Sono stata vittima di una bufala: però non me l’ha detta mio cuggino bensì un altro parente di cui non dirò altro, se non che è quello “che ha modificato una voce di Wikipedia per cercare di convincere la sua ragazza che lo sperma faceva bene alla pelle”.

La bufala è l’ormai celeberrima leggenda urbana che vede Cicciolina protagonista di un film hard insieme a un cavallo. La storia ha fatto il giro di tutti gli appassionati del genere (e non solo, dopotutto la sapevo perfino io che di queste robacce non mi sono mai interessata), e con la diffusione di internet dagli anni 2000 sono fioriti i siti che restituivano risultati che avrebbero dovuto mostrare la celebre scena, ma che al massimo oggi mostrano montaggi di fotografie di Ilona Staller nemmeno particolarmente hard, anche perché la maggior parte la si trova su YouTube, dove quando si tratta di apparati riproduttivi femminili si possono vedere cose che escono, ma non cose che entrano.

L’anno scorso, durante un’intervista a FQMagazine, Cicciolina ha smentito direttamente la bufala:

“Nella pellicola io sto su un calesse e lì vicino si materializza una ragazza che finge di scambiarsi affettuosità indicibili con uno stallone in carne, nitrito, sesso smisurato e ossa… È bastato questo scambio di identità per condannarmi alla dannazione virtuale eterna. C’è gente infame che specula e lucra su questa bufala per qualche migliaio di click in più. Dovrebbero vergognarsi. Essere sbattuti in galera. È un incubo senza fine. Ma adesso basta, i colpevoli devono pagare.”

Il film a cui Cicciolina si riferisce è “Cicciolina Number One”, del 1986, e il rapporto con il cavallo vede il realtà protagonista Denise Dior, secondo Wikipedia specializzata in quegli anni in scene di zoofilia; oltretutto il rapporto sarebbe stato simulato a causa dell’impossibilità pratica di accoppiare le due specie.

Diffamazione

Riguardo alla gente infame a cui Cicciolina allude nell’intervista, ovviamente si fa riferimento proprio a coloro che caricano video e altri contenuti portando avanti la bufala per avere qualche visualizzazione in più – ho messo il link a un video a inizio articolo solo perché sono abbastanza sicura che YouTube non monetizzi un contenuto del genere. Ma Ilona Staller ha deciso di fare di più: durante le interviste rilasciate tra gennaio e marzo 2017 ha annunciato di voler fare causa a Google poiché, come sostiene il suo avvocato:

“Ilona Staller è titolare del diritto di proprietà sul famoso personaggio di “Cicciolina” e su Google l’associazione di “Cicciolina” con “cavallo” ha determinato gravissimi pregiudizi, trattandosi di un suggerimento di ricerca del tutto infondato, diffamatorio e lesivo della sua reputazione personale e professionale. Ilona ha diritto a un ingente risarcimento per i danni patrimoniali e morali subiti sulla scia di questa diffamazione globale protrattasi per decenni. Nel frattempo Google ci ha risposto, assicurando che effettueranno accertamenti prima della rimozione dei link. Come a dire che hanno ammesso le proprie colpe oggettive”.

Come ha detto Cicciolina stessa, forse il primo caso di post-verità della storia, tanto che perfino Federico Fellini ci aveva creduto.

Ilona è poi tornata a parlare della questione a marzo 2017, durante la prima puntata della terza stagione di Comedy Central News. Intervistata da Saverio Raimondo, smentendo nuovamente la bufala e rispondendo ad alcune domande sulla causa a Google. Non si trova online la puntata integrale, ma nel trailer della nuova stagione si sente l’attrice smentire di aver mai avuto rapporti con un cavallo, e qui viene riportata una parte dell’intervista stessa.

Suggerimenti di google? Non pervenuti

Non ho trovato successivi aggiornamenti riguardo alla causa tra Ilona Staller e Google. Ma se si scrive “Cicciolina” nel motore di ricerca, adesso non solo non esce più “cavallo” tra i suggerimenti. Non escono proprio più i suggerimenti.

Fino a “cicciolin” sì.
“Cicciolina” no.

Si presume quindi che l’attrice e il colosso delle ricerche online siano effettivamente ancora in causa, o che la causa sia stata vinta da Ilona Staller. Oltretutto inserendo chiavi di ricerca mirate si trovano esclusivamente smentite (e quel video di YouTube che vi ho linkato prima):

Insomma, una bufala diventata quasi verità (non fosse che i fatti non sono mai avvenuti), di cui abbiamo parlato e forse riso per anni ma che ha in qualche modo leso la reputazione della sua protagonista esattamente come vediamo accadere spesso sui social con personaggi più o meno celebri, magari diventati celebri proprio in seguito a bufale, calunnie e altre attenzioni carine. Da oggi, quando vi raccontano la storia di Cicciolina e del cavallo, rispondete come ha fatto lei a Saverio Raimondo, ed eventualmente ridete di quello:

Cicciolina, il cavallo e la post-verità: “Ma avete visto che dimensioni ha?”

E poi, magari, spiegate al vostro interlocutore come funziona la post-verità, e che le bufale possono fare danni veri: “Pensa che a Google potrebbero costare quasi 80 milioni di dollari!”

noemi at butac punto it

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