Sono tantissime le testate che la settimana scorsa hanno ripreso la notizia di alcuni Buoni fruttiferi che sarebbero stati ritrovati sepolti in un giardinetto.

Così titola La Stampa:

Rivalta, trovano buoni postali seppelliti nel giardino per 40 milioni di lire

Gli articoli che ho visto pubblicati raccontano tutti la stessa identica storia ripresa, pare, da La Stampa come prima fonte:

Per risparmiare e difendere il denaro che si guadagnava con fatica, un tempo non era strano nasconderlo sotto un materasso o dietro qualche piastrella smossa del pavimento. Spesso i nostri nonni lo ritenevano più sicuro delle banche. E forse lo avevano pensato anche i proprietari di un pacchetto di buoni fruttiferi datati Anni 80, del valore di 40 milioni delle vecchie lire, che una coppia di rivaltesi ha trovato ieri mattina mentre vangava un terreno acquistato da pochi giorni. Un rotolo di apparente carta straccia, sotterrato vicino alla casa che avevano scelto nella zona del villaggio Sangone.

All’inizio non hanno capito subito di cosa si trattasse, poi si sono accorti che non era qualcosa finita lì per caso. Erano stati sotterrati con il preciso intento di evitare che malintenzionati potessero entrarne in possesso. E poi non si è più riusciti a recuperarli, forse per aver dimenticato il punto preciso del nascondiglio. Fino a ieri. Con la rivalutazione attuale, comprensiva di interessi accumulati, quei buoni nascosti da chissà quanto tempo potrebbero valere centinaia di migliaia di euro.

Abbiamo già visto circolare storie del genere e fino ad oggi si è sempre trattato di bufale, per capire che siamo di fronte a una notizia falsa basta infatti analizzare quanto ci viene raccontato:

buoni fruttiferi datati Anni 80, del valore di 40 milioni delle vecchie lire…

Con la rivalutazione attuale, comprensiva di interessi accumulati, quei buoni nascosti da chissà quanto tempo potrebbero valere centinaia di migliaia di euro…

BUFALA, non esiste una rivalutazione per Buoni fruttiferi scaduti, quei buoni hanno validità venti anni (o trenta perché alcune serie degli anni 80 avevano quella come scadenza). Scaduti i quali abbiamo 10 anni per ritirare quanto hanno fruttato altrimenti diventano carta straccia, ve l’abbiamo già spiegato più e più volte, come mai il giornalista de La Stampa non ce lo spiega? E nessuno dei tanti che hanno ripreso la notizia si preoccupa di verificare qualcosa? La risposta la sappiamo già: hanno ricevuto la notizia tramite comunicato da qualche fantomatica agenzia che sta aiutando i fortunati ritrovatori a monetizzare la scoperta. Ma sono sempre i soliti furbetti che stavolta però sono incappati in un intoppo. Nessuna delle testate che ha riportato la notizia, infatti, ha fatto il nome di agenzie coinvolte, ma si capisce da quest’altra frase che qualcosa non torna:

Abbiamo interpellato un avvocato ed esiste una norma secondo cui, in caso di smarrimento certificato e di successivo ritrovamento, si ha tempo ulteriori dieci anni per poter incassare il denaro.

Non esiste nessuna norma del genere, come spiega La Legge Per Tutti:

Nel caso in cui i buoni postali vengano smarriti  è possibile ottenerne un duplicato attraverso la cosiddetta procedura di ammortamento prevista dalla legge.

In sostanza la duplicazione può essere richiesta presso uno qualsiasi degli sportelli di Poste italiane compilando e sottoscrivendo la denuncia di perdita avendo cura di indicare gli estremi necessari per l’identificazione del buono e, in sintesi, le circostanze nelle quali lo smarrimento si è verificato (la denuncia agli organi di pubblica sicurezza è necessaria solamente in caso di sottrazione, cioè di furto, del buono postale e non anche nel caso di smarrimento).

La richiesta di duplicato deve essere fatta e sottoscritta:
  • dall’intestatario del buono (o da un suo procuratore);
  • nel caso di buono cointestato, da tutti quanti gli intestatari;
  • nel caso di buono intestato ad un minore, da coloro i quali esercitano la potestà genitoriale;
  • infine, nel caso di buoni postali caduti in successione, da tutti gli eredi.

Dopo la compilazione e la sottoscrizione del modello di denuncia di smarrimento, l’ufficio postale presso cui il modulo è stato compilato ed al quale esso è presentato provvederà ad affiggere nei propri locali aperti al pubblico un avviso – diffida per la durata di trenta giorni consecutivi, nel caso di buoni postali che abbiano un valore nominale inferiore a 516,46 euro, oppure per la durata di novanta giorni consecutivi nel caso di buoni dal valore nominale pari o superiore a 516,46 euro.

Trascorso tale periodo sarà possibile ottenere il duplicato del buono andato smarrito (è previsto il pagamento di euro 1,55 per il rilascio del duplicato qualunque valore esso abbia).

Che una notizia così bufala finisca su testate online di medio-basso livello è un conto, che venga riportata da testate come La Stampa a mio avviso è grave. Ancor più grave credo sia che la riportino anche siti che si occupano d’investimenti, come Qui Finanza:

Trovati buoni postali per 40 milioni di lire sepolti in un giardino: quanto valgono oggi

Ma la storia ha fatto il giro di tante testate italiane. Non sorprendiamoci poi se i lettori cadono in tante bufale, se prima di loro lo fanno redazioni importanti di testate nazionali.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!