La bufala della “tassa per chi corre”

TASSAPERCHICORRE

No, non è stata approvata una “tassa per chi corre”.

Questa è davvero una sbufalata veloce veloce, di quelle che non avrebbero bisogno neppure di una smentita. Ma siccome abbiamo gente che è cascata nella bufala dell’islamico che vuole imporre “i numeri arabi”, direi che la prudenza non è mai troppa.tassaperchicorre

La notizia recita pressapoco così:

Nuova tassa per andare a correre, multe fino a 600 euro ai trasgressori

ROMA – La nuova condotta politica che è subentrata con la Legge di stabilità è ormai palese, che in futuro ci saremmo dovuti aspettare un aumento delle tasse lo sapevamo tutti. Quello che non ci potevamo aspettare è che queste nuove tasse avrebbero colpito i più attenti di noi alla forma fisica.

Correre, infatti, sembra che per Renzi non sia più un passatempo economico con cui perdere peso e tenersi in allenamento, ma che sia un’attività che va tassata in quanto rientra nella categoria di attività sportive urbane ed extraurbane.
E’ entrata quindi in vigore con il D.Lgs 8374/16 la tassa di concessione governativa del suolo pubblico per podisti, ovvero per tutti coloro che praticano la corsa.

Basta fare un rapido controllo, ma ovviamente sappiamo già l’esito: non esiste un decreto legge che riporta questo testo. Non è stato approvato nulla di tutto ciò nella Legge di stabilità.

La fonte di questa bufala è il Corriere della Notte, l’ennesimo sito spazzatura che si crede divertente spacciando pastrocchi digitali senza arte né classe come satira pungente. La stessa solfa di siti come il GioMale, Rebubblica, LiberoGiornale e altre simpatiche testate – come un calcio nei marroni – che hanno fatto della “pseudosatira” la loro bandiera. A queste pseudotestate satiriche, Neil ha dedicato un intero articolo. Memorizzate i siti e spargete la voce: non date loro più un click.

Come si legge in calce al sito del Corriere della Notte, secondo un canovaccio ormai stranoto,

Il Corriere della notte non è a tutti gli effetti una testata giornalistica, e come magazine satirico alcuni articoli contenuti in esso potrebberò non corrispondere alla veridicità dei fatti.  [sic!]

Non contenti, c’è anche la finestrella “per il like su Facebook”, comune a molti siti di controinformazione che vivono di like e viralità. E questa finestrella suggerisce – guarda caso – di mettere il like a un altro sito di notizie inventate, la Rebubblica.

A mio avviso, una cosa del genere la facevano già quelli che volevano propinarti l’abbonamento della rivista del Carabiniere. Ecco, questa è la sua versione digitale: una volta c’era l’adesivo o la targhetta che diceva “Io sono amico dei Carabinieri” (il peggio è quella della Guardia di Finanza, che per vendertelo minacciano “visite” NDR maicolengel), adesso c’è l’articolo fuffa condiviso sulle vostre bacheche.

Restate scettici, restate diffidenti.

Il Ninth
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