Peppa Pig, Lorenzo Croce e il divieto di Oxford

PEPPA-OUP

Sembra l’inizio di una barzelletta, ma è la ricetta dell’ennesima giornata di pura follia disinformativa.

Tutto comincia con una notizia “sbalorditiva”. La Oxford University Press, una delle più prestigiose case editrici del Regno Unito, avrebbe imposto un divieto a dir poco ridicolo: niente più Peppa Pig. Esatto, proprio così, di punto in bianco: la dolce maialina sarebbe un personaggio “scomodo” perché “i maiali potrebbero offendere ebrei e musulmani”. Giustamente questa notizia viene fuori dopo i tragici fatti francesi… e l’occasione fa l’uomo ladro.

Titola così Libero nell’edizione web, sempre pronto a puntare il dito contro lo spauracchio dell’Islam.

“Peppa Pig offende l’Islam”: Londra censura la maialina

Addirittura dirige il canto funebre del personaggio:

Anche Peppa Pig potrebbe rimanere vittima dell’elevato livello di attenzione per la prevenzione degli attentati. […] Le nuove linee guida della Oxford University Press, la casa editrice dell’ateneo inglese che pubblica testi scolastici e prodotti editoriali educativi. Secondo queste indicazioni c’è il divieto di pubblicazione di riferimento al maiale e alla sua carne per non offendere i musulmani e gli ebrei.

Segue a ruota TGCOM24, che si concentra ovviamente sui “poveri onesti lavoratori” che curano la preziosa immagine della maialina più simpatica del mondo.

Se le regole della prestigiosa Università, che detta legge negli ambienti culturali inglesi, dovessero essere adottate, gli autori di Peppa Pig dovrebbero semplicemente chiudere bottega. Difficile immaginare che l’editore delle avventure della maialina, diventata ormai un fenomeno globale, adotti le indicazioni della Oxford University Press. […] In prima linea per salvare il popolare cartone animato e la libertà di parola ci sono proprio i rappresentanti delle comunità ebraiche e musulmane che hanno definito la vicenda un tentativo “politically correct senza senso”. Peppa, George e i loro amici riusciranno a non finire in polpette?

E poi c’è il Sole 24 Ore, GiornalettismoLa Stampa, … tutte, no dico, tutte testate che si concentrano su quell’incredibile eventualità di un mondo senza Peppa Pig. Anzi, qualcuno già ne parla come se la censura fosse già stata attuata. ORRORE! TERRORE! RACCAPRICCIO! È la fine del mondo come lo conosciamo… e io mi sento bene? Che diav…?

Be’, anzitutto lasciamo perdere questi fenomeni parastatali e cominciamo una piccola ricerca. Giornalettismo è stato abbastanza intelligente da fornire quantomeno una fonte per il loro articolo, ossia il Daily Mail. A prescindere dal titolo in puro stile strillato, viene fatto trapelare qualcosa di più: la situazione pare sia generata durante una trasmissione su BBC4, dove si parlava delle conseguenze di un elevato rischio terroristico:

Presenter Jim Naughtie – whose writer wife Eleanor Updale is in talks with Oxford University Press (OUP) over an educational book series – said: ‘I’ve got a letter here that was sent out by OUP to an author doing something for young people.  Among the things prohibited in the text that was commissioned by OUP was the following: Pigs plus sausages, or anything else which could be perceived as pork. Now, if a respectable publisher, tied to an academic institution, is saying you’ve got to write a book in which you cannot mention pigs because some people might be offended, it’s just ludicrous. It is just a joke.

In pratica, stiamo parlando di un discorso leggermente differente. Viene menzionata forse Peppa Pig? No di certo. Si parla piuttosto di tutt’altro: il divieto riguarda tutto ciò che potrebbe essere percepito come “pork”, e cioè “[t]he flesh of a pig or hog used as food” (FreeDictionary). Sappiamo bene che la carne di maiale è considerata impura nel Giudaismo (Levitico 11:7-8, Deuteronomio 14:8) e dalla religione islamica (Corano, Sura II, 173). Il divieto avrebbe senso se si parlasse di carne di maiale, non di un maiale in vita. Forse è un problema di sensibilizzazione per venire incontro a tutti i lettori di qualsiasi religione o paese… ma siamo davvero sicuri che sia stata imposta una censura a riguardo? Guarda caso, proprio dopo il giro dell’hashtag #jesuischarlie? E poi, proprio su Peppa Pig?

Saprete già sicuramente la risposta. In caso contrario, la troverete già nel titolo dell’International Business Times:

Oxford University Press dismisses reports of ban on pork and pigs in books

In poche parole, la OUP ha una volontà ben precisa nel voler espandere i propri confini e, a un tempo, garantire la possibilità di imparare nel pieno rispetto del contesto culturale in cui i bambini si trovano a studiare. Così come a un bambino non mostreresti un’opera ad alto contenuto di “carnazza”, lo stesso faresti con i figli di realtà diverse dalle proprie, senza però incappare nei tabù culturali.

To address children’s learning needs, it is important that they also reflect the cultural context in which children are learning. In the UK, we take it for granted that we would not include references to sex, violence, or alcohol in our textbooks; to do so would be considered inappropriate and offensive to many. In order to make an impact around the world, there are other sensitivities that, although not necessarily obvious to some of us, are nonetheless extremely important to others.While we should be mindful of these cultural sensitivities, a healthy dose of common sense is also required. Cultural taboos must never get in the way of learning needs, which will always be our primary focus.

Una posizione certamente discutibile e che dovrebbe essere affrontata in maniera personale da ciascuno di noi, ma ciò non significa che tutto quello che ha a che fare con un maiale debba essere censurato. La buona Peppa si salverebbe, perché nessuno si sognerebbe di cancellare un personaggio di fantasia solo perché “potrebbe offendere la religione di qualcuno”. Questo perché la stessa casa editrice ha diffuso delle linee guida diverse per il versante educativo e quello scolare.

So, for example, a definition of a pig would not be excluded from a dictionary, and we wouldn’t dream of editing out a ‘pig’ character from an historical work of fiction. We also maintain entirely separate guidelines for our academic titles which are relevant to scholarly rather than educational discourse.

Molto rumore per nulla: tanto sensazionalismo, partito da una notizia non verificata per cavalcare l’onda di odio religioso generata dai fatti di Charlie Hebdo. Come avrete sicuramente imparato, chi si emoziona non ragiona come dovrebbe e veicola la sua indignazione in un anonimo click arrotondacasse.

Fin qui non ci sarebbe nulla di male. Alla fine uno ci fa il callo, per queste cose; qualcuno addirittura ne tirerebbe fuori una scusa, per giustificarli…

… se non fosse per la nostra primadonna preferita.

PrimaPaginaNews riporta l’ennesimo comunicato firmato da un Lorenzo Croce tutto impettito, che si vanta di aver giocato d’anticipo.

Questa scomunica arriva un anno dopo esatto la proposta di AIDAA di chiedere ai genitori di non far vedere ai propri figli i cartoni animati di Peppa Pig, proposta la nostra che scatenò un infinità di polemiche nel web, sui giornali e non solo. Ora arriva quest’altra scomunica del cartone animato Peppa Pig per motivazioni diametralmente opposte alle nostre, proprio per questo crediamo di aver ragione a riproporre ai genitori di spegnere la televisione quando và quel cartone animato, ma non perchè offende i piccoli ebrei e musulmani (per quello a decidere saranno i loro genitori) ma perchè offende la dignità del maiale, un animale mostrato felice, e che invece per soddisfare il nostro palato, viene ucciso ogni giorno in milioni di esemplari con scariche elettriche nel cervello o con chiodi sparati nella testa dalle pistole manovrate da provetti macellai.

Da quanto ho capito, adesso la censura è diventata una “scomunica”, come se la Oxford University Press fosse una specie di ramo della Chiesa; nonostante sia arrivata “per motivazioni diametralmente opposte” alle sue, Croce si ringalluzzisce per la censura e vuole dettare legge sui passatempi altrui. Chi se ne frega, se anche fosse, che quell’innocuo cartone animato potrebbe offendere “i piccoli ebrei e musulmani”: nessuno pensa ai veri maialetti che vengono barbaramente uccisi “da provetti macellai”. Perché giustamente i macellai non hanno figli che guardano Peppa Pig: sono esseri mostruosi che vomitano acido peggio di un Alien e si divertono a sgozzare animali per puro sadismo.

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Suppongo che la tua soluzione sia far leggere i tuoi “oroscopi per gli amici animali”, o lanciare volgari provocazioni senza capo né coda che hanno il solo scopo di far parlare di te. Non è che, sotto sotto, stai disperatamente chiedendo aiuto con la tua voglia di apparire? Non è che, segretamente, tu voglia che qualcuno ti fermi perché hai perso la bussola?

Caro Lorenzo, noi ricordiamo bene i tuoi trascorsi. Lo ricordano tutti, nessuno escluso. Siccome fuffa va con fuffa, è naturale che tu abbia voluto partecipare alla conga dell’umiliazione. Dammi retta: a volte è meglio tacere e passare per stupidi, che aprire bocca e fugare ogni dubbio.

Per una buona volta nella tua vita, fa’ qualcosa di utile.

Taci.

Il Ninth