Bioquantica e patrocini

maicolengel butac 21 Feb 2020
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Un lettore nei giorni scorsi mi ha inviato più segnalazioni su un convegno che si terrà nella sua città. La ragione delle molteplici segnalazioni è che il convegno sulla Bioquantica di cui mi parla ha il patrocinio del Comune e anche dell’ASL. La cosa ha lasciato lui (e anche me) un filo disturbato.

Premetto: ognuno è libero di credere in quello che vuole, il problema è, a mio avviso, quando un’Azienda Sanitaria Locale dà supporto a quella che rischia di essere pseudomedicina, dando a intendere che si tratti di pratiche riconosciute dai medici, quando non è affatto così.

Partiamo dalla Bioquantica

La definizione che ne danno gli stessi che la praticano è questa:

…è la scienza che si occupa di dare risposta alla complessità della vita, sapendo che il «riduzionismo meccanico», sia classico sia quanto-meccanico di indagine analitica, è stato storicamente incapace di interpretare la auto-organizzazione olistica dei sistemi biologici.

La questione è tutta legata all’olistica applicata ai sistemi biologici, come spiegano nei loro siti dedicati. La cosa a me preoccupa, perché l’ASL dovrebbe sapere bene che questo è uno dei primi passaggi per arrivare a sostenere la bontà di cose come la Nuova Medicina Germanica.

Guarda caso il presidente dell’Istituto di Bioquantica, che presentava il convegno qualche anno fa sulle pagine di un noto portale dedicato alla pseudomedicina, si esprimeva così:

Quando si nomina un sintomo e gli si vuole dare impropriamente il nome di una malattia, fisica o psichica, oltre a fornire una Falsa informazione, si rinchiude il paziente all’interno di un quadro ristretto, uno spazio angusto dal quale difficilmente potrà trovare le forze per rendersi libero.

In un certo senso, ogni volta che diamo origine ad un pensiero o ad un’idea di malattia, da qualche parte quest’energia comincia ad esistere, a prendere forma; inizia a dare dei segnali, dei presagi, anche se non del tutto e non da tutti avvertibili…

Con il solo proferire il nome della malattia, quindi, colleghiamo il paziente con quest’energia impercettibile ma reale di “coscienza sconosciuta” cui parlavamo. È come se la persona che ha subito una diagnosi si connettesse ad un portale energetico alimentato dalla sommatoria dell’energia dei singoli pensieri di malattia.

Prendiamo per esempio la parola “Cancro”, basterà questa semplice ma potente parola perché la persona che riceve la diagnosi sia immediatamente messa in comunicazione con l’influenza di questa energia-coscienza che è connessa a questo preciso termine, e che genererà in lui paura, invalidità, morte..

I nomi di certe “malattie” pronunciati con la prosopopea terapeutica di professionisti insicuri, riescono a rendere vera qualsiasi affermazione, soprattutto per persone già fragili e poco protette le quali non fanno altro che mettere in rapporto la loro cagionevolezza con quella parte potente d’inconscio collettivo dove si condensano le forze distruttive e limitanti dell’idea stessa della malattia.

Vedete, io non metto in dubbio che si possa migliorare il rapporto medico-paziente, sono sicuro che possano esserci approcci più validi di quelli finora utilizzati. Ma quanto leggo sopra è troppo simile alle teorie di Hamer, il creatore della Nuova Medicina Germanica, quello che sosteneva che ci si cura (e ci si ammala) solo con la forza della mente.

Io non sono un medico, ma trovo che un convegno come questo non dovrebbe avere patrocini di Comune e ASL, perché il rischio è di dare a intendere alla cittadinanza che siano questioni valide, provate e autorevoli. Non lo sono.

Si tratta di un convegno organizzato da gente che campa su queste cose, poco conta che loro ci credano o meno, ne hanno fatto un mestiere.

Perché una ASL deve far loro pubblicità?

Perché un Comune deve dar loro degli spazi?

Non vale il detto mal comune mezzo gaudio, ma a Bologna l’amministrazione cittadina, giusto due settimane fa, è riuscita a dare una sala comunale a quel grande imbonitore di Panzironi senza che nessuno si sia posto il dubbio se fosse o meno un’idea sensata.

I sindaci e le amministrazioni comunali, come i dirigenti delle ASL, hanno delle precise responsabilità nei confronti dei cittadini. I patrocini vanno dati con criterio, dopo aver attentamente valutato tutti i fattori sia dal punto di vista etico che scientifico. Nulla vieta di dare comunque gli spazi a chi li richiede, ma senza mettere loghi di Comune e ASL sui depliant.

Oltretutto più volte leggo che l’Istituto di Bioquantica è riconosciuto dalla Federazione Italiana Pedagogisti, peccato che il sito FIPED sia chiuso e che non esista online una presenza della Federazione sufficiente a darle autorevolezza. Ci sono tante associazioni di pedagogisti rappresentate online (tutte private come la FIPED), ma nessuna sembra sostenere la Bioquantica se non quell’unica federazione che invece online sembra non esistere.

Strano, no?

Tenere debite distanze sarebbe cosa buona e giusta.

La bioquantica si traduce in inglese con Quantum Healing, e se fate una ricerca online vi renderete conto di quanto poco sia ritenuta materia scientifica, a differenza di quanto vogliono farvi credere. Sono tanti gli articoli che negli anni hanno tentato di spiegare quanto poco vi sia di scientifico, purtroppo in Italia non vedo lo stesso tipo di corretta informazione. Il tutto succede anche grazie a soggetti, figli della cultura new age, che hanno posizioni chiave all’interno di enti come il Ministero della Salute… Ma continuiamo pure a far finta di niente.

Per chi volesse approfondire qui qualche articolo in inglese sul Quantum Healing:

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