161 milioni di lire, non uno di meno

Altro giro altra corsa, con la cassapanca della nonna si vince sempre...

maicolengel butac 14 Mar 2024
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Non fosse che in questo momento nel mondo ci sono svariate situazioni di guerra che ci fanno preoccupare non poco, ammetto che quando tornate a segnalarci perlopiù storie giornalistiche come quella che tratteremo oggi ci sembra che tutto sia rientrato nella normalità post pandemia.

Il 13 marzo titolava Repubblica:

Trova 161 milioni di lire nella cassapanca della nonna ma la Banca d’Italia si rifiuta di convertirli

L’articolo, come mille altri che abbiamo trattato negli anni, comincia col solito fortuito ritrovamento, per passare all’indignazione verso la cattiva Banca d’Italia che dopo oltre vent’anni dall’abbandono della lira non vuole cambiare questi denari, per concludere con il salvatore, l’associazione Giustitalia, che “difende i diritti dei consumatori”.

Sia chiaro, non solo Repubblica riporta la notizia, ma per fortuna finora solo testate locali minori le hanno dato spazio, possiamo sperare che sia anche merito di quante volte abbiamo trattato notizie di questo tipo.

Ci sarebbe da ridere, non fosse che l’articolo è apparso su una delle principali testate nazionali. Tra titoli di stato, lasciti inaspettati e denaro inspiegabilmente emerso da pareti e opere d’arte, Giustitalia sfrutta ogni escamotage per far parlare di sé.

Come già evidenziato nei precedenti articoli su Giustitalia, Agitalia e compagnia cantante, l’obiettivo primario di questi soggetti è l’attenzione mediatica, e con questo ennesimo pezzo, malgrado le nostre intenzioni, sappiamo che anche noi stiamo contribuendo a loro scopo.

Auspichiamo un intervento chiarificatore sia da parte dell’Ordine degli Avvocati che dell’Ordine dei Giornalisti, considerato che tali pseudo-notizie diffuse dai media rappresentano, di fatto, forme di pubblicità occulta a favore di un’associazione che approfitta della pigrizia editoriale per guadagnare spazio sui giornali (e non solo).

Esistono molteplici ragioni per cui la pubblicazione di tali articoli sarebbe da evitare:

  • La vicenda del passaggio dalla lira all’euro è già stata definita da un verdetto che illustra con precisione che, in assenza di una richiesta di conversione in un determinato arco temporale, ormai decennale, non vi è alcuna possibilità di modificare tali importi. Pubblicare articoli che suggeriscono il contrario incita i lettori a rivolgersi a un ente che non è in grado di assistere in tal senso.
  • Il secondo motivo risiede nel fatto che, come accennato, siamo di fronte a una pubblicità mascherata per un’associazione a scopo di lucro, che quindi, desiderando visibilità, dovrebbe investire in spazi pubblicitari ufficiali come fanno tutti gli altri.
  • Terzo, la grande maggioranza di questi articoli contiene dettagli che ne minano la credibilità – e nelle situazioni che abbiamo analizzato più da vicino in passato, si è manifestata chiaramente una completa invenzione delle notizie.

La facilità con cui numerose redazioni, persino di grandi editori, cadono ripetutamente in queste trappole può essere attribuita solo al desiderio di generare click e visualizzazioni. È un peccato, poiché in questo modo si attesta solamente la loro mancanza di affidabilità. Difatti, è improbabile che un organo di stampa che non verifica le informazioni in articoli simili sappia farlo in contesti dove i dati da analizzare sono di maggiore complessità.

Chissà…

Citando uno dei meme più condivisi nella sezione commenti del blog:

Ma mentre nel film con Bogart del 1952 questa frase rappresentava la forza del giornalismo, qui da noi la usiamo per sottolineare quanto poco possiamo fare noi lettori per migliorare le redazioni e quanto le redazioni decidano di pubblicare senza verifica alcuna.

Deprimente.

Qualcuno dirà, ma non hai sbufalato nulla, che fact-checker sei? No, non ho sbufalato nulla, perché l’abbiamo fatto così tante volte che continuare a farlo diventa noioso. Se vi fidate che questa fantomatica Giustitalia possa portarvi a convertire i milioni della nonna (ma di mestiere cosa faceva la cara vecchietta? spacciava?) rivolgetevi pure a loro, poi fateci sapere com’è andata…

maicolengel at butac punto it

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