maratona

Natale siamo tutti più buoni e certe storie ci piacciono moltissimo, peccato che le cose non stiano esattamente come ci sono state raccontate:

Quotidiano Nazionale:

Maratona di Dallas, rinuncia a vincere per aiutare l’avversaria colta da malore

Ariana Luterman ha commosso tutti aiutando la collega che a 100 metri dal traguardo è crollata. Poteva vincere, ma si è fermata e l’ha aiutata a raggiungere l’arrivo, regalandole la vittoria

Huffington Post:

La maratoneta Ariana Luterman aiuta la collega Chandler Self ad arrivare al traguardo e le concede la vittoria

La vittoria era lì, a poco più di 100 metri. Ma Chandler Self non si reggeva più in piedi, a causa di un malore improvviso. Alle sue spalle, la maratoneta Ariana Luterman, studentessa di 17 anni, aveva le forze per vincere. Ma proprio non se l’è sentita.

No, no no e poi no, io capisco benissimo che sia bello raccontare una “favola di natale” ma i fatti non sono andati come raccontati da alcune testate italiane. Questo non vuole sminuire il gesto, bellissimo, ma basta guardare il video per accorgersi che c’è qualcosa che non quadra.

La ragazza bionda che aiuta la maratoneta Chandler Self non ha un pettorale, ha una maglietta blu, non stava correndo la maratona, è una studentessa di liceo che (secondo una fonte del WP) stava correndo una staffetta. Ha visto la Self stare male e ha deciso di aiutarla. Non ha “rinunciato alla vittoria”, ha aiutato qualcuno che la desiderava intensamente a realizzare quel sogno. Resta una bella immagine. Senza bisogno di sensazionalizzarla ulteriormente. Non trovate anche voi?

Nelle mie ricerche ho anche trovato, per ora solo su siti americani, qualche lamentela sul perché la Self abbia spintonato via la povera studentessa proprio nel momento di tagliare il traguardo, ma il succo è semplice: esiste una regola che prevede che l’atleta passi il traguardo non aiutato o sorretto da qualcun altro, ma solo. O perlomeno questo è quanto riporta un giornalista NBC, Tim Ciesco :

For what it’s worth, Chandler was very appreciative when we spoke to her. She said the reason she was initially reluctant to let Ariana help her was because there’s a rule (and she’s correct) that you have to cross the finish line on your own.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

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