PILLOLEFECI

La gioia dell’indagine e la ricerca delle fonti è insita soprattutto nella scoperta di quel dettaglio in più che rende una storia decisamente meno sensazionalistica di come è stata posta. ADNKronos ultimamente ci ha abituati a una certa sciatteria nella diffusione delle “veline” giornalistiche. Una scelta editoriale che sfiora il ridicolo e che punta alla risatina sguaiata anziché alla vera informazione.

Di seguito uno dei suoi frutti.

Pillole con feci umane, nuova terapia anti-obesità

I ricercatori del Massachussetts General Hospital stanno sperimentando un farmaco che contiene feci umane trattate. Lo studio, condotto dalla professoressa Elaine Yu, dovrebbe produrre i primi risultati nel corso del 2016 ed evidenziare gli effetti della flora batterica intestinale del ‘donatore’ sulle condizioni del paziente che assume il farmaco. I soggetti che partecipano alla sperimentazione di 6 settimane assumeranno le pillole ogni settimana e manterranno il regime alimentare abituale. Il loro peso e le condizioni generali verranno monitorate e controllate anche al termine dello stadio, con verifiche dopo 3, 6 e 12 mesi.

puttanediclciLa notizia è un po’ vecchia. Eppure, posta così tra un titolo gridato immediatamente contraddetto dalla prima riga, e quell’inciso iniziale che suggerisce un facile disgusto di presunte “feci umane nelle pillole antiobesità”, continua ancora a far danni. Ci è stata segnalata come potenziale bufala, ma non è questo il caso: siamo di fronte a una disinformazione sensazionalistica.

La dottoressa Elaine Yu fa parte dello staff medico dell’ospedale nominato nella notizia. Lo studio è partito a Gennaio e non c’è ancora nulla di certo. Occorrerà attendere un po’ di tempo.

Nella descrizione dello studio che ADNKronos si guarda bene dal citare, veniamo a sapere in cosa consiste la ricerca. Come vuole la prassi, ai pazienti verranno somministrate due tipi di capsule: una di placebo e l’altra con il principio attivo. Oggetto di questo studio sono capsule FMT, acronimo di fecal microbiota transplant.

Multiple lines of evidence suggest that gut microbiota play an important role in regulating human metabolism. In this study, subjects will receive FMT capsules from lean metabolically healthy donors to study effects on body weight and insulin sensitivity. Subjects who participate will be randomized 2:1 to receive either active FMT capsules or placebo capsules. Subjects and providers will be blinded to treatment assignment. The study will last for 12 weeks. Major study outcomes include change in weight, insulin sensitivity, and body composition. Fecal samples will also be collected for intestinal microbiome analysis.

Un trapianto di microbioma fecale, altrimenti noto come batterioterapia fecale, è “un trattamento medico non farmacologico […] utilizzato con una certa efficacia in soggetti affetti da colite pseudomembranosa sostenuta dal Clostridium difficile; o anche in caso di colite ulcerosa refrattaria alle comuni terapie”. (fonte: Wikipedia). L’efficacia contro il C. difficile è stata dimostrata da numerosi studi e la terapia consta di alcune procedure, ben controllate.

Questo è il trapianto in sé, mentre lo studio parla di capsule. Capsule di questo tipo sono in commercio per i motivi sopra citati, ma il pezzo di ADNKronos restituisce la falsa impressione che all’interno vi siano feci umane. In realtà le pillole contengono solo i batteri della flora intestinale in forma concentrata. Niente feci nelle pillole in senso letterale.

Inoltre, l’esperimento riguarderà non solo gli effetti sul peso corporeo, ma anche sulla sensibilità all’insulina.

Ricapitoliamo: niente feci nelle pillole, non è una “cura dimagrante” vera e propria, siamo ancora in fase sperimentale e lo studio riguarda anche altri aspetti. Dove sta tutto questo, caro il mio articolista?

Un esperimento dunque ben più complesso, che ancora una volta è stato trasformato in una mera occasione di scherno per attirare qualche click in più. Il lettore rimane col dubbio anche dopo il virgolettato finale della notizia di ADNKronos. È evidente che a questa gente interessi di più acchiappare click con la risatina da infante (“Ih ih! Ti mangi la popò, che schifo!”).

Le pillole sono prive di odore e sapore, una doppia capsula eviterà che le sostanze vengano rilasciate prima che arrivino all’intestino crasso”, ha spiegato la Yu al quotidiano. Per i pazienti, in sostanza, sarà impossibile capire se stanno ingoiando l”originale’ o il placebo.

È anche per colpa di questi “geni” se l’informazione in Italia, riguardo temi come la sessualità e i disturbi intestinali, è soffocata da una dialettica non troppo distante dalle battute da bordello. Quanto mai appropriato, per queste “puttane di clic” (cit.).

Restate scettici, restate diffidenti.

Il Ninth
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