Sono tanti i siti antigovernativi che in queste ore stanno rilanciando la notizia che l’Italia ha dato 50 milioni di euro alla Tunisia. Tanti siti e soggetti che cercano di sollevare l’indignazione dei loro follower. Lo fanno benissimo, al punto che sulla solita chat dei colleghi di lavoro ieri sera mi è arrivato un audio decisamente incavolato di uno che si lamentava chiedendosi perché quei soldi siano stati dati alla Tunisia e non tenuti nel nostro Paese.

La notizia non è una bufala, è vero che il nostro Paese ha appena dato 50 milioni alla Tunisia. Ma i fatti vanno raccontati per bene evitando titoli come quelli che ho visto su alcune pagine. La prima cosa da spiegare è che non si tratta di una donazione, ma di un prestito, un credito dato alla banca centrale tunisina.

Sul sito di Giovanni Donzelli, nelle schiere di Fratelli d’Italia, la notizia viene raccontata così:

L’ On. Andrea Delmastro, responsabile esteri di Fratelli d’Italia, il 26 marzo ha denunciato con un’interrogazione alla Camera l’invio di 50 milioni di euro alla Tunisia per aiutare le aziende a superare l’emergenza coronavirus. La sera stessa, invitato da Paolo Del Debbio a Dritto e Rovescio su Rete 4, ho rilanciato io stesso questa denuncia.

Sono pressoché sicuro, conoscendo il personaggio, che Del Debbio non abbia minimamente approfondito la questione nel suo programma. Non è nel loro stile.

La Voce di Bolzano rilancia:

L’Italia affonda, il governo esporta soldi: dopo i 50 milioni alla Tunisia pronti 21 milioni anche per la Bolivia?

Come vi ho detto è vero che sono stati dati quei soldi alla Tunisia. Quello che però non viene raccontato dai nostri eroici informatori è che la Tunisia è un partner commerciale importante per il nostro Paese. L’anno scorso hanno importato dall’Italia beni per oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro. Mantenere buoni rapporti con Paesi che spendono quel tipo di cifre per acquistare beni da noi è un’ottima strategia, specie in un momento in cui si ravvisa una crisi economica mondiale. Perdere quell’introito da export sarebbe gravissimo. Perché Donzelli, Delmastro, la Voce di Bolzano queste cose non le raccontano?

Ma ancor di più, perché nelle trasmissioni televisive dove questa gente va ospite non ci sono giornalisti in grado di ribattere e chiedere spiegazioni?

Donzelli ci raccontava di come l’Onorevole Delmastro abbia presentato un’interrogazione parlamentare sulla questione soldi alla Tunisia. Le interrogazioni parlamentari costano soldi delle nostre tasse, occupano spazio durante sedute parlamentari dove la gente presente è pagata da noi. Perché nessuno chiede conto delle interrogazioni inutili, invece?

Oltretutto io capisco che per il comune cittadino 50 (o 70) milioni di euro siano una cifra immensa, ma per lo Stato? Sono spicci, spicci che se andassero distribuiti ad esempio sul “popolo delle partite IVA” si trasformerebbero in un’elemosina da qualche decina di euro. Sicuramente, ad esempio, a me non risolverebbe il fatto di aver tenuto chiuso negozio nell’ultimo mese.

L’amico e collega David Puente aveva già spiegato tutto su Open qualche giorno fa.

Non credo serva aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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