Mio figlio lavora da ALDI
No, signora, probabilmente sia lei che "suo figlio" non sono altro che creazioni generate da un algoritmo in una puzzolente stanzina dispersa da qualche parte...

No, signora, suo figlio è un parto della mente di qualche “astuto” truffatore probabilmente residente dall’altra parte del mondo. Anzi, a voler esser onesti probabilmente sia lei che “suo figlio” non sono altro che creazioni generate da un algoritmo in una puzzolente stanzina dispersa da qualche parte dove qualcuno – sottopagato e disperato – è costretto a pubblicare contentuti sui social 24 ore al giorno per cercare di truffare più gente possibile.
Scusate quest’inizio un po’ diverso dal solito, ma di questi “annunci sponsorizzati” sui social davvero non ne posso più. Basterebbe pochissimo perché le piattaforme smettessero di dare questo spazio ai truffatori ma, come abbiamo già evidenziato più volte, è evidente che non c’è alcuna voglia nel limitarle. Portano denari, e per loro poco conta che spesso le potenziali vittime siano disperati alla ricerca di un modo per risparmiare due soldini.
L’annuncio di oggi è simile a mille altri che abbiamo visto, e recita:
Mio figlio lavora da Aldi e mi ha parlato di qualcosa che quasi nessuno conosce. A dire la verità, all’inizio pensavo stesse scherzando. Se hai più di 40 anni, puoi ottenere una box di carne da Aldi a soli 2,95 €. Sembra assurdo, ma ha funzionato davvero. Stanno smaltendo le scorte in eccesso e, invece di buttarle via, le stanno praticamente regalando. Io ho solo compilato un breve modulo ho lasciato il link nei commenti nel caso possa essere utile a qualcuno. Ho fatto l’iscrizione per mio marito (ha 59 anni e adora una buona bistecca) e quando la box è arrivata, l’ha aperta come se fosse il suo compleanno. Tutto sembrava fresco, ben confezionato e, onestamente, c’era più roba di quanto ci aspettassimo. Compilare il modulo mi ha preso circa un minuto. Se hai più di 40 anni, vale davvero la pena provarci nel peggiore dei casi perdi un minuto, nel migliore ottieni un’ottima box di carne quasi gratis.
Una box di carne quasi gratis. Segreta. Riservata agli over 40. Ma per favore.
La pagina che lancia il post sponsorizzato – un falso profilo personale per rendere il post più credibile – è stata aperta il 19 gennaio 2026, e in meno di 48 ore ha lanciato 18 post sponsorizzati. Diciotto. Diciotto occasioni in cui Meta ha incassato denaro senza battere ciglio a fronte di diciotto esche create apposta per truffare il pubblico di Facebook.
Il testo è sempre lo stesso, cambiano solo le immagini.
Il meccanismo della truffa è invariato: un link che rimanda a un finto sito ALDI, qualche domanda finta, due pulsanti da cliccare e infine la richiesta del numero di carta di credito per pagare il piccolo contributo per la spedizione. Inserito quel numero, ci siamo fregati da soli.
Da un po’ Meta ha introdotto la sezione Trasparenza della pagina, che in teoria dovrebbe servire a mostrare chi c’è dietro un’inserzione: chi la crea, chi ne beneficia, da dove proviene. In pratica è spesso solo fumo negli occhi.
Nel caso specifico, entrando nei dettagli dell’inserzione, come autore compare esclusivamente il nome del finto profilo personale, Francesca Esposito, e una fantomatica HR agancy (scritto proprio così) come inserzionista.

Ridicolo, tanto valeva scriverci Pinco Pallino, o Tizio Caio e Sempronio.
Da tempo sosteniamo che andrebbe avviata un’azione legale contro Meta: se guadagni da annunci che un algoritmo potrebbe individuare e bloccare in pochi secondi, allora è giusto che tu risarcisca le vittime di quelle truffe.
Ma purtroppo non vediamo nulla muoversi in tal senso.
maicolengel at butac punto it
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