Abbiamo una bianca da stuprare

maicolengel butac 29 Ott 2018
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C’è un meme che sta circolando e che ci avete segnalato in tanti. Fatto da Riscatto Nazionale riporta un virgolettato della mamma di Pamela Mastropietro, la ragazza uccisa lo scorso 30 gennaio a Macerata.


Ho subito cercato la frase riportata:

Io e Pamela non eravamo razziste. I razzisti sono loro, (le risorse) che non si integrano. Noi li accogliamo, sono loro che non ci accolgono. In una intercettazione come dicevano? Abbiamo una bianca da stuprare. Una bianca capito? Fanno tante manifestazioni antirazziste, ma piuttosto difendessero i nostri figli

La trovo per prima pubblicata su Il Messaggero, in un’intervista alla mamma di Pamela venerdì 26 ottobre 2018 (ps: a Il Messaggero qualcuno dovrebbe spiegare che i mesi, in italiano, vanno scritti con la lettera minuscola visto che nel loro format di articolo sono sempre riportati con la lettera maiuscola).

Il testo dell’intervista riporta:

Il Messaggero: L’immigrazione spesso fuori controllo secondo lei ha portato a questo?
Mamma Pamela: Senta, qui si parla ancora di razzismo. Io e Pamela non eravamo razziste, ma quando mai. I razzisti sono loro, gli extracomunitari, che non si integrano. Noi li accogliamo, sono loro che non ci accolgono. In una intercettazione come dicevano? Abbiamo una bianca da stuprare. Una bianca capito.
Il Messaggero: E un’altra vita è stata spezzata, un’altra famiglia è distrutta. Fuorvianti secondo lei le connotazioni politiche di questa vicenda?
Mamma Pamela: «Sì fanno tante manifestazioni antirazziste, ma piuttosto difendessero i nostri figli».

Quindi la frase riportata nel meme di Riscatto Nazionale è corretta. Se quanto riportato da Il Messaggero è testuali parole (visto che sono virgolettate) non ho ragione di metterle in dubbio. La mamma di Pamela, comprensibilmente addolorata per Desirée, fa un’accusa specifica: questa gente non si vuole integrare, basta pensare alla frase sentita in un ‘intercettazione. Ecco appunto, quella frase: Abbiamo una bianca da stuprare.

Dove è stata riportata? Quando?

Tale e quale come viene detta la trovo solo in articoli che riportano quest’intervista de Il Messaggero. Ma so di averla vista girare. La ricerca mi porta alle indagini sulla morte di Pamela, la prima testata che Google mi mette in evidenza è il Giornale, che però non riporta la frase con quei toni. Il 3 maggio 2018 questo scrivono, mettendo in evidenza anche la fonte:

“Vuoi venire a stuprare una ragazza che sta dormendo?”. Una domanda che gela il sangue. Perché quella ragazza è Pamela Mastropietro, la 18enne ammazzata e buttata sul ciglio di una strada dopo essere stata fatta a pezzi e messa in un borsone. A rivelare il contenuto choccante di quella telefonata, come riporta il Corriere della Sera, è lo stesso Lucky Awelima.

E sul Corriere si riportano esattamente le stesse cose:

«Il 30 gennaio Innocent mi telefonò chiedendomi se volevo andare a stuprare una ragazza che dormiva». A pronunciare la frase choc, intercettata dagli inquirenti nel carcere di Ancona, è Lucky Awelima mentre parla con Desmond Lucky.

La trasformazione di quella citazione avviene il 5 maggio, su una testata del gruppo Quotidiano Nazionale a quanto mi pare dall’impaginazione grafica:

La stessa citazione però appare solo in articoli che riprendono questo, senza venire mai confermata. Le altre testate nazionali sono andate con quanto riportato per primo dal Corriere. L’idea è che i giornalisti di QN abbiano scelto la linea sensazionalistica, già vista purtroppo nel caso di Pamela. Trasponendo le parole usate nell’intercettazione per renderle più d’impatto. Ed è così che poi si radicalizzano persone come la mamma di Pamela che non hanno alcuna colpa, solo quella d’aver letto giornali che titolano per vendere, non per informare.

Nessuno sta difendendo i colpevoli di queste due vite spezzate, ma non capire come manipolare i fatti possa generare mostri è grave. Evidentemente a qualcuno fa comodo che le cose vadano avanti così. Noi di BUTAC non ci stiamo, e continueremo a pretendere correttezza.

Non credo sia necessario aggiungere altro.
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