Limoni amalfitani Vs limoni extracomunitari

Una foto che circola sui social con una narrazione falsa, che prospetta rischi inesistenti e ignora quelli reali

SP 4 Mar 2024
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Da inizio febbraio sta circolando su alcuni social network un post che suggerisce che i limoni della costiera amalfitana siano lasciati a marcire sotto le piante poiché non si vendono, a causa della concorrenza sul mercato di prodotti provenienti dall’estero. Ma è davvero così? Vediamolo insieme.

Partiamo innanzitutto dal post in questione, che gira già dal luglio scorso su alcune pagine e che mostra una foto con tantissimi limoni a terra, alcuni anche in condizioni di marcescenza, con a corredo la scritta:

I LIMONI DELLA COSTIERA AMALFITANA MARCISCONO PER TERRA, MENTRE I CONSUMATORI ACQUISTANO NEI SUPERMERCATI UN PRODOTTO DI BASSA QUALITA’ CHE ARRIVA DALL’ESTERO. E PENSARE CHE C’E’ ANCHE UN ALLARME PREZZI!!!!

Lo stesso post, coniugato in maniera diversa, è stato pubblicato il 7 febbraio dall’account Mauro de Mauro con parole simili, ripreso poi da altri:

Li vedete…? Lì per terra, sono i pregiatissimi limoni della costiera amalfitana. Fanno la stessa fine di quelli SICILIANI, altrettanto pregiati, perché sul nostro mercato interno vengono sostituiti da un prodotto di scarsissima qualità, pieno di pesticidi, proveniente dai paesi EXTRACOMUNITARI, imposto dalla Unione Europea per mantenere gli accordi presi con le grandi e potenti lobby della globalizzazione … SOSTENIAMO GLI AGRICOLTORI CHE DIFENDONO QUESTI NOSTRI MERAVIGLIOSI PRODOTTI E, INSIEME AD ESSI, ANCHE LA NOSTRA ECONOMIA E PREZIOSA CULTURA ALIMENTARE …

Lo scenario in realtà non è quello descritto dai post del luglio scorso, come spiegato da alcuni siti di informazione come SalernoToday:

La limonicoltura stava subendo enormi danni sì, ma a causa del caldo torrido di quei giorni, come testimoniato dal presidente provinciale di Confagricoltura Antonio Costantino: “Per effetto delle condizioni meteo i limoni sono caduti a terra e i grossisti non li ritirano perché non c’è vendita. Attualmente, se va bene, li pagano a 60-70 centesimi al chilogrammo e i produttori non riescono a coprire neppure le spese. Nei terrazzamenti i limoni non vengono neanche più raccolti per la vendita e si stanno addirittura utilizzando i rastrelli per pulire il suolo dai frutti caduti e destinati al macero”. Lo stesso Costantino aggiunge come la stagione della raccolta fosse iniziata già male.

E ora? Anche attualmente la stagione di raccolta dei limoni è messa a dura prova dall’ondata di caldo anomalo che abbiamo visto questo gennaio, la quale sta mandando letteralmente in tilt la natura anticipando le fioriture di oltre un mese e preoccupando non poco gli agricoltori locali, dato che verosimilmente i raccolti dei prossimi mesi potrebbero subire anomale ondate di freddo e gelo, con tutte le ricadute reali anche sull’economia, compromettendo anche la raccolta dei limoni, un settore che sta fortemente risentendo di tutte le problematiche relative agli sconvolgimenti del clima. Eppure c’è chi, invece che cercare di sensibilizzare su questo gravissimo problema – che non riguarda solo i limoni ma interi ecosistemi – lo strumentalizza per aizzare la rabbia della popolazione verso rischi inesistenti e portare acqua al proprio mulino.

I limoni della costiera amalfitana sono minacciati dal cambiamento climatico, non dai limoni extracomunitari, anzi EXTRACOMUNITARI, mi si conceda.

Dormite sereni.

SP

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