Amazon, i resi e il New York Post

Una notizia non verificata che diffonde informazioni che possono confondere: cerchiamo di fare chiarezza

maicolengel butac 4 Gen 2024
article-post

Su alcune testate italiane nei giorni scorsi è apparsa una notizia, riportata ad esempio così da Repubblica il 28 dicembre:

Addio al “reso compulsivo”: ora restituire un acquisto non è più gratis

Fanpage, il 3 gennaio:

Stop ai resi gratuiti da Zara ad Amazon: cosa c’è di vero sulle nuove politiche di rimborso

Articoli che hanno come fonte un articolo del New York Post del 26 dicembre dal titolo:

No more free returns: 81% of retailers charge fee to send back items

Il New York Post è quel quotidiano americano che durante la pandemia spacciava bufale a tutto spiano, e che sotto all’articolo di cui sopra pubblicizza questi suoi link interni:

Il New York Post, come il Daily Mail, rientra tra quelle testate tabloid che non vanno prese come fonte nemmeno per sbaglio, può essere che qualche volta diano anche informazioni corrette, ma di base sono note per essere testate interessate solo ed unicamente a sensazionalismo e clickbait; se sei un giornalista e utilizzi il NYP o il DM come fonte per i tuoi articoli c’è qualcosa che non va.

Vediamo i fatti. Amazon ha delle regole specifiche che prevedono già dei costi di reso in casi specifici. Perché non ne vedo cenno negli articoli che circolano? Perché quasi nessuno ha fatto delle verifiche: si è semplicemente preso quanto scrive un tabloid di scarso livello e lo si è riportato tale e quale. Queste alcune delle regole di Amazon che già da qualche anno prevedono dei costi:

Reso tramite ritiro a domicilio

Se restituisci il tuo pacco utilizzando il servizio di ritiro a domicilio, non dovrai sostenere alcuna spesa aggiuntiva al momento della consegna del pacco al corriere.

Se la restituzione avviene per un tuo ripensamento in merito all’acquisto e tua decisione di avvalerti delle facoltà previste dalla politica resi di Amazon, ti verranno detratte dal rimborso totale dell’articolo le spese di restituzione pari a EUR 4,99. Nel caso in cui l’articolo venga restituito ai sensi della garanzia legale di conformità, non ti verrà addebitato alcun costo per l’utilizzo dell’etichetta prepagata.

Reso di un prodotto voluminoso tramite ritiro a domicilio

Se restituisci il tuo pacco utilizzando il servizio di ritiro a domicilio di prodotti voluminosi, non dovrai sostenere alcuna spesa aggiuntiva al momento della consegna del pacco al corriere.

Se la restituzione avviene per un tuo ripensamento in merito all’acquisto e tua decisione di avvalerti delle facoltà previste dalla politica resi di Amazon, ti verranno detratte dal rimborso totale dell’articolo le spese di restituzione pari a EUR 50,00. Nel caso in cui l’articolo venga restituito ai sensi della garanzia legale di conformità, non ti verrà addebitato alcun costo per l’utilizzo dell’etichetta prepagata.

Ma sulla maggior parte degli articoli venduti da Amazon stessa offre:

resi gratuiti per la maggior parte degli articoli consegnati a un indirizzo situato in Italia, San Marino, Città del Vaticano, Livigno, Campione d’Italia e Svizzera. Cerca “Resi gratuiti” accanto al prezzo per confermare che l’articolo si qualifica per i resi gratuiti.

Nessuna di queste clausole è cambiata. Dare a intendere che succederà sulla base di un tabloid abituato a clickbait e sensazionalismo non è giornalismo ma solo un abbassarsi allo stesso livello di una testata che ha l’abitudine di fregarsene delle verifiche. Sia chiaro, nessuno di noi è sorpreso che alcune testate italiane si comportino così, ma crediamo che i lettori abbiano diritto a qualcosa di meglio.

La cosa che fa tristezza è notare la totale mancanza di verifiche, cita ad esempio Fanpage:

In Gran Bretagna è stata Zara la prima a voler dire basta al reso gratuito e da un anno a questa parte addebita 1,95 sterline (2,2 euro) a coloro che restituiscono un capo online, attraverso i punti di consegna gestiti da terzi; rimane gratuito, invece, il reso direttamente in negozio.

Vero, ma che sia stata la Gran Bretagna la prima importa poco, Zara in Italia da tempo prevede il reso gratuito solo se consegnato in negozio, altrimenti c’è un costo di € 4,95, non da oggi, non dal 26 dicembre, ma già da tempo. Lo stesso dicasi per altri shop online. Ma è evidente che chi ha scritto gli articoli che sono diventati virali nei giorni scorsi non avesse alcun serio interesse per l’informazione, bensì per fare quel sensazionalismo prezioso, in questo caso, per i proprietari di negozi fisici, che risentono della concorrenza degli shop online.

Non credo sia necessario aggiungere altro.

maicolengel at butac punto it

Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.

Svariati profili del panorama complottistico internazionale stanno condividendo la notizia delle accuse formali mosse verso David Morens, ex dipendente del Niaid e collaboratore di Anthony Fauci. Vengono fatti circolare estratti di un’interrogazione del 2024, quello che ci avete inviato come segnalazione è questo: [meride embed=”27484″] La notizia è reale: il 28 aprile 2026 il Dipartimento […]

maicolengel butac | 30 apr 2026

Quanti di voi vedendo Donald Trump “dottore” che cura le malattie ci hanno visto un tentativo di paragonarsi a Gesù Cristo? Direi molti, e non solo in Italia, ma in tutto il mondo. Ed è lo stesso Trump a parlare di religione molto più spesso di quanto non facessero la maggioranza dei suoi predecessori, specie […]

maicolengel butac | 29 apr 2026

Nei giorni scorsi il sito La Fionda, che nella sua pagina Chi Siamo si definisce sito di un gruppo di studiosi impegnati “nella lotta contro il femminismo”, ci ha dedicato ben due articoli firmati da Vincenzo Moggia. Il loro scopo è smontare i pezzi sull’educazione sessuale e sugli standard OMS che abbiamo pubblicato nelle scorse […]

Redazione Butac | 28 apr 2026

A distanza di qualche giorno dalle ultime elezioni ungheresi e del loro clamoroso risultato, pubblichiamo l’ultimo capitolo della serie di articoli dedicati alla Rivoluzione Ungherese, il cui settantesimo anniversario cadrà proprio quest’anno. In Ungheria, come si può facilmente intuire, la ricorrenza rappresenta un importante momento di partecipazione popolare e chissà che quest’anno non lo sarà […]

RC | 24 apr 2026