Le iene il morbillo e la disinformazione medica!

maicolengel butac 29 Mag 2014
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ienevaccini
Ogni famiglia che avrà figli che si ammaleranno di morbillo o di qualsiasi altro male per cui i vaccini l’avrebbero protetto vorrei che da oggi si segnasse il numero di telefono della Redazione delle Iene.
E si rivolgesse a loro in caso di richieste di rimborsi (mediaset credo sia più ricca della maggioranza degli ospedali italiani), si rivolgesse a loro per consulti medici, si rivolgesse a loro per qualsiasi cosa riguardi la malattia del figlio!
Il servizio andato in onda il 28 maggio 2014 che parlava di vaccini e indennità è stato (come spesso accade) quanto di più fazioso fosse possibile (“abbiamo solo raccontato una storia” è un leit motiv che mi ha decisamente rotto le scatole). Si è vero nessuno ha detto materialmente che i vaccini non vadano fatti, nessuno ha detto che siano il male, ma nessuno ha riportato neppure le VERE statistiche in merito, nessuno ha preso le due situazioni raccontate e le ha paragonate ai numeri totali dei vaccinati italiani.
Giusto per dare un quadro più chiaro della situazione. No, si sono presi due casi, di quelli si è parlato e si è fatto pietismo e sensazionalismo, iene style.
E il problema è che il frutto di servizi come quello delle iene sono casi come quello che compare sui giornali di oggi a Bologna:

Allarme morbillo, cento casi in pochi mesi

Bologna, 29 maggio 2014 – Un’epidemia. Cento casi di morbillo, o giù di lì, in pochi mesi a Bologna: nelle ultime settimane la media è di un contagio e mezzo al giorno. Solo che a essere colpiti dal virus che porta febbre alta e macchie rosate sulla pelle sono i grandi e non i piccini. Un nemico sottovalutato (sempre più persone scelgono di non vaccinarsi o di non vaccinare i propri figli) che però, soprattutto in età adulta, può portare molto facilmente a complicazioni anche pesanti.

morbilloiene
Fare un servizio televisivo di quel genere senza analizzare tutta la situazione è come invitare la popolazione a non far vaccinare i propri figli; bisogna rendersi conto che una trasmissione come Le Iene ha grande risonanza e che quindi qualsiasi cosa venga detta raggiunge un pubblico vastissimo, e che il suddetto pubblico, se non istruito a dovere, prende come oro colato ogni ca**ata esca dalla bocca dei conduttori!
E invece gli idioti del mercoledì sera hanno colpito di nuovo, oltretutto con un servizio in chiusura di stagione.
Quindi non ci sarà un contraddittorio la settimana prossima, non ci sarà modo di far parlare agli stessi microfoni medici ed esperti. No, la stagione si chiude con il monito che i vaccini fanno male, e che bisogna stare attenti.
Per chi volesse saperne di più sui vaccini ne abbiamo parlato tantissime volte in maniera più professionale:
Neil aveva tradotto questo bellissimo articolo: Cari genitori vi stanno mentendo
Vi avevamo raccontato cosa succede in Australia
Avevamo tradotto questa semplice guida
E parlato della (inesistente) correlazione tra vaccini e autismo
Avevamo cercato di fare chiarezza su una certa disinformazione
Spiegato meglio (spero) i rischi sui danni da vaccino
Analizzato la leggenda urbana che dice che è merito dell’igiene se oggi ci si ammala molto di meno
E avevamo parlato di bambini non vaccinati
Avevamo spiegato e debunkato la storiella del virus del cancro inoculato coi vaccini
E avevamo cercato di raccontare da dove nasce tutta questa disinformazione: Andrew Wakefield
Non credo sia necessario ripetere tutte queste cose anche qui, lo so, quest’articolo è più un rantolo d’odio nei confronti di una trasmissione televisiva che una vera sbufalata, ma non ci posso fare niente, credo Butac abbia spiegato a sufficienza le ragioni per cui si DEVE VACCINARE nei vari articoli qui sopra.
Vi prego se avete dubbi andatevi a leggere qualcuno di essi, vi sono risposte a tantissime domande! E se i dubbi persistono esistono medici a cui chiedere, sicuramente più titolati del cronista delle Iene!
Sempre per non farci mancare niente avevamo già parlato delle Iene e del loro modo di fare informazione.
Il giornalismo è morto, lunga vita al giornalismo!

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