SELFIE-PANORAMA

No, no, no e no! Prima di pubblicare qualunque notizia, il giornalista dovrebbe verificare la fondatezza di qualunque affermazione. Almeno, così funzionerebbe l’informazione in un mondo utopistico. Purtroppo dobbiamo accontentarci di giornalisti che pensano più allo scoop, strizzando l’occhio a mondi e linguaggi a loro sconosciuti pur di attirarli nel click compulsivo.

Dopo il “fantastico” pezzo secondo il quale gli autoscatti aumenterebbero il rischio pidocchi, Panorama ci riprova con una variazione sul tema: “i selfie fanno male alla pelle”. A lanciare l’allarme è

Mehreen Baig, di professione fa la blogger e per questo era arrivata a farsi 50 selfie al giorno. Fino a quando non ha notato che la sua pelle stava cambiando: sul viso sono comparsi sfoghi mai visti prima, lentiggini e pori molto grandi. Esclusa l’alimentazione come cause di questi segni in faccia, la 26enne inglese si è rivolta ad un dermatologo che le ha spiegato il motivo: colpa dei selfie, o “meglio” anche dei selfie.

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Mehreen Baig. Nel tempo libero ha fatto anche la controfigura di Ela Weber in “Tira e Molla”.

Ah be’, se è una fashion blogger, di sicuro è una voce autorevolissima da seguire! Sono sicuro che avrà imparato moltissimo di alimentazione sana ed equilibrata, fra un account di Instagram e l’altro. Sul serio, dove stiamo andando? Alla prossima che facciamo? Diamo a un appassionato di progressive rock la piena libertà di parola sulla sicurezza dei vac-

-cate a parte, il dermatologo sostiene che la colpa è dei selfie. Anzi, no: la colpa è anche dei selfie.

[L]e cause possibili per i suoi sfoghi possono essere: l’inquinamento, la luce solare e la luce HEV, ovvero High Energy Visible, cioè proprio quella emessa dagli smartphone e alla quale ci si espone quando ci si scatta dei selfie.

Per me l’articolo potrebbe finire qui. Se il problema della ragazza è legato a molti fattori, che senso ha titolare un articolo dando la colpa solo ai selfie?

La fonte della notizia è quella del Daily Mail, che come al solito pone l’accento sul sensazionalismo sui terribili effetti della backlight dei telefonini. Effetti terribilissimerrimi, roba da portare i lemming al suicidio: udite, udite, fanno sembrare una ventiseienne una persona “fra i venticinque e i trent’anni”. E senza l’uso di un filtro X-Pro o Valencia! L’ORRORE!

Heart beating, I waited for the answer to the question: How old is my skin?

‘Your skin is somewhere in the aged 25-30 bracket,’ Dr Zokaie explained.

Although I was secretly hoping he would say it’s in the 20-25 bracket, it wasn’t the worst possible outcome. But it turned out my relief was premature.

Scenari davvero apocalittici, non trovate? Tipici problemi da Primo Mondo!

In realtà la questione è un po’ più complessa e, per fortuna, meno catastrofica di come la fanno apparire. In buona sostanza e con molto allarmismo, la blogger ha affermato che la fonte del suo problema siano le radiazioni HEV, presunte responsabili di un invecchiamento precoce della pelle. Ovviamente la notizia è rimbalzata un po’ ovunque e contrariamente a quanto accade in Italia, esistono giornalisti e blogger seri che verificano la validità delle frasi.

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Devo sconfiggere Ganon… ma prima, FAMMI FARE UN SELFIE!

Il sito HelloGiggles ha addirittura contattato altri dermatologi e, interpellati sulla questione, hanno sottolineato le prove limitate in merito alle radiazioni HEV. Questo problema non sarebbe limitato alla singola porzione dello spettro visibile dei flash dell’autoscatto, ma se i dati dello studio fossero confermati, non sarebbe irragionevole dedurre che la luce del Sole fornirebbe un timore maggiore di quella proveniente da computer o telefonini.

First of all, there is some limited scientific evidence that visible light (and even near infrared radiation), in general, causes reactive oxygen species formation. This is in no way, limited to the portion of the visible light spectrum of the selfie flashes however, visible light from the sun was more of the concern in the actual study that made this conclusion.

If the data from the study is true, it would not be unreasonable to assume that visible light from the sun (which is much more intense) would be more of a concern than that emitted by cameras and computers. Premature aging that selfie users see on their face can easily be attributed to cumulative sun exposure, as there is no actual proof that camera light is the actual cause.

In sintesi, l’ennesimo articolo svogliato solo per attirare click e portare a casa la pagnotta. I selfie non sono rischiosi.

Stando a quanto raccontato dall’autrice dell’articolo, la blogger avrebbe smesso di farsi 50 selfie al giorno per via del timore infondato verso i selfie. Il mio timore è che la giornalista di Panorama continuerà a scrivere, tronfia come un pavone perché sa di essere, purtroppo, in buona compagnia. Sapete, una notizia del genere fungerebbe come perfetto tappabuchi.

E il vero giornalismo, quello basato sulla fondatezza e sulle prove, va ancora una volta a ramengo.

Restate scettici, restate diffidenti.

Il Ninth
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