Il 16 marzo sulla pagina di tal Paolo Gellano viene pubblicato un video che sta diventando via via più virale. Nel video ci sono lui e un’altra persona che dall’aeroporto di Mosca mostrano come sia semplice comperare dell’Abidol (in realtà in inglese lo definiscono Arbidol), un farmaco di libera vendita utilizzato contro i comuni virus dell’influenza stagionale di tipo A e B.

Il video è questo:

 

 

Il signor Gellano si identifica con un biglietto aereo che riporta la data del 15 marzo.

Nel video viene proprio detto “il farmaco per il coronavirus” “contro tutti i coronavirus”. Il signor Gellano fa accuse pesanti, dando a intendere che la colpa dei morti in Italia sia perché noi non abbiamo l’Abidol. E ci saluta con “un bacione” da Mosca.

Lo spirito critico

Vorrei che tutti aveste quel filo di spirito critico che dovrebbe rendere inutile questo mio articolo. Se davvero un’azienda farmaceutica avesse un prodotto funzionante che combatte il coronavirus che causa la covid-19 la cosa non sarebbe su tutti i giornali? La stessa azienda avrebbe tutto l’interesse a pubblicizzare il farmaco su tutti i mercati mondiali. Noi non ce l’abbiamo, ma l’Abidol è appunto di libera vendita in Russia.

Perché dovrebbero nasconderlo?

Difatti è dai primi di febbraio che il nome Abidol è stato pubblicato su alcune testate, anche italiane, con sempre la stessa fonte: un medico cinese che parlava di due farmaci che venivano usati con successo in Cina. Il problema è che nello stesso articolo di Repubblica del 5 febbraio abbiamo un altro medico, sempre cinese, fare il nome di altri due farmaci. Infine c’è una citazione di Silvio Garattini che ritengo opportuno riportare:

I ricercatori cinesi stanno esaminando una serie di molecole esistenti, dagli antiretrovirali all’anti-malaria, e questa è la via logica da seguire per avere delle terapie in tempi brevi. Il fatto è che la sperimentazione sull’uomo non è proprio semplice, a meno di non farla su grandi numeri: per la maggior parte, infatti, i pazienti affetti dal nuovo coronavirus guarirebbero comunque. Dunque è complesso valutare la reale efficacia di potenziali terapie i studi su piccoli numeri di pazienti. E’ molto importante, invece, la base di conoscenze che arrivano dalla sperimentazione animale, e certo in alcuni Paesi questo tipo di sperimentazione è più snella e permette di mettere in piedi ricerche in tempo brevi.

Basta avere un po’ di pazienza e cercare per trovare la lunga lista di tutto quanto è risultato in qualche maniera promettente, o che esistono motivi per ritenere possa esserlo. All’interno della lista troviamo anche citato Abidol, in quattro casi, ma senza che ad oggi nessuno studio abbia dimostrato la sua efficacia nelle terapie.

Basterebbe cercare

Cercando l’Abidol, si risale a svariate notizie che ne mettono in dubbio l’efficacia anche nei casi delle comuni influenze che citavo a inizio articolo. Il problema è che non bisogna cercare Abidol, ma Arbidol o Umifenovir, o ancor meglio in russo Арбидол. Solo così si trovano informazioni aggiuntive su questo farmaco. Una su tutte, il Comitato dell’Accademia Russa delle Scienze mediche nel 2007 presentò un formale comunicato stampa dove l’Arbidol veniva definito: farmaco obsoleto con efficacia non dimostrata.

Esiste tanta stampa in merito, addirittura i media russi si sono lamentati del tentativo di lobbismo fatto da quello che era all’epoca il Ministro della Salute russo: si voleva favorire l’Arbidol a discapito di altri farmaci di comprovata efficacia.

Il Ministero della salute e dello sviluppo sociale della Federazione Russa sotto Tatyana Golikova,  è stato scosso uno dopo l’altro, da scandali di alto profilo che odoravano di grande corruzione. Rubano metà del budget per l’acquisto di tomografi per le regioni. Il ministero sta cominciando a fare pressioni frenetiche sul farmaco anti-influenzale Arbidol, che, secondo la maggior parte degli esperti, non aiuta affatto contro l’influenza, ma è prodotto da Pharmstandard, guidato da Viktor Kharitonin, un amico e un partner del Ministro Golikova.

Quindi abbiamo un farmaco che:

  • non è stato dimostrato funzionare con certezza sulla normale influenza,
  • non è stato approvato in nessun altra parte del mondo se non nello stesso Paese che lo produce,
  • è stato al centro di inchieste giornalistiche con pesanti accuse di lobbismo nei confronti del Ministro della Salute Golikova.

Nel frattempo il 6 marzo 2020 anche in UK arrivano le notizie su Arbidol come potenziale farmaco per prevenire e curare la CoVid-19, le vendite online nei siti dove il farmaco viene spacciato come sicura cura sono così tante che anche le testate giornalistiche britanniche ne parlano. Vi riporto le conclusioni di NewStatesMan:

I centri di trattamento delle tossicodipendenze hanno riportato enormi aumenti nei pazienti che presentano dipendenze da farmaci da prescrizione, come antidolorifici da oppioidi, che sono ampiamente venduti online in questo modo. Se l’epidemia di coronavirus metterà a dura prova i nostri servizi sanitari in un modo tale per cui le persone non possano accedere ai trattamenti per altre condizioni, potremmo vedere anche un’epidemia di automedicazione.

Concludendo

Davvero riteniamo sensato condividere il video del signor Gellano? Che prove avrebbe che quel farmaco sia davvero la cura (o prevenzione) per il Covid-19? Può essere che il video sia stato fatto in totale buona fede. Ma sicuramente non sulla base di specifiche conoscenze e studi scientifici.

maicolengel at butac punto it

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