Qualità della vita

Ritengo che sia doveroso fare un minimo di chiarezza su una notizia uscita da poco. La Stampa titola:

Sorpresa: l’Italia è fuori dalla top 20 per la qualità della vita

E la cosa onestamente non mi sorprende più di tanto. Non sono stati anni facili per il nostro Paese, anzi, tra crisi economiche e politiche è già qualcosa essere dentro i primi 20 nella classifica generale.

Quello che però mi sorprende è che La Stampa non racconti quello che salta subito agli occhi guardando le classifiche, non solo quella che prende come criterio principale la qualità della vita. L’Italia nel 2017 era al sedicesimo posto generico tra i Paesi migliori del mondo, nel 2018 siamo al quindicesimo.

Quindi siamo migliorati. Perché invece quel titolone sembra sostenere il contrario?

La percezione è tutto

Se io presento dei risultati (che non sono positivi, sia chiaro) con quel titolo, il lettore che leggerà l’articolo si convincerà che le cose vanno peggio. Nell’articolo de La Stampa da nessuna parte è riportato che nel totale abbiamo fatto meglio che nel 2017.

Questo è a mio avviso sbagliato. A meno che il giornalista de La Stampa non avesse proprio quell’idea in testa: farci risultare peggio di quello che siamo. L’altra cosa che non viene mai spiegata: la classifica è già composta da quelli che sono ritenuti i migliori 80 paesi al mondo. Un posizionamento nei primi 15 non è proprio da buttare via. Ma c’è un’altra…

…Sorpresa…

Una ricerca su web.archive.org mi permette di scoprire che eravamo già al 22° posto come qualità della vita anche nel 2017: secondo la classifica USnews (che oltretutto qualcuno dovrebbe raccontarmi che livello di autorevolezza abbia) l’Italia nel 2017 era nella stessa identica posizione.

Nel 2016 invece eravamo al 18° posto, nulla di così eclatante.

Purtroppo è impossibile trovare la classifica del 2015 su webarchive, e il PDF che riassume i dati riporta solo le prime 10, e non siamo tra quelle. In compenso eravamo al secondo come Happy Shop, ovvero i Paesi dove si è più felici in relazione alla produttività.

Prima del 2015 non trovo traccia della stessa classifica.

Certo siamo tutti tristi di non essere nei primi 20 come qualità della vita. Ma spiegare che avevamo perso tre posizioni come miglior Paese nel 2017 per colpa della crisi di governo, e che ora ne abbiamo riguadagnata una, sarebbe informare il lettore in maniera completa. Come anche evitare quel “sorpresa” nel titolo. L’effetto è quello di dipingerci solo come un Paese che va male, e così facendo far percepire al lettore una realtà diversa da come è. Sia chiaro…

Non va bene

…il fatto che siamo al 45° posto tra i Paesi migliori per aprire una nuova attività è importante, va evidenziato, ma l’anno scorso le cose non andavano molto meglio, eravamo al 42° posto.

Ma se nel 2016 eravamo al 13° posto nella classifica generale dei Paesi migliori, nel 2017 al 16° e oggi siamo al 15°, onestamente da razionale ritengo che mettere in evidenza questo piccolo miglioramento sarebbe corretto. E invece a due mesi dalle elezioni i giornali ritengono che sia più sensato porre l’accento sulle cose negative, non su quelle positive e nemmeno, più semplicemente, su tutti i fatti.

Non vi dà un po’ da pensare?

Se volete approfondire potete leggere anche il rapporto OECD sull’Italia rilasciato l’anno scorso, vi accorgerete che anche lì a qualità della vita non andavamo proprio benissimo.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it