CREMABIMBI

 

La salute e la tutela dei bambini sono cose molto importanti e gli allarmismi e le campagne mediatiche, come sempre, non aiutano i genitori a fare scelte razionali (vedi Stamina).

Mi è arrivata la segnalazione di un articolo su misurafamiglia.it che titola “Creme per bebè tossiche: la lista nera”. Titolo terrificante, e l’articolo, come tanti altri che si ripetono a pappagallo (e generalmente di svariati mesi dopo, classico riciclo nei momenti di magra) riprendono un pezzo del settimanale il Salvagente che ci informa che le creme per bambini contengano un conservante, il fenossietanolo (phenoxyethanol), e che questa sostanza sia molto pericolosa. Nell’articolo fonte di tutte le news su il Salvagente si usano termini come

“Un conservante pericoloso… L’allarme lo scorso novembre…Nuovi sospetti…” e si dice che

“È successo che dal 2009 l’Ansm ha condotto una nuova valutazione dei rischi d’uso del phenoxyethanolo nei cosmetici per bambini: gli studi tossicologici disponibili confermano la possibile tossicità per la riproduzione e lo sviluppo e, tenendo conto dell’esposizione cumulativa a tale sostanza, l’Agenzia ha ritenuto di sconsigliarne l’uso nei prodotti destinati ai piccolissimi”

L’approfondimento della questione è a pagamento, bisogna acquistare i numeri dal loro sito se si vuole accedere a tutte le informazioni pubblicate, ma riportano anche una lista di prodotti che contengono questo conservante  buttando nella mischia anche altri eccipienti potenzialmente dannosi. L’accusa è molto forte, ma è così grave?

Lo studio della ANSM, L’Agence nationale de sécurité du médicament et des produits de santé, ovviamente non viene linkato in nessuno degli articoli (neanche il link al loro sito) così se si vuole fare un po’ di chiarezza bisogna andarselo a cercare: eccolo e i termini usati sono un po’ più pacati.

Partiamo da un dato di fatto: sì, la ANSM ha emesso un comunicato nel quale dice però:

“Le rapport souligne que, tenant compte des expositions cumulées aux produits cosmétiques destinés aux adultes, la Commission de cosmétologie de l’Agence n’a pas jugé nécessaire de recommander une modification de la valeur de la concentration maximale en phénoxyéthanol autorisée (1 %) pour les produits destinés aux adultes.

En revanche, pour les produits destinés aux enfants de moins de trois ans, et compte tenu des expositions cumulées, l’ANSM recommande :

  • de ne plus utiliser de phénoxyéthanol dans les produits cosmétiques destinés au siège ;

  • une restriction de la teneur maximale en phénoxyéthanol à 0,4 % (au lien de 1 % actuellement) pour tous les autres produits destinés aux enfants de moins de 3 ans.”

Traduzione

“Il rapporto sottolinea che, tenendo conto del consumo cumulativo di prodotti cosmetici negli adulti, l’Agenzia non ritiene necessario raccomandare una variazione del valore della concentrazione massima consentita di fenossietanolo (1%) nei prodotti per adulti.

Tuttavia, per i prodotti destinati ai bambini sotto i tre anni, e considerando l’esposizione cumulativa, ANSM raccomanda:

  • Di non utilizzare più il fenossietanolo in prodotti di cosmetica per l’intimo;

  • una restrizione sul livello massimo allo 0,4% (limite attuale 1%) per tutti gli altri prodotti destinati ai bambini sotto i 3 anni.”

Non c’è nessun allarme in corso, ma riesaminando i dati in via cautelativa suggeriscono l’eliminazione del conservante e la riduzione in tutti i prodotti destinati ai bambini, mentre per gli adulti non è necessaria alcuna modifica. Lo studio pubblicato è  in lingua francese e abbastanza lungo, ma con un po’ di intuito e l’ausilio del traduttore ci sono delle informazioni importanti da considerare come

“À ce jour, et en l’état actuel des connaissances, excepté quelques rares effets indésirables locaux rapportés, il n’existe pas de publication de cas d’effets systémiques attribuables au phénoxyéthanol consécutivement à l’utilisation de produits cosmétiques chez l’Homme.”

Traduzione

“Ad oggi, e allo stato attuale delle conoscenze, ad eccezione di alcune reazioni locali avverse, non ci sono casi pubblicati di effetti sistemici dovuti al fenossietanolo in seguito all’uso di cosmetici nell’uomo.”

I problemi legati alla “riproduzione e sviluppo” segnalati negli studi sono stati riscontrati nei conigli e nei topi, a cui venivano somministrati quantitativi giornalieri molto elevati della sostanza, di gran lunga superiore alle quantità con cui possiamo venire a contatto con un normale utilizzo dei cosmetici, e sull’uomo ad oggi (il test più lungo è del 1990, non dell’altro ieri) non si sono mai registrati casi di problemi legati al fenossietanolo per gli esseri umani.

In conclusione un classico esempio di informazione a metà, condito con un pizzico di allarmismo. Cosa fare quindi? Se si vuole essere cauti controllate che i prodotti che state usando contengano il conservante sotto accusa e riducetene l’uso o sostituiteli con altri prodotti. Vorrei però sottolineare che gli adulti sono molto più esposti ad questa sostanza per via del più alto numero di cosmetici utilizzati e come sempre la moderazione è la migliore linea da seguire.

Credo che i consigli di Altroconsumo  siano i più moderati, logici e condivisibili che si possono trovare sulla rete:

“Valgono i consigli di sempre

In realtà, a oggi, i dati non portano a confermare che il fenossietanolo sia un ingrediente peggiore di altri. Una giusta prudenza va applicata a qualsiasi cosmetico usato sui bambini. Per questo, valgono ancora i consigli che abbiamo sempre dato su questo argomento:

  • è bene non tenere a contatto con la pelle del bambino sostanze estranee: per pulirlo evitate dunque l’uso regolare di salviettine umidificate, imbevute di sostanze che rimangono sulla pelle dopo l’uso e tra l’altro possono aumentare il rischio di reazioni allergiche; meglio lavare il sederino con acqua tiepida e poco sapone, non profumato e senza coloranti (quelli solidi di solito contengono meno conservanti di quelli liquidi, venduti in flacone);
  • asciugate bene il bambino, dopo ogni cambio, tamponando con una salvietta di cotone morbido;
  • non è consigliabile applicare sempre una crema o pasta protettiva, anche se la pelle del bambino non ha problemi; questi prodotti sono utili solo in caso di irritazione: in tal caso, sceglietene uno che abbia come primo ingrediente l’ossido di zinco (almeno il 10%) e il minor numero possibile di altre sostanze.” 

    Ricordatevi di amare col cuore, ma per tutto il resto di usare la testa.

    neilperri @ butac.it

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