La storia di Keat: Una rosa, con qualunque altro nome

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Non vado molto spesso su quel sito, ma su liberoquotidiano.it salta fuori questa “chicca”.
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Con un titolo che quasi grida all’orrore, Keat “nasce maschio, ma con un’operazione cambia sesso a nove anni”. Viene riassunta in poche righe striminzite la storia della bambina. A sette anni le viene diagnosticato il disturbo di identità del genere e

[d]a allora ha subito una trasformazione incredibile con il sostegno dei suoi genitori adottivi Emily e Clint. La loro disperazione li ha spinti a intraprendere un percorso per far cambiare sesso alla bambina

E qui scoppia la bomba…

che ha subito un’operazione che le ha permesso di cambiare genere.

Perbacco, un bambino che cambia sesso alla tenera età di nove anni! Roba da far gridare allo scandalo e da schiaffeggiarsi per averlo fatto! Se escludiamo che subito dopo viene chiarito come

[n]ei prossimi anni Keat subirà un ulteriore trattamento per completare la sua transizione da maschio a femmina

mi spiegate come sia possibile che la bambina abbia già avuto un’operazione chirurgica?
Siamo di fronte a una grande approssimazione per la fretta di andare in stampa. Che peccato: questa è una storia che definire “affascinante” è usare un eufemismo.
Prima di tutto, non c’è stata alcuna operazione. Il quotidiano di Maurizio Belpietro – l’articolo è senza firma sul portale web – cita correttamente il Daily Mail, ma la fonte esprime con chiarezza che la ragazzina subirà l’intervento solo al compimento del diciottesimo anno d’età. Non c’è bisogno di andare troppo in là con la lettura: bastava anche solo fermarsi ai riassunti subito dopo il titolo!

• Age 18 will be eligible for full gender reassignment surgery

Se poi si fosse stati presi da un impeto di zelo, sarebbe bastato andare un po’ più avanti. Infatti il reporter del Daily Mail spiega nel dettaglio le tappe della fantomatica “trasformazione incredibile” – roba che, per come altri (non) hanno scritto, suona troppo come “Jekyll & Hyde”.

In November this year she will have her first appointment with an endocrinologist to discuss testosterone blockers, which she will begin when she starts puberty.

At 15, she will have counselling to determine if she is ready to start hormone therapy, which will allow her to develop breast tissue but will make her infertile.
By the age of 18, she will be eligible for full gender reassignment surgery.

Ricapitoliamo anche per chi non sa l’inglese. A novembre di quest’anno è previsto un appuntamento con un endocrinologo per discutere dell’eventuale terapia per il blocco del testosterone; essa inizierà alle prime avvisaglie della pubertà. A quindici anni, sempre su consiglio medico e solo secondo la sua volontà, potrà iniziare la terapia ormonale. Questa terapia le farà crescere tessuto mammario, ma la renderà sterile – non produrrà spermatozoi, per intendersi. A diciotto anni, non prima di allora, potrà sottoporsi all’operazione chirurgica di riassegnazione.
Sono tre fasi importanti, ben scandite; come avrete intuito, non sono ancora iniziate. Basta poco, per fare corretta informazione.
Il problema è che non c’è solo Libero ad aver cannato la notizia. Guardate questo screenshot preso dalla mia ricerca su Google:
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Quasi tutti i siti trattano Keat come la “baby trans” e danno per scontato che la “trasformazione” sia già avvenuta! “Venghino siorri venghino, la Donna Barbuta e il Bruco Umano! E ora, l’incubo ricorrente di Darwin: BABY TRANS! Ammirate, temete l’errore dell’evoluzione della specie!” Uno ci scherza, ma siamo davvero a questi livelli.
Sant’Iddio, una persona non cambia sesso dal giorno alla notte! Si sente diversa, vuole essere diversa e ha tutto il diritto di farlo, ma c’è un iter preciso affinché il cambiamento sia il meno doloroso possibile. Affibiare una trasformazione così radicale a una bambina di soli 9 anni non dà solo prova di noncuranza su un argomento così delicato. Anzi: ha sbattuto la storia di Keat sul giornale tra “sacro terrore” e gossip.
Ma la cosa che fa ancora più rabbia è la totale mancanza di rispetto nei confronti dei genitori di Keat.
Come racconta il Daily Mail, Emily e Clint hanno passato le pene dell’inferno. Sono vittime degli abitanti di un paesino di ignoranti pieni di pregiudizi. Sono stati addirittura accusati di aver abusato della bambina – che, tra l’altro, è adottata – e di volerla rendere una bambolina. I nonni paterni non vogliono più sapere di quel “mostro”, gli amici di una vita se ne sono andati senza battere ciglio. Ancora oggi i genitori ricevono messaggi d’odio sulla bacheca o in forma privata, uno dei quali minaccia addirittura di “picchiare Keat fino a fargli uscire le palle” (“beat the boy back into Keat”).
Sono persone che hanno avuto paura e che hanno ancora paura. Sebbene la vita sia scandita da questi tre appuntamenti, Emily e Clint sanno perfettamente che il futuro è quantomai incerto. Sanno che la bambina incontrerà pregiudizi e sarà vittima di bulli. Hanno il terrore che la propria figlia possa abbandonare tutto con il gesto più semplice – nonché il più insano.
Tuttavia desiderano solo la felicità di Keat. Stanno permettendo alla propria figlia di vivere la vita che ha sempre sognato. Fanno di tutto per aiutarla a superare i momenti bui. Sono genitori che hanno visto al di là del nome e del corpo con la quale è nata, sono persone che guardano ogni giorno nell’anima della bambina. Non la vedono affatto diversa da quel bambino che hanno conosciuto prima dei sette anni, e non hanno smesso di amarla.
Shakespeare nel Romeo & Juliet scrisse “quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave”. Emily e Clint lo sentono, quando baciano quella bellissima bambina: è il profumo della felicità di vivere ciò che si sente di essere davvero, che si mescola all’amore incondizionato di un genitore per il proprio figlio. Dove sarebbe la disperazione?

Il Ninth