norm. When Sarah was driven home by her abusers, the staff would sometimes use care home funds to pay the taxi fare.

“Come se” fosse la norma, infatti, perché raccontata dalla prospettiva della stessa Sarah. La conferma di una realtà più agghiacciante arriva da alcuni risvolti di cronaca recenti, che elencherò più sotto. Nel frattempo, i razzisti di VoxNews vogliono ancora disinformare e sferrano l’ennesimo attacco: maledette quelle autorità inglesi che, rispondendo al politically correct, hanno permesso questo “per paura di essere bollati come razzisti” condannando (!) migliaia di bambine alle sevizie di questi vili criminali.

migliaia di bambine inglesi stuprate per anni nel silenzio delle autorità (da qui lo scandalo): perché indagare ‘sarebbe stato razzista’.

Perché se non si riesce a informare, tanto vale manipolare la realtà a proprio piacimento. La questione è ben diversa da come la racconta VoxNews. Molti giornali inglesi hanno parlato di un presunto abuso del politically correct, ma si tratta di un’interpretazione fantasiosa di una fonte ben più autorevole, ovvero l’Independent Inquiry into Child Sexual Exploitation in Rotherham. Redatto da Alexis Jay del Rotherham Metropolitan Borough Council nell’ottobre 2013, il documento è disponibile qui.

Al capitolo 11, “Issues of ethnicity”, a pagina 91 del documento – 97 includendo sommario, copertina etc. – troviamo alcune interessanti conclusioni. All’interno del Concilio, presi singolarmente su ciascun caso, non sono state trovate prove a carico di una preoccupazione da parte dei servizi sociali circa le origini etniche dei criminali. Un problema cruciale si è presentato invece nella comunicazione del problema: nel contesto organizzativo, vi fu la percezione piuttosto diffusa che l’amministrazione locale e la Polizia volessero in qualche modo “minimizzare” le dimensioni etniche dello sfruttamento. Una questione che, come vedremo, poco ha a che fare con il politically correct o l’accusa di essere razzisti. Senza alcuna sorpresa, il personale addetto all’interazione col pubblico era confuso su cosa dire o fare nello specifico che non potesse risultare “razzista”.

In the broader organisational context, however, there was a widespread perception that messages conveyed by some senior people in the Council and also the Police, were to ‘downplay’ the ethnic dimensions of CSE. Unsurprisingly, frontline staff appeared to be confused as to what they were supposed to say and do and what would be interpreted as ‘racist’. (fonte: Independent Inquiry)

La spiegazione nel dettaglio è leggibile al punto 11.12 dell’Inquiry, pagina 99 (93 nel documento): diversi consiglieri intervistati credevano che anche solo accennare a questo problema avrebbe dato ossigeno a prospettive di stampo razzista, le quali avrebbero di conseguenza attirato gruppi politici estremisti. Sotto questo aspetto le paure risultarono fondate: un po’ come accade qui in Italia, vi fu interesse da parte di alcune frange estremiste, tra cui anche l’English Defence League.

Several councillors interviewed believed that by opening up these issues they could be ‘giving oxygen’ to racist perspectives that might in turn attract extremist political groups and threaten community cohesion. To some extent this concern was valid, with the apparent targeting of the town by groups such as the English Defence League. (fonte: Independent Inquiry)

Il “fattore razza” era da intendersi nella dinamica dello sfruttamento: gli aguzzini erano prevalentemente di origine pakistana, mentre le vittime erano bambine di razza caucasica. Di qui la paura non di essere bollati come razzisti, ma di venir travisati da una minoranza rumorosa di estremisti per beceri fini. Una mossa davvero poco saggia.

Facile trarre dunque una conclusione appropriata: in qualche modo, i presunti paladini dell’anti-immigrazione che pretendono di mostrare “tutti i crimini degli immigrati” hanno intimidito la corretta informazione. Il timore era quello di alimentare la xenofobia attraverso notizie gonfiate. Le Autorità hanno fallito anche per colpa di questi ciechi anti-Islam, anti-immigrazione e anti-tutto.

Alimentare la xenofobia è il gioco dei “giornalisti” di VoxNews, che amano spararla grossa. Come quando, in pieno attacco di vittimismo, lanciano accuse irrealistiche di un Renzi superpotente che vorrebbe imbavagliarli perché rei di aver scritto “la storia di un’altra vittima, stuprata in una notte da 30 immigrati”. Una storia che abbiamo già ridimensionato parecchio con l’aiuto di maicolengel: in realtà non erano 30 immigrati, ma “5 persone, di cui 2 adulti e tre minorenni, per lo più provenienti dall’Est europa (cechi e slovacchi) e un curdo”. Qui la nostra analisi, di cui condivido la riflessione finale:

[n]on c’è bisogno di stravolgere una storia già di per se così brutta per far venire i brividi ai propri lettori: se lo si fa si dimostra ampiamente che, sotto sotto, c’è un chiaro intento (politico e/o sociale).

Raccontare un fatto grave, sottolineare alcuni punti, evidenziare la differenza razziale come fosse importante e tralasciando altri dettagli che dimostrerebbero come la razza non c’entri niente, denota solo voler diffondere odio cieco e irrazionale. E un perverso piacere nella sofferenza della ragazza: “è accaduto e di mezzo c’erano gli immigrati, ora diamo addosso a tutti”. Solo perché è accaduto qualcosa di efferato, non vuol dire che chiunque abbia il diritto di spararla grossa; solo perché il fatto resta, non vuol dire che non debba essere raccontato come si deve con i dettagli giusti.

Quanto alle questione indagini, dal 2013 in poi le indagini sono andate avanti e arriva la conferma dell’apatia avvertita da Sarah Wilson: ci sarebbero ben 42 poliziotti in servizio e in pensione che avrebbero, nel corso degli anni, contribuito a questo giro di sfruttamento minorile. E si parlerebbe anche di un grosso traffico che coinvolgeva anche tassisti col compito di scarrozzare le prostitute minorenni.

Last week, a National Crime Agency investigation announced that around 300 suspects had been identified, including two serving or former Rotherham councillors. Taxi drivers, who were involved in trafficking victims, have also come under scrutiny. Around 25 taxi drivers no longer have licenses due to child abuse concerns, and hundreds of taxi drivers are planning to strike in response to rules requiring them to install CCTV inside their cabs.

Dove vedete la paura di essere bollati come razzisti? Dove sta il politically correct? Dove sono quelle cose che VoxNews afferma?

Noi di BUTAC veniamo definiti “cazzari” da quelli di VoxNews. Cari lettori, spiegatemi dunque questo: se noi siamo cazzari e pubblichiamo le nostre fonti in modo da essere ben esposti anche agli attacchi, come definireste un sito che annovera fra i primi diffusori Catena Umana, al secolo Vincenzo Todaro, l’inventore della notizia sulle due cooperanti rapite in Siria, ex imprenditore edile di Parma col vizio della diffamazione scambiata ogni giorno per “provocazione”?

cazzari

Il Ninth
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