Sul blog di Gioia Locati nei giorni scorsi è apparso un articolo dal titolo:

“L’Omeopatia non funziona” ma lo studio era artefatto

L’articolo parte dalla revisione del famoso studio australiano che ha sancito l’inefficacia dell’omeopatia qualche anno fa. Nell’articolo di Locati, come in tutti gli altri che ho visto circolare sul tema, si sostiene che sia stata fatta una revisione da parte di Anne Kelso, CEO del Servizio Sanitario Nazionale australiano, dello studio del 2015. Revisione che avrebbe dimostrato errori nello stesso.

Ma è davvero così? Locati non linka questa revisione, ma l’articolo dell’Istituto di Ricerca sull’Omeopatia australiano. Così ce la racconta Locati:

Avevano concluso che “non vi sono prove affidabili dell’efficacia dell’omeopatia”. E poi aggiunto che “l’omeopatia non potrebbe funzionare per nessuna malattia”. Ma si trattò di un lavoro mal condotto.
Così ha stabilito una revisione del The Australian report pubblicata nell’agosto scorso. Il report uscì in Australia nel 2015, in Italia se ne parlò due anni dopo con grande risonanza mediatica…
…Invece, la revisione condotta da Anne Kelso, Ceo dello stesso NHMRC, ha messo in luce “gravi errori procedurali” nella conduzione del lavoro. Non solo, anche l’omissione di una pubblicazione analoga, eseguita con tutti i crismi e con risultati molto diversi”. Infine, un pesante conflitto di interessi, non dichiarato, del responsabile del comitato del NHMRC che condusse il report.

Un po’ mi viene da storcere il naso, la fonte di quanto riportato dovrebbe essere il comunicato di Anne Kelso, mentre invece Locati linka un sito australiano dedicato all’omeopatia, perché non linkare direttamente lei? Nel sito linkato dal blog de Il Giornale riportano:

on 26 August 2019 NHMRC CEO Prof Anne Kelso provided the following clarification on the findings of the 2015 Homeopathy Review:
“Contrary to some claims, the review did not conclude that homeopathy was ineffective.”

L’idea che il lettore si fa è che Anne Kelso, con quella frase virgolettata, abbia in qualche maniera ammesso l’efficacia dell’omeopatia.

Vado a vedere il comunicato originale per capirci qualcosa di più. Partiamo dall’inizio, che in realtà è anche la fine. La conclusione del comunicato, infatti, riporta veramente quella frase, solo che è seguita da quest’altra:

Rather, it stated that “based on the assessment of the evidence of effectiveness of homeopathy, NHMRC cocnludes that there are no health conditions for wich there is reliable evidence that homeopathy is effective”

Che tradotto significa:

Contrariamente ad alcune affermazioni, il riesame non ha concluso che l’omeopatia era inefficace, Piuttosto ha affermato che “sulla base della valutazione delle prove dell’efficacia dell’omeopatia, l’NHMRC rivela che non esistono condizioni di salute per le quali vi siano prove affidabili che l’omeopatia sia efficace “

Si tratta di una questione lessicale: lo studio del 2015 non può affermare che l’omeopatia sia inefficace, ma solo che non è efficace per nessuna delle condizioni di salute per cui è stata valutata.

Ma i signori dietro al portale australiano sull’omeopatia inquinano le acque un altro po’. Perché nel loro testo subito dopo l’omissione affermano che

…in August 2019 NHMRC finally released the draft 2012 report in which the author concluded that there is “encouraging evidence for the effectiveness of homeopathy” in five medical conditions.

Sostenendo come riportava Locati che nello studio del 2015 ci fossero “gravi errori procedurali”. Ma la loro frase va letta con attenzione. Lo studio del 2012 non dimostra affatto che l’omeopatia sia efficace, ma, secondo lo studio stesso, arriva ad affermare che ci sono “prove incoraggianti” che possa essere efficace. Che è diverso dal dire che ci sono prove certe.

E difatti, nel suo comunicato, che accompagnava la pubblicazione della bozza del 2012, Anne Kelso spiega che:

Va sottolineato che si tratta di un lavoro incompleto che non è un rapporto approvato dal NHMRC, pertanto il suo contenuto deve essere letto in questo contesto. Le consuete pratiche di controllo qualità della NHMRC erano non applicate a questo documento. Queste pratiche (che includono revisione metodologica, revisione di esperti, la consultazione pubblica e l’approvazione da parte del comitato di esperti e del Consiglio del NHMRC) possono spesso comportare modifiche significative alle bozze iniziali.

Quindi per fare chiarezza: in Australia è stato pubblicato nel 2015 uno studio che spiegava che non esistono ad oggi condizioni mediche per cui è dimostrato che l’omeopatia abbia efficacia. Lo studio del 2015 rispetta tutti i criteri richiesti per essere considerato una pubblicazione scientificamente attendibile. Nel 2012 un precedente lavoro era stato commissionato senza che sia mai stato portato a termine. Siccome l’omeopatica australiana si è risentita di questa mancanza, la CEO del Servizio Sanitario Nazionale ha scelto di pubblicare quello studio spiegando però che, a differenza dell’altro, non rispetta i criteri richiesti perché sia ritenuto scientificamente corretto da parte del loro Servizio Sanitario.

È lo studio che sostiene l’omeopatia a presentare errori procedurali e ad essere incompleto, non quello del 2015, bensì quello del 2012.

Chi segue BUTAC sa che non amiamo l’omeopatia. Ne abbiamo parlato in lungo e in largo da quando abbiamo aperto il blog. Purtroppo la lobby pro-omeopatia è decisamente forte e occupa posizioni di rilievo in giro per il mondo. In Italia ad esempio sappiamo che all’interno del consiglio dell’Ordine nazionale dei Biologi ci sono svariati soggetti che sono a favore dell’omeopatia offerta dal Servizio Sanitario Nazionale. La lobby italiana è decisamente agguerrita, e prende le difese dell’omeopatia da anni, anche contro ogni parere scientifico. Nella squadra di governo (che ha subito una grossa variazione ma continua ad avere una deriva antiscientifica) esiste una grossa frangia di amici dell’omeopatia. Basta vedere eventi come questo:

Lunedì 28 ottobre su iniziativa della Senatrice Virginia La Mura: L’omeopatia quale prospettiva di crescita per il SSN – Il punto di vista medico e politico – ore 15:30 Senato della Repubblica Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro Piazza Capranica 72, Roma

Viviamo in un Paese dove la libertà d’espressione è sancita dalla Costituzione (art. 21, per chi se lo fosse dimenticato), pertanto va benissimo che dei cittadini si ritrovino a parlare di omeopatia. Il problema, a mio avviso, sorge quando lo fanno ricoprendo ruoli istituzionali. Sia chiaro, non sto dicendo che non possano parlare di omeopatia, ma, che vada rispettato un bilancio nelle esposizioni sul tema. Quando invece vedo tanti soggetti a favore e nessuno critico. Essendo una pratica per cui è obbligatorio essere laureati in Medicina e essere iscritti a un Ordine dei Medici, vorrei che fosse presente un rappresentante della stessa Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO), uno titolato a parlare dell’argomento che possa in qualche maniera dare il parere super partes sulla questione. Altrimenti il convegno diventa solo un immenso spot per gli omeopati, senza che però sia stata data la parola alla comunità medica italiana.

Nel poster (che è solo una bozza) appare anche il nome del viceministro della Salute che ha però subito tirato i remi in barca discostandosi dalla querelle, come riporta Askanews:

Non ho mai aderito al convegno sull’omeopatia che sta organizzando la senatrice Virginia La Mura. Purtroppo sta girando una locandina provvisoria che prevedeva erroneamente la mia partecipazione. Diffido chiunque a continuare a divulgare notizie false sulla mia partecipazione a questo evento.

Lascio a voi qualsiasi commento.

maicolengel at butac punto it

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