Chi ha visualizzato il mio profilo?
Le app che promettono di mostrarci chi ha visitato il nostro profilo funzionano davvero?

Le app che promettono di mostrarvi chi visita i vostri profili ultimamente sembrano moltiplicarsi, ma davvero possono fare quello che promettono?
No, e purtroppo spesso invece fanno l’esatto opposto: invece di aiutarvi, vi fregano. Innanzitutto è essenziale tenre in considerazione che le piattaforme online come Instagram o Facebook non hanno alcun interesse a cedere questo tipo di dati a terze parti, per motivi legati alla privacy ma anche perché per loro questi dati sono preziosissimi.
Come funziona?
Il sistema purtroppo funziona come un cavallo di Troia: vi promettono di mostrarvi dati a cui siete interessati, e subito dopo le (false) promesse vi spiegano che per poter visualizzare il vostro profilo, giustamente, hanno necessità di alcuni vostri dati, come ad esempio le credenziali d’accesso.
Alcune app simulano proprio la pagina di login della piattaforma per cui volete avere dettagli, altre si limitano a chiedervi di aprire un link all’interno della piattaforma stessa e fornire il vostro numero di cellulare. Poco cambia la strada percorsa: quello che è certo è che quei passaggi servono al truffatore dietro l’app per appropriarsi, in un secondo momento, del vostro account.
Quelli che non cercano la facile via del phishing sono invece interessati non al furto della vostra identità, ma a quello dei vostri denari. In quel caso, dopo le promesse, vi viene mostrata una schermata fittizia che indica quanti utenti hanno visitato il vostro profilo.

Ma se clicchiamo su Mostra elenco ci viene chiesta la mail o il numero di cellulare; se inseriamo uno dei due ci arriva un messaggio (se inseriamo il telefono sarà un messaggio WhatsApp) dove ci viene chiesto di cliccare su un link e compilare un form per creare un account – form che ovviamente si conclude con la richiesta di una carta di credito. La carta serve per attivare l’abbonamento (di solito molto economico) per vedere chi ci ha visitato; noi, illusi dalla cifra bassa, inseriamo i nostri dati et voilà, les jeux sont faits, lo scammer ha raggiunto il suo scopo. Ora, grazie a quei dati, può fare molte cose online, molte più di quanto vorremmo fosse possibile.
Nel caso più “innocuo” la mail o il cellulare vengono venduti a chi li userà per distribuire spam di varo genere.
Come circolano?
Queste truffe non si presentano quasi mai come app vere e proprie da installare, ma quasi sempre come annunci sponsorizzati che compaiono direttamente nel vostro feed di Instagram o Facebook – con una certa ironia, visto che sono proprio le piattaforme di cui promettono di svelarvi i segreti.
Cliccando sull’annuncio, come dicevamo, spesso si viene rimandati a siti esterni che simulano un’interfaccia familiare e credibile. In altri casi il link arriva tramite messaggio privato, spesso da account già compromessi di qualcuno che conoscete: in quel caso la trappola è ancora più insidiosa, perché la fiducia nel mittente abbassa la guardia.
Ci sono già cascato: cosa posso fare?
Se avete inserito le vostre credenziali, la prima cosa da fare è quella più banale: cambiate immediatamente la password della piattaforma coinvolta e, in caso non l’aveste già fatto, attivate l’autenticazione a due fattori. Altra cosa che tanti dimenticano di fare (o proprio non ci pensano) è quella più importante: andate nelle impostazioni del vostro account e revocate l’accesso a tutte le app di terze parti che non riconoscete.
Se invece avete inserito i dati della carta di credito, l’unica cosa da fare – subito – è contattare la vostra banca per segnalare eventuali addebiti e valutare se sia necessario bloccare la carta (ma nella maggioranza dei casi il mio suggerimento è di bloccarla del tutto). Infine, in entrambi i casi, segnalate l’app o il link alla piattaforma su cui l’avete trovata: è un gesto piccolo ma aiuta a proteggere chi potrebbe cascarci dopo di voi.
Un piccolo appunto prima di concludere: quando siete online sarebbe sempre meglio non usare direttamente la vostra carta di credito, ma avere una carta virtuale che si appoggia ad essa, o ricaricabile, in questo modo potete limitarvi a bloccare quella, senza dover attendere l’emissione di una nuova carta dalla vostra banca.
Concludendo
Imparare a riconoscere questi tentativi di truffa sarebbe importante per vivere al meglio nell’ecosistema digitale in cui passiamo così tanto tempo. Purtroppo raramente a scuola si parla di questo genere di inganni, lasciando che i ragazzi facciano le proprie esperienze senza una guida che li aiuti. Questo fa sì che, crescendo, alcuni di loro avranno sviluppato in autonomia gli anticorpi che li difenderanno dalla fuffa, ma altri, troppi a mio avviso, resteranno in balia della rete e delle sue trappole.
maicolengel at butac punto it
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