Due settimane di dieta bio…

maicolengel butac 8 Dic 2017
article-post
Aggiungi Butac tra le tue fonti preferite su Google

…e i pesticidi nell’organismo spariscono

E no, non si può sentire questa cosa, ragazzi, suvvia. Siamo ancora dietro alla battaglia mediatica contro il glifosato? E nel combatterla tanto vale buttarci dentro anche un po’ di marketing per il bio? Dai, non si può proprio vedere. Oltretutto ho in bozza un altro articolo che si occupa proprio di questa battaglia mediatica gestita principalmente da soggetti con interessi ben precisi, e no, non sto parlando della Monsanto visto che il brevetto per il glifosato è scaduto, quindi non ha molto da guadagnarci.

Non ho intenzione di stare ad approfondire la materia, sul glifosato ormai abbiamo scritto tanti articoli quanti sulle vaccinazioni pediatriche. Partiamo dalle affermazione che vengono fatte:

Bastano due settimane di una dieta a zero pesticidi per abbattere e in alcuni casi azzerare il contenuto di inquinanti nelle urine di una famiglia italiana. Madre, padre, due bambini di 7 e 9 anni: per tutti loro, per quasi tutte le sostanze chimiche analizzate, si passa da livelli di contaminazione alti a quantità molto basse e spesso sotto i limiti di rilevabilità. La “decontaminazione” ha funzionato per alcuni degli insetticidi più utilizzati dall’agricoltura convenzionale (clorpirifos e piretroidi) e per il glifosato, l’erbicida contro cui si è mobilitata l’opinione pubblica e una parte della ricerca a livello europeo e non solo.

I grassetti sono miei, ritengo siano le parole chiave di quest’articolo. In tutto il testo che segue non si fa che riaffermare con dati e tabelle che con due settimane di dieta a “zero pesticidi” il glifosato svanisce. Fico, il primo problema grosso che mi viene in mente è che con una dieta a zero pesticidi mangeremmo tutti di meno spendendo decisamente di più, ma per la salute si fa questo e altro, non trovate?

Però c’è una cosa che voglio verificare, in tutto lo studio che ci viene presentato non viene menzionato nessun valore certificato di sicurezza, nessun dato che non siano quelli presentati dallo studio stesso. Ci è voluto poco a trovarne qualcuno in più, sul Journal of Consumer Protection and Food Safety edito da SpringerLink c’è uno studio del 2015, americano, che riporta conclusioni e considerazioni che avrei voluto veder fare al giornalista che ha pubblicato il pezzo su La Stampa.

  • Current analytical techniques allow the detection and determination of much lower amounts of glyphosate in human urine than in the past. The results obtained with different methods are not that much different and, to some extent, confirm each other.
  • Positive glyphosate findings in human urine are quite common and may result from occupational or residential exposure, from dietary intake or from both. The origin may often not be clearly distinguished and will probably overlap sometimes.
  • Although the available data is not representative, mean urine concentrations measured in the US appear higher than those found in Europe. The assumption of this difference is based mainly on data reported by Curwin et al. (2007) and, more recently, by Honeycutt and Rowlands (2014) when compared to Hoppe (2013); Markard (2014), or Krüger et al. (2014). This finding is likely to reflect differences in the agricultural use of glyphosate-based herbicides and the plantation of glyphosate-resistant, genetically modified crops in North America.

Ovvero:

  • Le attuali tecniche analitiche consentono il rilevamento e la determinazione di quantità molto più basse di glifosato nell’urina umana rispetto al passato. I risultati ottenuti con metodi diversi non sono molto diversi e, in una certa misura, si confermano a vicenda.
  • I risultati positivi del glifosato nell’urina umana sono abbastanza comuni e possono derivare da esposizioni professionali o residenziali, dall’assunzione con la dieta o da entrambi. L’origine può spesso non essere chiaramente distinta e probabilmente si sovrapporrà a volte.
  • Sebbene i dati disponibili non siano rappresentativi, le concentrazioni medie di urina misurate negli Stati Uniti sembrano più alte di quelle rilevate in Europa. L’assunzione di questa differenza si basa principalmente sui dati riportati da Curwin et al. (2007) e, più recentemente, da Honeycutt e Rowlands (2014) rispetto a Hoppe (2013); Markard (2014), o Krüger et al. (2014). Questa scoperta probabilmente riflette le differenze nell’uso agricolo degli erbicidi a base di glifosato e nella piantagione di colture geneticamente modificate resistenti al glifosato nel Nord America.

La considerazione principale è che:

All measured values, even the highest, were of no health concern. The calculated human exposures were at least one order but mainly two or more orders of magnitude lower than the ADI and AOEL.

Tutti i valori misurati, anche i più alti, non erano preoccupanti per la salute. Le esposizioni umane calcolate erano di almeno un ordine, ma principalmente di due o più ordini di grandezza inferiori all’ADI e all’AOEL.

Non fare presente queste cose in un articolo che spinge un determinato tipo di coltivazione, decisamente più costosa e meno conveniente, è fare il gioco del coltivatore bio che non è proprio sicuro che sia quello che convenga al consumatore. Vorrei ricordare a tutti l’ottimo lavoro fatto da Dario Bressanini al riguardo, lui sì che è un divulgatore. Sul perché si faccia questa costante disinformazione parlando del glifosato vi rimando all’articolo di prossima pubblicazione che vi menzionavo sopra. Sia chiaro, non sto mettendo in dubbio i dati raccolti, ovvio che se già ho tracce minime di una sostanza nelle urine e per due settimane ne faccio a meno, quella scompaia. Ma che tale sostanza sia dannosa è tutto da dimostrare.

maicolengel at butac punto it

Nota redazionale: articolo di follow-up a “La crema solare nel flusso del sangue” (15 giugno 2026) dove trattavamo il post di “Mr.Pool” con lo studio JAMA sull’assorbimento e lo studio McGill di Alli et al. Qui trattiamo un filone diverso, con un nuovo studio strumentalizzato e un volto nuovo (almeno su questo argomento): Nicolas Hulscher. […]

maicolengel butac | 24 lug 2026

A metà luglio Fratelli d’Italia aveva presentato un emendamento per consentire ai medici cancellati dall’Albo per fatti non dolosi connessi alla pandemia di fare richiesta di reintegro nella professione medica. Non si trattava di un reintegro automatico, ma di un emendamento che apriva una finestra di sessanta giorni (dal momento in cui l’emendamento fosse stato […]

maicolengel butac | 23 lug 2026

Tra le notizie più leggere che mi sono saltate agli occhi nel corso di questa settimana una mi è comparsa mentre analizzavo un profilo di cui abbiamo parlato in questo case study. Una notizia che in parte riguarda un’attrice che ho sempre apprezzato molto: Charlize Theron. Charlize Theron Riporta il gossip online che Charlize Theron […]

maicolengel butac | 17 lug 2026

Ci è stato segnalato un reel che circola su alcune piattaforme social. A noi l’avete segnalato su Facebook, dove viene condiviso con questo testo, che riporta più o meno tutto quanto viene detto nel video: Negli ultimi 90 giorni è successo di tutto. Anni di Papillomi, lipomi e cisti, ritirati in 10 giorni o 24 […]

maicolengel butac | 15 lug 2026