Omeopatia e metodo scientifico

maicolengel butac 12 Giu 2019
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Il 10 settembre 2018 su Scientific Reports è stato pubblicato un articolo che ha avuto grande eco nel nostro paese. Tanti siti online, per mezzo di comunicati stampa di vario tenore avevano riportato la notizia, ad esempio su Quotidiano Sanità la cosa veniva presentata con una “lettera al direttore” intitolata:

Quando l’Omeopatia “non” fa notizia. Il caso di Nature

Scritta da M. Luisa Agneni, Pneumologa specialista ambulatoriale e Omeopata dell’Associazione LUIMO. Nella lettera pubblicata senza alcun commento da parte di Quotidiano Sanità si diceva:

… l’omeopatia è efficace nel dolore neuropatico dei ratti. Fa riflettere che un articolo così importante a favore dell’efficacia dell’Omeopatia pubblicato su Nature una settimana fa a tutt’oggi sia stato sottaciuto e non abbia avuto una immediata eco sui media del nostro paese come avrebbe meritato ,mentre le recenti amplificazioni, a sostegno di qualche lavoro contrario e per di più anche sub judice per correttezza metodologica, hanno avuto uno spazio mediatico eccezionale.

Le accuse erano chiare, perché non si parla dell’omeopatia quando uno studio ne certifica l’efficacia? A ottobre 2018 su BUTAC vi rimandavo a due articoli scritti da Enrico Bucci e Pellegrino Conte, articoli in cui veniva spiegato chiaramente perché quello studio non dovesse avere particolare eco mediatica. A fondo dello stesso studio l’editore riportava:

Editors’ Note: Readers are alerted that the conclusions of this paper are subject to criticisms that are being considered by the editors. Appropriate editorial action will be taken once this matter is resolved.

Nei commenti venivano avanzate le stesse critiche fatte da Bucci e Conte, critiche che non sono rimaste inascoltate.

Studio ritirato

Siamo a giugno 2019. Scientific Reports dopo le dovute verifiche (forse un po’ troppo lunghe, direi io) ha ritirato lo studio. Peccato, peccato perché in questi 9 mesi sono tanti i siti pro-omeopatia che hanno continuato a sostenere la validità dello stesso e a insistere sull’efficacia dell’acqua e zucchero.

Quanti di questi siti oggi riporteranno la notizia dello studio ritirato? Quanti faranno ammenda? E quanti invece sosterranno che si tratta di un complotto: lo studio era corretto ma le case farmaceutiche pur di non farvelo sapere hanno fatto pressioni perché venisse ritrattato? No, non sono pazzo, so bene che c’è uno zoccolo duro di sostenitori dell’omeopatia che si convincerà del complotto. D’altronde sono gli stessi che magari condividono le pubblicità per i cappellini da 50 euro per proteggerci dal 5G, o il fatto che il glifosato faccia venire la celiachia.

Non posso che far mie le conclusioni riportate dallo stesso Prof.Bucci sul blog Cattivi Scienziati:

Come intendono rimediare gli omeopati, con le loro società che pubblicizzano articoli senza nemmeno valutarne i contenuti? Daranno conto della ciarlataneria degli autori, chiederanno venia per l’abbaglio in cui sono incorsi? E cosa diranno ora Repubblica e quei media che hanno riportato trionfalmente il parere degli omeopati su un articolo che supportava l’omeopatia, in nome del fatto che sia sempre necessario presentare “l’altra campana” ai lettori rispetto al consenso della comunità scientifica, senza farsi troppe domande? Chi ripagherà poi il tempo e gli sforzi di 6 professori (pagati anche con denaro pubblico) e del comitato editoriale della rivista e chi compenserà tutto il tempo che ci è voluto per eliminare una singola corbelleria dalla letteratura scientifica?

Non credo sia necessario aggiungere altro.
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