TRELUPI

Questa mi è stata sbufalata anche via mail, dal tanto che ormai voi che ci seguite siete agguerriti contro certe bufale.

Episode 1 - Spring. PICTURE SHOWS: A sea otter and her pup braving the cold of early spring in Alaska.

I primi 3 lupi sono quelli deboli e malati. Loro danno il ritmo alla camminata di tutto il branco. Se fosse stato il contrario, loro sarebbero rimasti ultimi e sarebbero morti. In caso di attacco loro sono i primi sacrificati. Questi creano il percorso nella neve, per far risparmiare energia a quelli che stanno dietro di loro. Sono seguiti da 5 lupi forti che formano l’avanguardia, invece, al centro si trova la ricchezza del branco – 11 lupe. Successivamente gli altri 5 lupi formano la retroguardia. L’ultimo, quasi isolato dal branco, è il leader. Lui deve vedere bene tutto il gruppo per poterlo controllare, dirigere, coordinare e dare i comandi necessari.

BadWolfTardisDoor

La stanno postando in tantissimi in giro per la rete, state pur tranquilli domani ce la troviamo anche in qualche gallery su testate nazionali. La cosa bella è che alcuni addirittura citano la fonte (BBC Earth America), che non dice assolutamente quanto da loro riportato.

A massive pack of 25 timberwolves hunting bison on the Arctic circle in northern Canada. In mid-winter in Wood Buffalo National Park temperatures hover around -40C. The wolf pack, led by the alpha female, travel single-file through the deep snow to save energy. The size of the pack is a sign of how rich their prey base is during winter when the bison are more restricted by poor feeding and deep snow. The wolf packs in this National Park are the only wolves in the world that specialise in hunting bison ten times their size. They have grown to be the largest and most powerful wolves on earth.

Wolf-In-Sheeps-ClothingUn branco di 25 lupi caccia i bisonti al circolo polare artico nel nord del Canada. In pieno inverno nel Wood Buffalo National Park con temperature intorno ai meno 40 gradi centigradi. Il branco di lupi, guidati dalla femmina alfa, viaggio in fila indiana nella neve alta per risparmiare energia. La dimensione del branco è un segno di quanto sia ricca la loro riserva di prede durante l’inverno, quando i bisonti sono più limitati (negli spostamenti) a causa della scarsa alimentazione e della neve alta. I branchi di lupi in questo Parco Nazionale sono gli unici lupi al mondo specializzati nella caccia ai bisonti – 10 volte le loro dimensioni. Sono cresciuti fino ad essere i più grandi e potenti lupi sulla terra.

Letto tutto? Da nessuna parte si parla di lupi malati, qualcuno del Parco nazionale  se l’è inventata (grazie a chi nei commenti mi ha fatto notare l’errore) l’ha trovata sulla pagina di un russo (che se l’è inventata e a quanto pare è uno che si occupa di pubblicità…), l’ha tradotta  e l’ha postata sulla loro pagina Facebook. Linkando appunto il Guardian, che a sua volta citava la BBC. Gli admin del parco forse s’intendono più di bisonti che di lupi, e hanno scelto di raccontare quella versione. Senza però alcuna attinenza con quanto riportato alla fonte originale.

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Ad ora la cosa ha ricevuto oltre 22mila like, solo dalla pagina del Parco, ma altri l’hanno copiata ed incollata certi del successo. Beh, non aver fatto lo sforzo di verificarne la fonte dovrebbe esser sufficienti a farvi capire che chi l’ha condivisa non è soggetto di cui fidarsi.

Il messaggio è del solito stampo, si vogliono umanizzare gli animali, per renderci più sensibili alla loro sorte, si vuole aumentare il fattore empatia. Io capisco chi lo, fa un’agenda, ama gli animali e vorrebbe che tutto il mondo la pensasse come lui, ma farlo raccontando bugie non supportate da alcuna fonte a mio parere è controproducente.

La cosa che scoccia è che ora questa foto con relativa didascalia gireranno in eterno sul web, e la gente continuerà a cascarci, perché il mondo è di chi i fatti non li verifica, MAI!

Ad articolo già pubblicato un commento di uno di voi su Facebook mi ha fatto rotolare dalla sedia, credo sia giusto condividerlo con voi, può ritornare utile:

I primi tre inventano cazzate da divulgare su internet, sono seguiti da 5 fedelissimi (l’avanguardia dei boccaloni) che condividono come se non ci fosse un domani qualunque minchiata. Al centro la ricchezza di Facebook: il branco dei fessi. Poi altri 5 con la connessione lenta e, a chiudere il gruppo, Il debunker non ascoltato da nessuno. (sigh nd maicolengel)

English Version:

This post in a hoax! Stop spreading it.

“A massive pack of 25 timberwolves hunting bison on the Arctic circle in northern Canada. In mid-winter in Wood Buffalo National Park temperatures hover around -40C. The wolf pack, led by the alpha female, travel single-file through the deep snow to save energy. The size of the pack is a sign of how rich their prey base is during winter when the bison are more restricted by poor feeding and deep snow. The wolf packs in this National Park are the only wolves in the world that specialise in hunting bison ten times their size. They have grown to be the largest and most powerful wolves on earth.”
There are no sick wolves.
In Italy the hoax was debunked by http://www.butac.it/il-branco-dei-lupi/

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AGGIORNAMENTO del 21 Dicembre 2015

Ad articolo già pubblicato mi avete fatto notare che la cosa ha girato anche geolocalizzata in Italia, Il Messaggero ci raccontava:

La notizia dei 25 lupi in fila indiana fotografati a Campo Imperatore è una colossale bufala. In realtà l’immagine, diffusa da Laqtv e poi ripresa dal Messaggero, è molto nota ed è stata realizzata da Chadden Hunter per «Frozen Planet», documentario Bbc che si riferisce al Nord del Canada. Lo hanno prontamente segnalato alcune associazioni che si occupano di fotografia naturalistica. Non ha dunque nulla a che vedere con Campo Imperatore né tantomeno con un presunto progetto di ripopolamento del lupo sostenuto da una fondazione olandese, pratica peraltro vietata dalla legge e, dunque, mai eseguita. Nessun allarmismo, dunque, legato alla presenza dei lupi. In realtà al momento della diffusione della foto sono state attivate le verifiche del caso per comprendere la veridicità dello scatto e la possibilità, paventata, della presenza di specie di lupi non autoctone nella nostra area. Tutte le fonti interpellate, comprese alcune molto autorevoli, hanno convenuto sia sulla bontà della foto che sull’affidabilità della sua diffusione. Il sospetto, dunque, è che l’intera vicenda possa essere stata ammantata dai canoni della veridicità per diffondere ulteriore veleno nell’ambito di un dibattito molto acceso che attiene allo sviluppo dell’intera area. Tra l’altro non si tratta affatto di una foto satellitare, ma di un fotogramma tratto dal documentario Bbc.

maicolengel at butac.it

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