PRUNUS-CANCRO

Così com’è data la notizia, non c’è molto da sbufalare: ci sarebbe piuttosto da rimanere scettici, attendere futuri risvolti e centellinare l’entusiasmo col più piccolo dei contagocce. E invece no: sbattiamo subito la notizia e attiriamo nuovi “gonzi” lettori…

Il sito InMeteo riporta una notizia del 20 aprile a proposito di una possibile cura per i tumori. Figli del sensazionalismo medico imbastardito dagli strilli dei venditori d’acciughe lungo le banchine del porto di Genova, ecco che i redattori permettono di sbandierare così una notizia da prendere con le pinze.

Salute / scoperta la pianta che sconfigge il tumore. Pronto il medicinale.

Una pianta che “sconfigge” il tumore, dalla quale è ora “pronto” un medicinale. Troppo bello per essere vero, eh? Il sito si aspetta una reazione del genere da voi lettori, così dà fondo al massimo dello sciàrm per convincervi che sì, è tutta la verità.

Si tratta di una scoperta che arriva dal mondo della natura: stiamo parlando infatti di una pianta.

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Ma va?! Io pensavo si stesse parlando di zanzare o di mosche. Grazie per averlo specificato dopo il titolo, Capitan Ovvio! Con te al nostro fianco, non possiamo che aspettarci un’informazione di qualità!

Ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) hanno individuato nel “prunus”, delle straordinarie proprietà anti-tumorali. […] La pianta contenente sostanze in grado di sconfiggere il tumore, è la Prunus spinosa trigno, diffusa nel nostro Sud Italia. Il medicinale, già brevettato, sarà in vendita con tutta probabilità a Giugno, pronto per essere utilizzato come integratore della chemioterapia.

Aalt, fermiamoci un attimo e ricapitoliamo. Alcuni ricercatori non identificati dell’ISS avrebbero scoperto qualcosa di nuovo nel prugno spinoso molisano… e già esisterebbe un medicinale pronto per essere venduto in così breve tempo?

Fissiamo alcuni punti. La ricercatrice in questione esiste davvero, si chiama Stefania Meschini e ha collaborato per alcuni paper scientifici… ma della ricerca sul prugno non ho trovato ancora nulla al momento in cui scrivo (00:30 del 22/04) e spero sia di prossima pubblicazione. A ogni modo, sarebbe stato davvero carino da parte di questi simpatici divulgatori della domenica lasciare un collegamento o un riferimento a quanto detto, visto che la notizia non appare neppure sul sito dell’ISS.

Ma ormai il lettore medio ha già perso l’attenzione. Che ne dite di sganciare la bomba e infrangere i sogni di tutti?

Del composto ha parlato durante il quarto congresso internazionale di medicina biointegrata la ricercatrice Stefania Meschini, autrice di uno studio in via di pubblicazione: «È ricco di antiossidanti e può contrastare la proliferazione tumorale. In laboratorio l’estratto riesce a ridurre le cellule prese da pazienti con neoplasie a polmone, colon e cervice uterina. Da solo non aveva effetti e allora abbiamo aggiunto aminoacidi, vitamine e minerali». In estate andrà in vendita: la prospettiva è ottenere un farmaco e allargare l’impiego, sperando di scoprirne l’attività di contrasto in altri tipi di tumore.

Ancora una volta, il testo dell’articolo contraddice il titolo in toto: il prugno da solo non ha effetto, li ha presentati con un mix preciso. Da quanto suggerito, i risultati si sarebbero visti solo durante la fase in vitro, un tipo di test costituito da cellule o molecole studiate al di fuori del loro contesto biologico. La spiegazione è piuttosto lunga e non sono un esperto del settore, ma per semplicità possiamo affermare che uno studio in vitro non garantisce il successo di un nuovo farmaco sugli organismi viventi. A volte i risultati di un test in vitro non trovano coincidenze nello stadio successivo, ovvero la sperimentazione in vivo.

Diverse agenzie hanno battuto la stessa notizia e pur presentando un titolo accattivante, hanno comunque riportato più dettagli di InMeteo. Per esempio, si scopre che questo fantomatico intruglio miracoloso chiamato Prunus-can

sarà ulteriormente testato dal’Iss nella formulazione di integratore e sarà disponibile, in vendita nelle farmacie su indicazione medica, da maggio-giugno. Ciò è reso possibile sulla base dei test che hanno confermato la non tossicità del composto e previa la registrazione già avvenuta del composto stesso presso il ministero della Salute”. Inoltre, ”per motivi etici – precisa l’esperto – abbiamo ottenuto che il prezzo a confezione sia assolutamente accessibile, intorno ai 20 euro, rispetto ad un costo inizialmente stimato come molto più elevato.” (ANSA.it)

Insomma, dopo i test in vitro ci saranno altri test da parte dell’Istituto Superiore della Sanità e sarà venduto solo su indicazione medica, ovvero secondo un parere del medico curante, e come integratore per la chemioterapia. Insomma, c’è ancora una lunga trafila prima che si possa parlare di farmaco veramente efficace.

Sul volantino dedicato al programma del congresso si parla di “Ricerca innovativa sul potenziale antitumorale di una pianta autoctona italiana”. “Potenziale”, appunto: non si sa ancora se questa ricerca porterà veri risultati o se si tratterà dell’ennesima falsa speranza. Il farmaco non è ancora davvero pronto, non si può parlare di vera efficacia. Però intanto se ne parla come se fosse l’ennesimo intruglio portentoso. Poi ci si stupisce se la gente ha creduto e crede ancora al “complotto” contro il metodo Di Bella.

Ma tanto cosa volete che capiscano questi marchettari dell’informazione, queste prostitute d’attenzione che pretendono di aumentare le visualizzazioni sciacallando con leggerezza chi, col cancro, ci vive? L’importante è portare a casa la pagnotta.

Il Ninth

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