Come funziona la requisizione

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PER I PIÙ PIGRI

  • È vero, la legge su cui si basa la requisizione di un bene parte dal lontano 1865
  • La requisizione di un bene prevede un indennizzo
  • Esiste un ordinanza di requisizione per un Hotel in provincia di Verona
  • Il motivo della requisizione è dato dal non aver attivato le procedure per l’accesso ai fondi d’emergenza per l’accoglienza profughi
  • È il Comune a dover attivare quei fondi, non lo fa dal 2014, riceve circolari in merito dal 2015

PER I LETTORI DI BUTAC:

A seguito dei fatti di Gorino sta circolando un post di Giorgia Meloni, che tanti mi state segnalando. Purtroppo leggo le segnalazioni a notte inoltrata, la conferma dalla Prefettura non ho modo di averla, ma non vedo perché dovremmo trovarci di fronte ad una bufala. La Meloni resta un personaggio pubblico del panorama politico italiano, non voglio credere che non abbia fatto le verifiche del caso. Ma a mio parere, l’ordinanza non ha motivo d’esser falsa, cerchiamo di verificarla insieme.

L’ordinanza

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VISTO l’art.7 della legge 20 marzo 1865, n.2248 allegato E;

VISTE le numerosi circolari ecc ecc.

CONSIDERATO che, evidentemente, ad oggi nessun Comune ha ancora attivato la richiamata procedura SPRAR ecc ecc

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La REQUISIZIONE, dal 30 ottobre 2016 al 31 gennaio 2017 del citato HOTEL CRISTALLO sito nel comune di Castel D’Azzano (Verona) in Via Scuderlo 122

Il post di Giorgia Meloni commentava così:

ATTENZIONE!
Ecco la scioccante verità che si nasconde dietro i fatti di Goro: lo Stato può sequestrarti persino la casa per accogliere gli immigrati. Lo dimostra questo provvedimento della Prefettura di Verona col quale è stato requisito un albergo privato per le “urgenti ed indifferibili necessità di alloggiare e gestire” i profughi. Grazie ad una legge che risale all’Ottocento, infatti, i prefetti possono “per grave necessità” disporre della proprietà privata dei cittadini e adottare provvedimenti di requisizione di strutture private. È lo stesso principio che è stato utilizzato anche a Goro per sequestrare l’unico ostello presente in zona e destinarlo all’accoglienza degli immigrati. A questo punto non posso che fare una domanda a Renzi e Alfano: quale sarà il prossimo passo?Arriverete a requisire le case degli italiani per metterci gli immigrati?

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Non dice bugie, un Sindaco o un Prefetto possono ordinare la requisizione di un bene mobile o immobile (non il sequestro, che è tutt’altra cosa, per un sequestrato si paga un riscatto dopo, qui no), basta che ce ne siano le giustificate motivazioni a norma di legge. Non è una legge nuova, anzi, come spiega la stessa Meloni esiste dal 1865, ed è stata usata in svariate occasioni da allora, durante la guerra anche la mia famiglia subì una requisizione, per usare un immobile per gli sfollati. Indignarsi di questa legge oggi, quando nessuno (nemmeno della sua fazione) ha fatto nulla per cambiarla nei tanti anni di governo mi sembra un filo assurdo, ma tant’è.

E lo SPRAR?

Perché Giorgia non cita lo SPRAR? Ma che cos’è esattamente quest’orrendo acronimo?

L’ordinanza è molto chiara in merito, sembra quasi sbeffeggiare chiunque la impugni, con quel “ovviamente ad oggi nessun Comune ha ancora attivato la richiamata procedura SPRAR”, ma chi legge, se non sa di cosa si tratta, resta interdetto e passa oltre.

SPRAR sta per Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati. Ha un suo bel sito, molto elegante, che spiega tutto in maniera molto chiara:

Il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR) è costituito dalla rete degli enti locali che per la realizzazione di progetti di accoglienza integrata accedono, nei limiti delle risorse disponibili, al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo.

Non aver attivato la procedura SPRAR, significa non avere accesso a quei fondi, che esistono dal 2014. Non averne accesso significa non provarci nemmeno a realizzare le strutture necessarie all’accoglienza, costringendo così, di fatto, nell’emergenza, a fare gesti estremi, come la requisizione.

Ma la requisizione esattamente come funziona?

Il mio avvocato quando ho parlato di requisizione ha detto “Bene, bene, è giusto che usino quel termine”. Alla mia faccia interrogativa mi ha spiegato che la requisizione prevede un indennizzo, e che il bene va restituito nelle stesse identiche condizioni in cui lo si è trovato.

Io mi fido del mio avvocato, ma siamo su Butac, e le chiacchiere al bar davanti ad un caffè non sono sufficienti. Sul sito Diritti e Risposte però trovo una documentazione in merito:

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La requisizione in uso è un provvedimento, emanato dalla Pubblica Amministrazione, che incide sulla sfera patrimoniale del privato, privandolo del possesso di un bene mobile o immobile o, comunque, limitandolo nel godimento di un bene su cui vanta un altro diritto reale (ad es.: l’usufrutto, l’abitazione).
La Pubblica Amministrazione esercita un potere ablatorio che consente di limitare il diritto che un privato vanta su un determinato bene a condizione che questa limitazione sia motivata da un superiore interesse pubblico e che il proprietario sia opportunamente indennizzato.
La requisizione in uso può avere a oggetto anche beni immobili e aziende, che sono utilizzati per il tempo necessario, con pagamento del prezzo d’uso, e poi restituiti.
Anche in questo caso la requisizione ha carattere eccezionale ed è adottata per gravi e urgenti necessità pubbliche, militari o civili e nei casi in cui vi siano leggi speciali che la prevedono.

E ancora viene spiegato che :

I giudici per lungo periodo avevano individuato nel Prefetto l’unico soggetto competente in via primaria ad emanare le requisizioni ma, più recentemente, si sono spinti verso il riconoscimento di un autonomo potere del Sindaco, all’interno delle materie per legge rientranti nei suoi fini istituzionali (tra le quali l’edilizia, ad esempio). Questo orientamento pare più corretto dal momento che devono essere ritenute competenti ad effettuare le requisizioni le medesime Autorità amministrative che hanno il potere di disporre espropriazioni e occupazioni (quindi anche i Comuni a mezzo di ordinanze del Sindaco).

Quindi è corretto che l’ordinanza sia emanata dal Prefetto senza nessun altra forma di controllo, come avrebbe potuto emanarla il sindaco.

In rete si trovano anche pronti dei modelli per notificare l’ordinanza preparati da alcuni Comuni. Non è una cosa così rara.

A voi qualsiasi ulteriore considerazione.

maicolengel at butac punto it

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