Usare i bambini malati per guadagnare like

maicolengel butac 9 Ott 2015
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DYRK-CANCRO
Oltre 31mila condivisioni a questo giro, per una foto di un bimbo malato. Accompagnata da questo poco testo:

Lui è Luigi e ha 4 anni, sta combattendo contro il cancro e papà Gianni dice che ha sempre il sorriso.

Luigi e Gianni purtroppo non esistono, ma esistono le tante pagine che sfruttano una foto così per acchiappare nuovi fan, gente convinta che condividere una foto di un bimbo malato sui social network sia cosa buona e giusta.
Probabilmente è la stessa gente che crede che Bill Gates donerà 1 centesimo per ogni condivisione ecc ecc. Io li chiamo uTonti, ma quelli che creano la cosa per primi sono sciacalli.
Sciacalli che non hanno nessuna etica, e se ne infischiano se il bambino fosse morto, fosse un fake o qualsiasi altra cosa. Il loro pelo sullo stomaco è così tanto che nulla li tocca.
Quello nella foto è il piccolo Dyrk Burcie, morto a settembre 2012, tre anni fa. Era il figlio di un Vigile del fuoco americano e stava davvero facendo una battaglia contro il cancro. Battaglia combattuta anche con una raccolta fondi promossa dagli stessi vigili.


Sfruttare la sua immagine per tirare su fan e condivisioni è ignobile. Come ignobili sono le pagine che lo fanno. Pagine a cui di Dyrk, di voi e dei contenuti che pubblicano importa nulla. L’unica cosa importante è raggiungere un numero di like sufficienti per poter commercializzare qualcosa. Che sia la truffa sui telefoni regalati, o quella sui RayBan, che sia un mezzo per diffondere pubblicità ai follower della pagina stessa, poco conta…
Se vedete circolare la foto del povero Dyrk, vi prego chiedetene la rimozione, non credo che il suo povero papà gradirebbe ritrovasi ogni due per tre su Facebook la faccia del suo povero bimbo che ora non c’è più.
Auguro agli admin delle pagine che pubblicano questa roba un sano attacco di dissenteria, mentre sono in coda in posta, a pagare l’ennesima multa per divieto di sosta, se lo meritano.
Giusto per non dimenticare, avevamo già parlato di pagine simili più volte:

maicolengel at butac.it
 

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