The Tonic Express

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AGGIORNAMENTO DEL 2 GENNAIO 2017 ORE 23:00

Valentino di Girolamo di cui parlavo qui sotto dopo la pubblicazione dell’articolo che segue ha deciso di fare il furbetto, cambiando la parte dedicata a me, allungandola e facendo segnalazioni su quelli che secondo lui sono argomenti che ho trattato in maniera faziosa. Sia chiaro è lecito che lui aggiunga cose, meno corretto è andare in giro a sostenere che io con l’articolo che segue non gli ho risposto nel merito, visto che quando ho scritto questo pezzo quelle righe mancavano (come chiunque può controllare al link che avevo messo su webarchive, proprio per proteggermi da queste bassezze tipiche di chi spaccia fuffa). Quindi nell’articolo qui sotto trovate delle aggiunte che non c’erano nella sua prima edizione, aggiunte messe solo per completezza d’informazione. Chissà se Vale modificherà ancora il suo pezzo.

the tonic express

L’ultimo giorno del 2016 ecco un nuovo attacco contro i fact checker italiani, il sito su cui appare l’attacco si chiama The Tonic Express, e per chiudere in bellezza l’anno titola così:

BUTAC: QUANDO GLI “ANTI-BUFALE” SONO FAZIOSI E FILOGOVERNATIVI, A COSA O A CHI SERVONO?

Il titolo ci promette di spiegare delle cose, dice che siamo faziosi e domanda a chi o a cosa serviamo. Il testo dell’articolo però fa tutt’altro.

The Tonic Express

Prima, come se ci trovassimo di fronte a uno scoop, pubblica quest’immagine:

Che nella parte superiore è bufala, visto che la dicitura BUTAC sembrerebbe riportare a butac.it l’appartenenza di chi si vede inquadrato, mentre invece come sanno i tanti che ci leggono le facce che potete vedere vengono da tre siti differenti: DavidPuente.it, bufaleedintorni.it e Butac rappresentato a quel pranzo da me (maicolengel) e Noemi, e la foto è stata pubblicata con i nomi dallo stesso Sandro di Bufale & Dintorni. Quindi non è che partiamo proprio bene con lo scoop. La parte più bassa dell’immagine invece riporta correttamente un articolo che è girato sulla stampa nazionale subito prima di Natale: la Presidente della Camera ha rilasciato un comunicato in cui nominava David, Paolo Attivissimo, Walter Quattrociocchi e me. Quale possa essere la relazione con la foto di sopra, dove né Paolo né Walter sono presenti, e dove invece troviamo Actarus e Sandro di Bufale & Dintorni non mi è chiaro. Ma i fact checker siamo noi, non chi ha scritto il pezzo.

A proposito, l’autore dell’articolo è noto, visto che il suo sito è regolarmente registrato, si chiama Valentino di Girolamo, di Spoltore, questa la sua immagine Facebook:

Valentino nel suo attaccarci non si è nascosto, e questo gli fa onore, anzi, è venuto direttamente sulla nostra pagina Facebook per augurarci un buon anno.

Non posso parlare a nome di David e Paolo, anch’essi nominati nell’articolo, mi limiterò a trattare la parte che riguarda Butac e me personalmente:

BUTAC sedicente sito sbufalatore, si auto-attribuisce la patente di fact-checker, debunker, verbo assoluto, detentore della Verità, ma chi c’è dietro? quali competenze giornalistiche possiedono?

Non mi pare che esista una “patente da fact checker/debunker”, o meglio esiste un organo che certifica i fact checker anglofoni, ma è privato, e noi non ne facciamo parte. Ma è importante avere una chiara idea di cosa è un fact checker, cosa che evidentemente a Valentino sfugge.

Vediamo insieme la definizione di fact checking:

Fact checking is the act of checking factual assertions in non-fictional text in order to determine the veracity and correctness of the factual statements in the text.

Quindi con il termine si identifica la pratica di verificare i fatti espressi in un testo per determinare la veridicità dello stesso e la correttezza della affermazioni riportate. Lo si fa andando alla fonte della notizia. Lo so che per alcuni si tratta di concetti non chiarissimi. Ma si può semplificare il tutto con un esempio: se Valentino avesse detto che il cavallo di Napoleone è bianco avrebbe affermato qualcosa, senza per questo portare alcuna fonte, compito del fact checker è di andare a cercare sui libri di storia se era davvero bianco o se le cronache riportano altri colori. Se alla fine dell’indagine risultasse corretta l’affermazione di Valentino non avrei bisogno di scrivere nulla. Ma se alla fine trovassi le fonti sostenere che il cavallo era in effetti nero potrei scrivere un articolo spiegando come e perché Valentino stia sbagliando. Ovviamente riportando le fonti che ho trovato, dando così modo anche a chi mi legge di andarle a verificare. Valentino con la sua affermazione di fonti non ne ha portate.

Se invece Valentino mi dicesse “In Germania arrestati sette musulmani per aver fatto scoppiare un gatto coi petardi, l’ha detto la polizia” compito mio non è verificare TUTTA la notizia, ma solo la fonte della stessa. La polizia ha affermato che sono stati arrestati sette musulmani? Se la risposta è si non devo scrivere nulla, Valentino ha riportato la sua fonte che io ho verificato essere corretta. Se invece cercando e contattando la polizia tedesca scoprissi che loro non hanno rilasciato nessuna dichiarazione in merito, anche se altri giornali l’hanno data per certa, allora dovrei cercare di fare chiarezza, spiegando che la polizia non si è espressa sulla loro appartenenza religiosa, l’hanno fatto dei giornalisti senza però dare fonte della loro informazione, quindi la notizia al momento è dubbia. Valentino quindi indicava una fonte che non si è rivelata quella riportata, Valentino va corretto.

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Qualsiasi soggetto dotato d’intelletto è in grado di capire che questo non è un lavoro da “detentori della verità assoluta” ma un mero lavoro di verifica, fatto senza grandissima fatica, solo sapendo usare il mezzo informatico e conoscendo un po’ le lingue. Subito dopo Valentino si domanda quali competenze giornalistiche noi possiamo avere, ma ricade nello stesso errore di cui sopra. Non sono importanti le nostre competenze (dato che chiunque può andare a verificare quello che verifichiamo noi), ma l’affidabilità delle SUE fonti. Se sono fonti del menga lo restano, che io abbia in tasca un tesserino da giornalista o meno (e per la cronaca il tesserino io non ce l’ho, ma uno degli autori di Butac è giornalista regolarmente iscritto all’Ordine con tesserino vero, non da pubblicista).

Andiamo avanti.

Sono imparziali e privi di preconcetti come il oro compito richiederebbe? Scopriamolo…

MICHELANGELO COLTELLI, proprietario di BUTAC, sito che si professa come autorevole sbufalatore.
Non si sa chi sia esattamente e quali competenze e referenze abbia , in rete si viene a scoprire solo che prima era un gioiellere…

Scusami Valentino, ma forse sarebbe il caso di chiedere a te che competenze hai per stare sul web. Non si sa chi io sia? Basta una piccola ricerca su Google col mio nome e cognome per trovare testate giornalistiche note e verificate che spiegano chi sono e dove abito, spesso corredate da foto, e che non è che “prima” facevo il gioielliere, quello è e resta il lavoro che ho scelto e che amo, Butac è una passione. Non ho speciali competenze, solo capacità nella ricerca e nell’uso dello strumento digitale, entrambi doti per cui non servono lauree speciali o altro, solo un po’ di sano sale in zucca e capacità di analisi.

Da Bolognatoday.it, uno dei primi risultati che compaiono su Google se si cerca “Michelangelo Coltelli BUTAC”, insieme a numerose accuse di fare il debunker nel più completo anonimato.

E ancora:

Il suo sito In realtà smaschera solo una piccolissima parte, quella più plateale, messa in giro da anonimi. Il 90% dei suoi pezzi sono puntualizzazioni, opinioni, altri punti di vista con un giudizio finale del tutto personale e opinabile. Raramente si occupa del centrosinistra.

Butac è nato nel 2012 su Facebook, con una paginetta (che fu chiusa dopo segnalazioni di antivaccinisti), nel 2013 quando ho aperto il blog che state leggendo ora il PD era già al potere. E come succede sempre è ovvio che i più interessati a diffondere bufale siano coloro che stanno all’opposizione, quindi è normalissimo che in questi ultimi tre anni siano state di più le segnalazioni di bufale diffuse dall’opposizione, quindi centrodestra e movimenti a più stelle. Ma questo non significa che non si siano trattate anche le segnalazioni fatte contro Renzi e il centrosinistra, anche perché come sa bene la maggior parte dei miei amici io (ma questo vale solo per me) ero un elettore di centro destra. Non ho mai nascosto l’aver supportato Fare per fermare il declino alle ultime elezioni nazionali e non ho mai nascosto il mio poco amore nei confronti dei tanti sindaci del centro sinistra che ha avuto la mia città. Ma queste sono informazioni facilmente reperibili online, informazioni però che persone come Valentino amano nascondere perché non portano acqua al loro mulino. O forse non sono in grado di trovarle, perché purtroppo Google pare essere uno strumento non così facilmente fruibile da tutti come può invece credere un utente che ha anche solo le competenze base per navigare su internet (ad esempio: sapere che esiste Google).

La copertura ai giornaloni è scarsissima e mirata a notizie sull’immigrazione. Stiamo quindi parlando non di un vero sito di fact checker, ma di contro-informazione orientato prevalentemente a favore del centrosinistra. Dunque un sito di propaganda, né più né meno come gli altri.

Per supportare le sue parole Valentino non porta alcuna prova, alcuna dimostrazione, le cose stanno come dice lui e se non vi sta bene fatti vostri. Chi segue Butac ormai ha imparato che noi agiamo al 90% sulle vostre segnalazioni, se trattiamo più quelle che Valentino definisce “notizie di propaganda” è perché sono evidentemente quelle che circolano di più. Ma in realtà è una percezione errata di Butac, basta fare una veloce ricerca per accorgersi che negli anni abbiamo trattato di tutto, abbiamo anche sbufalato il fatto che fossero i grillini i principali sostenitori delle scie chimiche in parlamento, ma questo Valentino non vuole che si sappia a quanto pare.


Qui aggiungiamo la parte che Valentino ha aggiunto al suo articolo:

Nel solo 2016 invece (potete controllare voi stessi), gli articoli contro il M5S e Beppe Grillo sono stati una 30ina, naturalmente tendenziosi e faziosi, come il fatto che sarebbe impossibile fare un Referendum sull’Euro. In realta è possibile farne uno consultivo e il M5S lo ha sempre spiegato per bene. Per approfondimenti: scenarieconomici.

L’articolo a cui si riferisce Valentino (ma non lo linka perché è brutto) è quello scritto su Butac qualche settimana fa, articolo che per chiunque ci si soffermi un pelo è decisamente chiaro in merito. Ma Valentino il tempo di soffermarsi evidentemente non l’aveva.

Altro esempio di un loro articolo truffa e anti-m5s sarebbe quello secondo cui nel fondo delle Pmi dove i portavoce 5 stelle versano l’eccesso dei loro stipendi, vi sia stato 1 miliardo di euro già da prima della loro iniziativa. Questa è proprio una bufala, paradossalmente da parte di chi dice di voler combattere le bufale! 1 miliardo di euro? ma vi pare che lo stato italiano megli ultimi anni necessiti di fondi cosi cospicui per i finanziamenti? Ovvio che NO, in realtà il totale del fondo erogato dallo stato dal 2000 al 2011 (anno in cui fu temporaneamente chiuso per esaurimento fondi , per poi riaprire nel 2013 proprio grazie ai 5 stelle)  è appena di 500 milioni di euro per le Pmi, ma del totale in 11 anni! Altro che 1 mld di euro pre-esistente nel 2013! Nel 2014 poi, dopo la riapertura del fondo, lo stato ci ha versato, appena 30 milioni, per poi non versarci piu’ nulla,  la stessa cifra donata dai soli pentastellati fino a ora, ovvero altri 30. Questi dati effettivi potete verificarli voi stessi sul sito del Ministero Dello Sviluppo Economico  e Clic Lavoro Del Governo .

Valentino qui invece si riferisce ad un vecchio articolo, dedicato al fondo di Garanzia per le Piccole Medie Imprese, articolo che non attaccava affatto i 5stelle, ma cercava di fare chiarezza sui fondi per la Piccola Media Impresa in Italia. Fondi che come spiegavamo non sono SOLO fatti con contributi italiani, ovviamente come sempre usando link a fonti e spiegazioni varie. Ma Valentino continua a leggere con disattenzione, ed è ben conscio che nessuno dei suoi lettori andrà mai a controllare. Peccato.

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Qualche link giusto per ricordare alcuni nostri articoli che erano a favore della sua parte politica, articoli che non si sa bene perché nessuno di quelli che ci denigrano è mai venuto a commentare, né qui né su Facebook, dove intere mandrie di webeti pronti a correre a insultarci senza motivo appena vedono il logo del loro partito scompaiono non si sa dove ad ogni nuova condivisione:

E questi solo per citarne alcuni riguardanti il movimento di cui Valentino è sostenitore. Chissà se li avrà letti prima di attaccarci. Ma Valentino mi accusa anche di non trattare mai notizie che vengano da giornaloni se non per difendere l’immigrazione. Peccato che anche qui si sbagli. Ad esempio:

E ce ne sono altri, taggati nella maniera errata per cui più difficili da mettervi in lista, ma sono tanti, come ben sa chi ci legge con costanza.

Valentino Di Girolamo evidentemente non rientra tra quelli. Correggerà il suo articolo? Cercherà di istruire i suoi lettori su cosa sia esattamente la verifica dei fatti? Ci conto poco, purtroppo temo che Valentino sia uno dei tanti ragazzi disoccupati che vorrebbe seguire l’esempio di senzacensura.eu, chiuso l’anno scorso, che non hanno la minima competenza di giornalismo e tentano disperatamente di attirare lettori pubblicando gossip, articoli di quarta mano e plateali bufale; noi già all’epoca abbiamo sostenuto che dare così tanto risalto alla vicenda avrebbe portato altri ragazzini a tentare la via dello sfruttamento degli utonti sperando di non beccarsi denunce nel frattempo. Anche questo articolo, probabilmente, vuole sfruttare la visibilità data nelle ultime settimane al debunking per portare qualche visitatore al suo sito, soprattutto dopo le denunce di Beppe che difende la sua libertà di pubblicare bufale a tutto spiano. Noi per sicurezza l’articolo di The Tonic Express, con tutto il suo carico diffamatorio – punibile anche legalmente – lo mettiamo su Web Archive, sia mai che gli venga in mente di modificarlo (cosa che come spiego ad apertura articolo il caro Di Girolamo ha puntualmente fatto)  o cancellarlo senza evidenziare i propri errori ai suoi lettori.

E sempre su Web Archive mettiamo anche qualche link del suo blog, link che sono bufale a tutti gli effetti ma che lui lascia pubblicati, e che quindi ritiene notizie che vadano diffuse e condivise:

Non credo sia necessario andare oltre, è abbastanza chiaro per quale motivo Valentino ce l’abbia con chi contrasta la diffusione di bufale in rete.

maicolengel at butac punto it

[EDIT: Mentre stavo scrivendo questo articolo, Valentino ha dato il via a una polemica da terza media sulla nostra pagina Facebook, confermando di essere un ragazzino che probabilmente nemmeno meritava un articolo serio. All’accusa di pubblicare bufale ha risposto che lui “si occupa un po’ di tutto senza preconcetti”, dopodiché ha accusato me di avere le ossa grosse, che immagino fosse un modo particolarmente divertente di chiamarmi “ciccione”. Buuuh uuuh uh, vado a piangere dalla mamma!]

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45 anni bolognese, blogger. Nel 2013 ho fondato Bufale un tanto al chilo, per amore della corretta informazione. All’attivo oltre duemila e trecento articoli come autore, oltre a qualche collaborazione esterna. La “missione” del sito è di dedicarsi alla lotta contro le bufale e la disinformazione online. Butac in due anni e mezzo è passato da poche decine a svariate migliaia di utenti al giorno. Tre milioni di utenti singoli all’anno, confermando così la voglia e necessità di informazioni meno faziose. Come descrivermi? Permaloso, scettico, avvocato del diavolo, razionalista. Che dire non mi manca nulla per farmi "amare" da tutti, no? Scrivo su Bufale un tanto al chilo dalla sua nascita, ma prima c'era Lega Nerd.