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Dopo molto tempo si ritorna a parlare di Ebola. E finalmente non si tratta più di sbufalare allarmi messi in giro da xenofobi ignoranti, ma di dare due buone notizie!

Iniziamo subito con quello di cui tutti i giornali hanno parlato negli ultimi giorni. Il vaccino per Ebola è pronto. Ok non è proprio così, ma siamo a buon punto. Nello specifico il vaccino VSV-EBOV ha ottenuto ottimi risultati dai primi test effettuati sull’uomo in Guinea, dimostrando di riuscire a prevenire e contenere i contagi, una volta vaccinate le persone che sono entrate in contatto con persone affette dal virus Ebola. Prima dell’immissione in commercio e dell’utilizzo massivo sono comunque ancora necessari studi di sicurezza (come avviene per tutti i farmaci e vaccini) e se questi daranno esito positivo la prossima epidemia di Ebola potrebbe essere molto diversa da quella dell’anno scorso.

Voglio spendere qualche riga per rispondere indirettamente a tutti coloro che puntualmente commentano: “Il vaccino esce solo quando c’è l’epidemia! Prima creano il mercato e poi trovano la cura!!”.

Ecco, il vaccino è allo studio dal 2005 e solo dopo molti anni di studi sul modello animale si è deciso, anche per la gravità dell’epidemia che era in atto, di accellerare le fasi di immissione in commercio. Questa decisione è stata presa inoltre basandosi sui dati che hanno dimostrato una estrema efficacia e sicurezza nel modello animale e che sono stati i presupposti per arrivare alla sperimentazione nell’uomo.

Un altro punto interessante è il fatto che lo studio sia stato finanziato interamente dal ministero della salute canadese, per il semplice motivo che le aziende private non hanno mai avuto l’interesse economico nello sviluppare un vaccino contro Ebola. Infatti la ricerca necessaria per lo sviluppo di un vaccino in questo ambito è estremamente complessa e il numero di malati non risulta sufficientemente alto per averne un buon ritorno economico. Molto triste, ma per fortuna la ricerca in medicina non è condotta solo da privati, ma anche dal pubblico. E quindi possiamo dire tranquillamente:

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Lasciandoci alle spalle queste inezie da complottari, perchè il vaccino è una piccola chicca di rara bellezza. Si tratta di un virus della stomatite vescicolare (nome brutto, ma simpatico) modificato geneticamente per esprimere sulla propria superficie le glicoproteine proprie del virus Ebola. In questo modo si permette al corpo di sviluppare le difese contro il vero virus Ebola, senza il fastidio di rischiare di morire, semplicemente presentando al corpo l’identikit dell’aggressore. Nei prossimi mesi sapremo di più, ma al momento possiamo veramente sperare di aver trovato un’arma formidabile contro il virus Ebola.

La seconda bella notizia riguarda l’epidemia di per se. Perchè nonostante nessuno ne’ parli, va ancora avanti. Ma guardando i dati dell’ultimo report del WHO (al momento in cui scrivo), datato 29 luglio 2015, si può pensare che le cose stiano andando per il verso giusto.

I paesi ancora interessati dall’epidemia sono Guinea, Liberia e Sierra Leone, ma il numero di nuovi casi si è molto ridotto. Negli ultimi 21 giorni si sono segnalati 62 nuovi casi di Ebola (contro i quasi 1000 del picco dell’epidemia) di cui solo 3 in Liberia. Gli altri casi si distribuiscono tra Sierra Leone e Guinea con una concentrazione prevalente in due regioni specifiche.

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Ovviamente non possiamo ancora affermare che l’epidemia sia finita, in quanto sono ancora molti i casi in convalescenza e ancora di più le persone che sono state esposte a contagio. Ricordo infatti che per sviluppare la sintomatologia dell’infezione sono necessari in media 21 giorni. Quindi è ovvio che avremo ancora casi nelle prossime settimane, ma se non si abbasserà il livello di guardia raggiunto allora sarà possibile circoscrivere sempre più le zone infette. Per poter decretare che un paese è libero dall’infezione devono passare 42 giorni senza una segnalazione di caso infetto, probabilmente il prossimo paese che sarà decretato Ebola Free sarà la Liberia.

E tutto questo è stato possibile grazie agli sforzi e all’intervento del WHO e di moltissime agenzie ONG, tra cui Emergency. La prossima volta che sentite qualcuno parlare di quanto il mondo della medicina sia in mano agli interessi di Big Pharma, ricordategli che esiste anche un lato buono della medicina che ottiene grandi risultati.

A presto,

PA