Aborto, preti e social network

maicolengel butac 13 Feb 2019
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Come sa chi segue BUTAC da tempo, non sono particolarmente affine alle tematiche religiose. Ma sono giorni che mi state segnalando un post di un prete. Un prete su Facebook.

Sia chiaro non c’è nulla di male per un prete ad essere sui social, c’è persino il Papa. Ma un conto è diffondere buone parole e preghiere, un conto è diffondere disinformazione.

Il post del prete Mirco Bianchi:

Questo è l’aborto a nascita parziale. Dopo tanto sostegno da parte di donne (madri!!!) come Hillary Clinton e Michelle Obama, finalmente ora è legale al 100%. Per festeggiare questa grande conquista di civiltà la punta dell’Empire State Building è stata illuminata di rosa…….
La nuova legge dello stato di new york (piccolo stato) prevede la possibilità di abortire in questo modo fino al nono mese, il bambino, infatti, finchè è nella pancia, fino a un secondo prima della nascita, NON è una persona😡!Quindi basta lasciare dentro all’utero la testina e poi con grande civiltà e amore la si buca con una forbice, successivamente, sempre con grande progresso per la dignità della donna😡, si aspira il cervello. Il piccolino si dimena disperatamente, ma tanto non è una persona, che ce ne frega!!!
eccezionale balzo in avanti della medicina degno del terzo millennio

Il prete sta facendo politica basando il suo post su informazioni diffuse da siti pro-vita. La procedura di aborto che cita è vietata negli Stati Uniti dal 2001, ne abbiamo già parlato in altro articolo. La nuova legge approvata a New York non ha reso la procedura legale, resta completamente illegale. Diffonderla in rete è raccontare una bugia. A catechismo (sì, l’ho fatto anche io) mi raccontavano che le bugie sono peccati. Mirco Bianchi sta permettendo che questa notizia sia diffusa decine di migliaia di volte (oltre 21mila condivisioni al momento), quante Ave Maria e quanti Padre nostro dovrà recitare per fare ammenda?

maicolengel at butac punto it
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Il tema, a chi segue BUTAC da anni, è noto: esistono profili social che chiedono soldi per aiutare nelle terapie bambini malati. Purtroppo spesso si tratta di richieste fraudolente, che sfruttano immagini di bambini malati per raccogliere donazioni e intascarle. Oggi parliamo della pagina Facebook Rosa Caputo, al momento online sulla piattaforma, dove chiede donazioni […]

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