ISEE e “tassa sui disabili”: facciamo chiarezza

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ISEEDISABILI

La notizia sta girando da qualche giorno con un articolo de Il Giornale, firmato Mario Valenza.

Fisco, arriva la tassa sui disabili

Avete presente la riforma dell’Isee? Ebbene dal 1 gennaio 2015 gli assegni di accompagnamento, le pensioni di invalidità e tutti gli emolumenti economici ricevuti da uno qualsiasi dei componenti il nucleo familiare per invalidità e/o condizione di disabilità o non autosufficienza, concorrono al reddito familiare. […] Il sospetto, come sottolinea Libero, è che Tesoro e Lavoro, a corto di quattrini vogliano far la cresta sulle famiglie con disabili. Come? Costringendole a dissanguarsi finanziariamente per dare assistenza ai propri cari. Poco importa che il Tar – con tre distinte sentenze – abbia giudicato negli scorsi mesi illegittima questa novità. Ora spetta al Consiglio di Stato deliberare. La sentenza dovrebbe arrivare a giorni.

Il titolo sembra dire tutto: dal gennaio dell’anno scorso sarebbe stata introdotta una sorta di tassa invisibile su una non ben specificata categoria di disabili. La domanda sorge spontanea: perché parlare ora di una modifica che ha avuto luogo nel 2015? Perché battere una notizia, alla fine di gennaio 2016, che riguarda un fatto antecedente?

Come spesso accade quando si parla dell’ex giornale di Indro Montanelli, ci troviamo di fronte all’ennesimo caso di disinformazione, operata da uno pseudogiornalismo piegato alla pura propaganda politica. L’articolo sembra avervi detto tutto e vi crea la falsa impressione di essere completo e di aver battuto correttamente la notizia. Nella realtà, Mario Valenza non vi sta informando: sta solo dicendo la sua opinione. Sfiora la realtà, mette insieme un’accozzaglia di fatti (slegati dalla notizia principale) per colpire la reputazione del governo in carica. Per non parlare del volgarissimo cerchionanismo verso una testata “sorella” – Libero.

Sarebbe stato carino se, per una volta, le ideologie di partito avessero lasciato il posto alla voglia di fare corretta infomazione. Dopotutto, le persone affette da disabilità costituiscono una fetta consistente della popolazione italiana… e una discreta fonte di voti per un partito che vorrebbe recuperare la fiducia del suo elettorato.

Procediamo con ordine e vediamo di fare chiarezza. L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente è cambiato e sono state introdotte nuove regole per il calcolo. Dall’articolo si evincerebbe una falsa volontà tutta appartenente al governo Renzi, ma queste modifiche erano previste già dal 2011. Le modifiche furono votate soprattutto col benestare di coloro che oggi, non più in maggioranza, si scagliano contro il “cattivissimo Governo”.

Cosa devono denunciare esattamente i portatori di handicap e invalidità? Come potete leggere qui, sono necessarie

la certificazione dell’handicap (denominazione dell’ente che ha rilasciato la certificazione, numero del documento e data del rilascio) ed eventuali spese pagate per il ricovero in strutture residenziali (nell’anno precedente la presentazione della DSU) e/o per l’assistenza personale (detratte/dedotte nella dichiarazione dei redditi del secondo anno precedente a quello di presentazione della DSU).

È dunque vero che con le nuove regole, quanto viene “incassato” concorra al reddito familiare. Spiega però il CAF che sono previste diverse franchigie sul reddito, istituite in base alla gravità del bisogno; ciascuno di questi scaglioni comporta detrazioni dal conto finale. Nell’ordine,

4.000 euro per disabilità media, 5.500 euro per disabilità grave e 7.000 euro per persone non autosufficienti. Gli importi aumentano se l’interessato è un minore.

Null’altro da aggiungere. Questo non è un blog politico o politicizzato, come i nostri detrattori amano definirci. Come sempre, ci limitiamo a portare al pubblico la corretta informazione laddove essa è oscurata per meri scopi elettorali. Se non possiamo scrivere di più, è perché semplicemente non ne abbiamo i mezzi. Non stiamo dicendo che il Governo ha fatto una cosa buona o una cosa cattiva: nessun appoggio, ma pura informazione.

In questa guerra di parole, nessuno pensa davvero a chi dovrebbe arrivare l’informazione. Per certi articolisti, l’importante è sputare sul governo e portare a casa la pagnotta. Ma se un giorno diventassero loro gli invalidi, dubito accetterebbero stoicamente questo trattamento.

Il Ninth
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