hartl2

L’epidemia di Ebola non si arresta e nemmeno i nostri aggiornamenti sul punto della situazione.

Secondo l’ultimo aggiornamento del CDC il numero di infetti è salito a 2127 casi, con un totale di 1310 casi confermati da analisi di laboratorio. I decessi sono 1145, con un tasso di mortalità del 53,8%. Attualmente risulta difficile fornire un dato realistico sulla mortalità. La varie organizzazioni internazionali attualmente discordano sui valori, adducendo la causa a un difficile controllo dei casi che si sono verificati nei primi mesi.  Altra causa è la mancata validazione di laboratorio di molti casi, dovuto all’assenza di strutture adeguate in alcune focolai di epidemia.

Attualmente il paese più duramente colpito dall’epidemia risulta essere la Liberia con 786 casi di infezione e 413 decessi. L’epidemia si concentra in tre provincie, Lofa, Bomi e Grand Cape Mount che sono state poste in quarantena dall’esercito. Queste provincie si trovano lungo il confine nord-ovest del paese. La situazione sociale nel paese, dalle notizie che vengono fornite dal WHO, risulta diventare sempre più critica giorno dopo giorno.

In generale sembra che l’epidemia sia stata sottostimata. Lo possiamo capire dalle parole del portavoce del WHO, Gregory Hartl, il quale descrive come i centri accoglienza attualmente siano insufficienti per il numero di casi che si stanno registrando. (Ma al tempo stesso anche lui cerca di fare chiarezza su tanta della disinformazione passata dalla stampa come si nota dal suo account twitter ndr)…

hartl

Parole analoghe sono quelle di Joanne Liu, presidente internazionale di Msf (Medici senza frontiere), che ribadisce la necessità di una task force che lavori a tempo pieno per il controllo dell’epidemia. I mezzi e il personale messo in campo fino ad ora non risulta quindi essere sufficiente e sono necessari altri investimenti da parte di tutto il mondo. Secondo la sua opinione saranno necessari più di sei mesi per poter uscire dall’emergenza e arrivare a un controllo dei focolai epidemici. Questo se però gli investimenti sopra citati arriveranno in breve tempo, altrimenti si osserverà solo un peggioramento della situazione attuale.

Altri problemi si stanno affacciando, primo tra tutti quello di una possibili carestia nelle zone colpite e quindi è necessario un approccio globale all’emergenza prevedendo un piano di aiuti sul lungo piano.

Attualmente il WHO sembra essere al lavoro per creare una rete di controllo capillare, avendo inviato tra la altre cose, numerosi computer per poter creare un registro dei malati ed effettuare un censimento corretto e in tempo reale dell’epidemia.

Cambiando argomento, le ricerche sul virus continuano senza sosta. E’ stata completata l’analisi del genoma del virus e l’analisi filogenetica. Si è osservato che il ceppo isolato per la prima volta in Guinea nel dicembre del 2013 ha un antenato in comune con il ceppo del Zaire Ebolavirus isolato nella Repubblica Democratica del Congo, ma presenta una propria evoluzione autonoma. Attualmente è ancora un report preliminare e sono necessari studi di epidemiologia successivi, ma queste differenze potrebbero spiegare il perché questa epidemia, rispetto ad altre di Zaire Ebolavirus, risulta avere una mortalità minore e una maggiore diffusione. Sempre più dati inoltre confermano come il virus abbia si sia selezionato tra le popolazioni di pipistrelli della frutta, Hypsignathus monstrosus, Epomops franqueti, e Myonycteris torquata.

Terminiamo con una notizia riguardante i prossimi giochi Olimpici della Gioventù che si terranno in Cina a Nanchino a partire dalla giornata di oggi. Sono stati esclusi dalla possibilità di gareggiare gli atleti provenienti dai paesi colpiti dall’epidemia. La decisione è stata presa dal CIO (Comitato Internazionale Olimpico). Dichiara il comitato di “non essere stato rassicurato dalle autorità sanitarie che non ci siano casi sospetti e che il rischio di infezione sia estremamente improbabile” e quindi è scattata la decisione.

A presto,

PA

Gli aggiornamenti precedenti: