PESCI DAL VOLTO UMANO

No, non sono stati pescati pesci dal volto umano a Lampedusa.

La leggenda metropolitana è frutto del black humour di un sito chiamato Doppia Spunta Blu.

Si chiama “Immestinus Clandegrato” il pesce che nelle ultime ore è approdato a Lampedusa. Se ne contano circa 300 esemplari arrivati fino ad ora. La particolarità di questo pesce è la sua somiglianza con un volto umano. Si tratta di una particolare specie residente nell’Oceano Indiano e che da millenni è vissuta indisturbata nelle acque intercontinentali africane. A causa dell’inquinamento e dell’effetto serra, negli ultimi anni, sono stati recuperati alcuni esemplari anche al largo dell’Oceano Atlantico. La particolarità di questo pesce è proprio la sua somiglianza con gli esseri umani. Di solito vive in branco ed emette suoni gutturali simili a latrati.

Si ricorda che l’immestinus clandegrato è una specie protetta e non può essere nè pescato nè consumato. Il suo sapore acido non ne permette la commestibilità.

Vengono anche proposte due foto, una di copertina, l’altra come corpo dell’articolo.

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Non ci vuole granché per smontare questa bufala clamorosa: come ho già scritto, è un esempio di humour nero. Il nome latino del pesce, “immestinus clandegrato”, è un miscuglio delle parole “immegrato clandestinus”, che in latino maccheronico rimanda alle parole “Immigrato clandestino”.

Con questo dato, è possibile rileggere il testo sotto la luce feroce della satira più nera: un “immigrato clandestino” approda a Lampedusa, in massa, “dalle acque intercontinentali africane”; “somiglia agli esseri umani” ed “emette suoni gutturali simili a latrati”. Risulta evidente, in questo tentativo un po’ goffo, l’intento dissacratorio nei confronti di quella visione xenofoba che immagina la figura dei migranti come “quelli che si vedono arrivare al telegiornale” o “che muoiono al largo”.

Per quanto riguarda i due pesci in fotografia, il primo è un semplice fotoritocco di un altro pesce esistente: il pesce blob, noto come Psychrolutes marcidus. Il secondo invece è legato a una leggenda metropolitana che gira da anni. Le versioni di questa leggenda cambiano luogo di ritrovo di volta in volta, ma la sostanza non cambia: questo pesce viene trovato da alcuni pescatori e consegnato alle autorità locali, le quali non danno alcuna risposta in merito. Qui un esempio da Lettera43, che lo riporta in una rassegna di immagini:

Secondo la Rete, il pesce ritratto in questa foto sarebbe stato trovato nel mar Ionio da due pescatori (padre e figlio) che increduli hanno riferito la scoperta alla capitaneria di porto. Gli agenti tuttavia non ha mai fatto trapelare la notizia. A voi la scelta: realtà o finzione?

Altre versioni parlano di pescatori che lo avrebbero fritto e mangiato nonostante la forma bizzarra:

Tuttavia gli ufologi e gli scienziati della zona hanno dovuto constatare, con loro grande rammarico, che i pescatori autori dell’insolita pesca non si sono per niente spaventati, tant’e’ che hanno comunemente deciso di friggere l’insolito pesce, asserendo poi che una carne cosi’ buona non l’avevano mai provata in vita loro.

La mia ricerca non mi ha permesso di stabilire di cosa si tratti di preciso, ma è evidente che siamo nel pieno campo della leggenda urbana e, definitivamente, nulla che abbia a che fare con l’esistenza di un presunto pesce immigrato clandestino.

Restate scettici, restate diffidenti. E se vedete qualcuno condividere questa bufala… vergogniamoci per lui.

Il Ninth
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