I soldati nordcoreani in Ucraina

Post con affermazioni senza alcuna fonte circolano sui social: quando smetteremo di prenderli per oro colato e cominceremo a usare regolarmente il nostro spirito critico?

maicolengel butac 30 Dic 2024
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Ci avete segnalato un post che circola su Facebook, un post come tanti altri che abbiamo visto circolare, specie su Telegram, un post che racconta una specifica storia. La mail che ci è arrivata tra le segnalazioni recita:

Mente la stampa o chi ha postato?

E a seguire il post segnalato:

La foto che mostrerebbe la cattura di un nordcoreano da parte delle forze ucraine è FALSA è una Fake che Open non smascherera.
La foto è del 2022 e il prigioniero faceva parte della minoranza etnica russa, non è morto “oggi” ma due anni fa mentre era in mano ucraina
‼️Per chi non lo avesse capito, questa buffonata dei soldati nord coreani pompata da settimane dai media servi di regime, è stata utilizzata per giustificare i missili guidati dall’occidente sul territorio russo, ed è propedeutica a giustificare la sconfitta della NATO nel conflitto ucraino.

Prove a sostegno di quanto viene raccontato? Nessuna. Eppure l’informazione viene presentata come certa, e lo stesso vediamo fare in mille altri post dello stesso profilo, tutti a difesa della Russia e di Putin. Profili come questo sono numerosi in giro per la rete, e generano confusione in chi li incontra, confusione come quella di chi ci ha inviato la segnalazione. Confusione che, grazie alle informazioni a nostra disposizione e a uno spirito critico attivo, potrebbe risolversi in pochi minuti.

Perché diciamo questo? Non perché riteniamo la stampa – specie quella italiana – al di sopra di ogni sospetto: siamo assolutamente consci che può sbagliare e usare fonti inaffidabili. Il problema è che il post che ci è stato segnalato non è accompagnato da alcuna prova a sostegno delle proprie affermazioni, sono solo parole senza fonte alcuna.

Noi non siamo in Ucraina, come non vi è l’autore del post, e nemmeno i giornalisti che hanno riportato la notizia. Dobbiamo basarci su quello che viene riportato da chi è sul posto e mostra documentazione a sostegno di quanto raccontato. Nel caso dei soldati nordcoreani la (quasi) certezza che stiano operando a fianco dell’esercito russo viene da immagini e racconti come questo (tradotto dall’ucraino):

«Saldatori e copritetti» dalla Corea del Nord.

La Russia sta cercando di nascondere la presenza di militari nordcoreani, fornendo loro documenti falsi.

Secondo dati decrittati, i veri nomi dei soldati nordcoreani eliminati sono Ban Guk Jin, Li Dae Hyuk e Cho Chul Ho. Tuttavia, nei documenti russi risultano come Kim Kang Solat Albertovich, Dongnk Jan Suropovich e Belek Aganak Kap-Oolovich.

Le forze speciali continuano a eliminare il nemico, tra cui altri tre militari nordcoreani nella regione di Kursk, entrando in possesso dei loro documenti.

In questi documenti militari mancano timbri ufficiali e fotografie, i patronimici sono adattati in stile russo, e il luogo di nascita è indicato come Repubblica di Tuva, la terra natale del criminale di guerra Shoigu.

Ma il dettaglio più interessante sono le firme dei possessori, realizzate in coreano, a conferma della reale origine di questi soldati.

Questo episodio dimostra ancora una volta che la Russia ricorre a qualsiasi metodo per nascondere le proprie perdite sul campo di battaglia e celare la presenza di stranieri.

Le forze speciali continuano a monitorare ed eliminare i reparti di mercenari, vanificando i piani del nemico.

Questo post viene diffuso dai canali ufficiali delle forze armate ucraine, accompagnato da specifiche immagini:

Immagini che confermerebbero quanto raccontato appunto dalle forze speciali ucraine. Le tre foto difatti mostrano quelli che sono Военный билет, libretti militari russi, e come dichiarato ci sono alcuni elementi interessanti da notare:

  • le firme sembrano scritte in alfabeto coreano (hangul)
  • mancano completamente di timbri e fotografie

Il post delle forze armate mostra anche immagini coi cadaveri dei tre soldati a cui si fa riferimento, ma abbiamo preferito evitare di mostrarvele qui su BUTAC. Onestamente speravo di finire l’anno cercando il più possibile di evitare fact-checking del genere, ma le segnalazioni di episodi cruenti continuano ad arrivare.

Il profilo che ci è stato segnalato col post iniziale pubblica tra i venti e i quaranta contenuti al giorno, tutti provenienti da fonti filorusse, tra cui spicca il solito Giorgio Bianchi. Chi ha il tempo per condividere così tanti contenuti online ha chiaramente scopi ben precisi, nel caso specifico lo scopo è quello di generare dubbi che portino, tra l’altro, anche a segnalazioni come quella ricevuta.

Concludendo

Non è possibile fare veri fact checking su alcune notizie, ma è possibile riportare le fonti così che i lettori possano farsi un’idea della situazione anche quando non esistono reali certezze. Noi non abbiamo trovato alcuna prova che le foto mostrate nel post segnalato risalgano a due anni fa, in compenso abbiamo trovato fonti che spiegano perché si pensa che in Ucraina stiano combattendo soldati nordcoreani. Sta a chi sostiene che non sia vero dimostrare che tali fonti siano in errore.

maicolengel at butac punto it

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