Vaccini e feti abortiti

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Lotta senza confini da parte degli antivaccinisti.

Autismo legato ai vaccini derivati da feti umani abortiti

Così titolano alcune testate che si sono dichiarate antivacciniste.

Si tratta di assurda disinformazione, mossa da siti che sanno che così facendo trovano  lettori.

Vediamo meglio di cosa si tratta:

Helen Ratajczak, ricercatrice della Boehringer Ingelheim Pharmaceuticals, ha mostrato come l’utilizzo di vaccini coltivati in tessuti umani sia correlabile all’autismo. Infatti il picco di autismo si raggiunse nel 1995 quando il vaccino della varicella fu allevato in tessuti fetali umani. L’articolo è stato pubblicato su Pubmed.

La ricercatrice in questione non lavora per la Boehringer da tempo, l’ultimo studio che ha pubblicato è del 2011 ed è un paper teorico attaccato dalla comunità scientifica per la totale mancanza di dati e di metodo scientifico. L’affermazione sul picco d’autismo del 1995 è una benemerita sciocchezza. I picchi dell’autismo come spiegano tutte le testate scientifiche serie si hanno in quanto più passano gli anni più si è capaci di diagnosticare disturbi dello spettro autistico, che ripetiamo coprono uno numero molto ampio.

Come riporta Steve Silberman (autore e ricercatore proprio sull’autismo) su Mumsnet pochi giorni fa:

As I peeled back layers of medical history to write NeuroTribes, I found a number of issues at play behind the increase in diagnoses. Among them was the story of a very determined young mother named Lorna Wing, who was a psychiatrist at University College London. When Lorna’s daughter, Susie, was diagnosed in the 1960s, autism was considered to be a very rare condition. There was no concept of a broad autism spectrum that includes both chatty Doctor Who fans and intellectually disabled adults who require assistance in daily living. Instead, autism was widely considered to be a rare form of infantile psychosis caused by ‘refrigerator mothers’ who were unable to offer their children adequate love and affection.

Mentre studiavo nella storia medica per scrivere Neuro Tribes, ho trovato una serie di questioni dietro l’aumento delle diagnosi (d’autismo). Tra queste c’era la storia di una giovane madre molto determinata, di nome Lorna Wing, psichiatra presso l’University College di Londra. Quando alla figlia di Lorna, Susie, è stato diagnosticato il disturbo nel 1960, l’autismo era considerato una condizione molto rara. Non esisteva il concetto di un ampio spettro autistico, che include sia i loquaci fan del Dottor Who  che gli adulti intellettualmente disabili che necessitano di assistenza nella vita quotidiana. Invece  l’autismo veniva ampiamente considerato come una rara forma di psicosi infantile causata da “madri frigorifero ” che non erano in grado di offrire ai loro figli un’adeguata dose di amore e affetto.

Voi lo capite vero che da li ad oggi le cose sono cambiate e che le diagnosi sono più frequenti e si adattano ad uno specchio molto più ampio della popolazione? Se non lo capite, perdonatemi, ma occorre studiare di più, e non su testi scritti da antivaccinisti, ma su seri libri di medicina, magari noiosi ma sicuramente esplicativi.

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Ma andiamo oltre Dioni ci spiega che il problema è che l’autismo è causato dal fatto che si usino feti umani abortiti, lasciando al lettore l’immagine di piccoli feti da cui quotidianamente si estraggono cellule di coltura per fare i vaccini. Mai disinformazione fu più ignorante. I feti di cui parliamo risalgono a 50 anni fa. Come spiegava un bell’articolo di ABCNews qualche tempo fa:

“These abortions, which occurred decades ago, were not undertaken with the intent of producing vaccines,” said a spokeswoman for the U.S. Centers Disease Control and Prevention. The original cells were obtained more than 50 years ago and have been maintained under strict federal guidelines by the American Type Culture Collection, according to Merck. “These cell lines are now more than three generations removed from their origin, and we have not used any new tissue to produce these vaccines,” the company added in its statement. To say that the vaccines contain a significant amount of human fetal tissue, as some objectors to the vaccines claim, is misleading, stressed Dr. Paul Offit, the director of the vaccine education center at the Children’s Hospital of Philadelphia. “There are perhaps nanograms of DNA fragments still found in the vaccine, perhaps billionths of a gram,” he said.

“Questi aborti, avvenuti decenni fa, non sono stati effettuati con l’intento di produrre vaccini”, ha detto una portavoce dei centri statunitensi per il controllo delle malattie e la prevenzione. Le cellule originali sono state ottenute più di 50 anni fa e sono state mantenute sotto stretto controllo federale da parte della American Type Culture Collection, secondo Merck. “Queste linee cellulari sono state rimosse da più di tre generazioni dalla loro origine, e non abbiamo usato alcun nuovo tessuto per produrre i vaccini,” la società farmaceutica ha aggiunto nella sua dichiarazione. Dire che i vaccini contengono una notevole quantità di tessuto fetale umano, come alcuni obiettori ai vaccini sostengono, è fuorviante, ha sottolineato il dottor Paul Offit, il direttore del centro di educazione vaccino presso l’Ospedale dei Bambini di Philadelphia. “Ci sono forse nanogrammi di frammenti di DNA ancora presenti nel vaccino, forse miliardesimi di grammo,” ha detto.

Sempre su ABC News si parlava di motivazioni etiche spiegando che:

Religious organizations have sided in favor of vaccines as well, even those generally opposed to abortion.

“We should always ask our physician whether the product he proposes for our use has an historical association with abortion,” the National Catholic Bioethics Center states on its website, but then goes on to say “one is morally free to use the vaccine regardless of its historical association with abortion.”

“The reason is that the risk to public health, if one chooses not to vaccinate, outweighs the legitimate concern about the origins of the vaccine,” the center’s position statement continued. “This is especially important for parents, who have a moral obligation to protect the life and health of their children and those around them.”

Offit said he was glad the Catholic Church supports vaccination.

He noted it is particularly ironic to object to the rubella vaccine using fetal cells because Cardinal Joseph Ratzinger, who later became Pope Benedict XVI, commented on the subject in 2003, saying: “Universal vaccination has resulted in a considerable fall in the incidence of congenital rubella, with a general incidence reduced to less than 5 cases per 100,000 livebirths.”

In other words, Offit explained, the rubella virus increases the risk of spontaneous abortion.

“Le organizzazioni religiose si sono schierate a favore dei vaccini, anche quelle generalmente contrarie all’aborto.”

“La ragione è che il rischio per la salute pubblica, se non si sceglie di vaccinare, supera la legittima preoccupazione circa le origini del vaccino. Questo è particolarmente importante per i genitori, che hanno l’obbligo morale di proteggere la vita e la salute dei propri figli e di coloro che li circondano.”

Offit spiega anche quanto sia contento  che la Chiesa cattolica sostenga la vaccinazione.

Ha osservato che è particolarmente ironico  opporsi alla vaccinazione contro la rosolia perché utilizza cellule fetali.  Lo stesso cardinale, Joseph Ratzinger, divenuto poi Papa Benedetto XVI, ha commentato la cosa nel 2003, dicendo: “la vaccinazione universale ha portato ad un notevole calo dell’incidenza di rosolia congenita, con un’incidenza generale ridotta a meno di 5 casi per 100.000 nati vivi. “

In altre parole, dice Offit, il virus della rosolia aumenta il rischio di aborto spontaneo.

Dioni conclude citando un Dottor Mercola  di cui abbiamo una diapositiva:

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feti abortiti

Di lui avevamo parlato in altre due occasioni, non credo sia necessario aggiungere altro.

Ah si, dimenticavo: siate Utenti, non uTonti.

maicolengel at butac.it

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