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La fotografia è un grandissimo strumento di comunicazione. Il detto “una foto vale più di mille parole” non è tanto sbagliato. Per esempio, uno può scrivere il migliore articolo del mondo, ma una foto che veicola lo stesso messaggio sarà -certamente- più efficace. Perché la fotografia abbatte la barriera linguistica dello scritto. Certe foto, forti della loro comunicazione multi-culturale, possono essere considerate iconiche. Immagini che rimangono impresse indefinitamente nella memoria. Come V-J Day in Times Square, o Ragazza Afgana di McCurry. E molti considerano iconica la foto sottostante.

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La foto ritrae Marie Curie, l’arcinota scienziata d’origine polacca vincitrice di due premi Nobel: il primo in Fisica nel 1903, il secondo in Chimica nel 1911. La posa è significativa: gli strumenti, lo sguardo di Curie, tutto indica il suo incredibile genio. Una foto del genere è difficile che non venga usata in giro per il mondo. Infatti, molti stati l’hanno usata per tantissimi scopi differenti. Per esempio, in Zambia è stata stampata su una serie di francobolli.

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Insomma, questa è l’immagine che rappresenta Marie Curie nell’immaginario comune. Ma, se vi dicessi che questa foto è stata scattata nel 2011, 67 anni dopo la sua morte?

Esatto, la foto è un falso. Non ritrae Marie Curie, ma Susan Marie Frontczak, attrice che da anni interpreta il ruolo della famosa scienziata. Di certo, bisogna lodare l’impegno che c’è dietro quest’immagine. Dire che è convincente è dir poco, sembra veramente una foto scattata ad inizio ‘900. Soprattutto se la confrontiamo con quest’altra immagine, vera, scattata nel 1912.

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Incredibile, vero? Ora, non sono qui per condannare questa immagine. La Frontczak non l’ha mai spacciata come foto vera. La colpa ricade su chi l’ha confusa per un documento di 100 anni fa. E, per questo, la foto è un chiaro esempio di come bisogna essere cauti nel condividere immagini su internet.

Chi segue il nostro umile blog sa bene che il 90% delle bufale che trattiamo riguardano uno stereotipo classico: “Incredibile immagine! Prova definitiva dell’esistenza di xyz!”. Nella maggior parte dei casi, sono solo dei semplici fotoritocchi fatti male, sgamabili in 3 secondi. In alcuni casi, invece, l’opera di foto ritocco è molto più curata, e solo un occhio attento se ne può accorgere.

Ovviamente, non pretendo che voi tutti diventiate degli esperti di Photoshop da un giorno all’altro. Come soluzione pro tempore, vi consiglio di essere scettici. Se qualcuno vi mostra una foto dicendo “questa è una prova assoluta”, dubitatela. Fate una ricerca con Google, confrontate i dati e giungete alle vostre conclusioni. Non abboccate subito senza mettere in discussione niente. E, nel caso, controllate anche qui su Butac. Magari l’abbiamo già sbufalata mesi fa, così vi risparmiamo la fatica di cercare!

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