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Buongiorno,

dopo qualche tempo è il momento di un nuovo aggiornamento sull’epidemia di Ebola.

Partiamo quindi con i dati aggiornati al 31 ottobre forniti dalla WHO. I casi di infezione registrati sino ad ora risultano essere 13567 con un totale di 4951 decessi. Ricordo che i numeri possono differire leggermente da una casistica all’altra di poichè in essi si contano anche i casi probabilmente infetti, i quali vengono poi rimossi una volta che risultano non collegati ad Ebola.

I paesi interessati maggiormente dall’epidemia risultano essere:

  • Guinea
  • Liberia
  • Sierra Leone

Il Senegal e la Nigeria sono invece stati dichiarati paesi Ebola-Free dopo che per 42 giorni non si sono registrati casi di trasmissione della patologia, rispettivamente il 17 e il 19 di Ottobre 2014.

Nella casistica si devono riportare anche i paesi in cui si è registrata una limitata trasmissione:

  •  Spagna con 1 caso isolato
  • Stati Uniti con un totale di 4 casi di infezione

Concludo questa piccola carrellata con il Mali, in cui si è registrato un caso di paziente affetto da Ebola giunto nel paese attraverso viaggio aereo. Si tratta di una bambina di 5 anni proveniente dalla Guinea con la famiglia. Al momento si pensa che sia entrata in contatto con 141 persone che a breve saranno contattate e poste in isolamento.

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Approfondendo l’analisi della situazione nell’Africa Subsahariana, possiamo osservare come ad oggi l’epidemia in queste zone sia ancora un problema serio. In tutte le provincie della Sierra Leone e della Liberia si è registrato almeno un caso di infezione. Altra nota negativa è il numero di infetti che si è osservato tra il personale medico e di assistenza. In tutto sono risultati infetti 523 tra medici, infermieri e altri operatori sanitari, con un totale di 269 decessi. Siamo ancora ben lontani dal vedere la fine di questo ciclo epidemico, ma non bisogna farsi prendere dal panico.

A questo link si può trovare la Response Roadmap formulata dal WHO per riuscire a fermare il contagio in un periodo di 6-9 mesi. Il piano è suddiviso in diversi obbiettivi a cui si offrono soluzioni efficaci e subito realizzabili, di cui vi consiglio una lettura.

Tornando nel mondo occidentale, le ultime novità riguardano l’Australia e il Canada che hanno deciso di non concedere più Visti a persone provenienti dai paesi colpiti dall’infezione. Negli USA si è deciso di uniformare le procedure nei confrontri di persone che hanno avuto contatti con persone affette da Ebola, dividendo il rischio di una possibile infezione secondo una scala in cui solo le persone ad alto rischio richiedono una isolamento per 21 giorni. Questo ha destato molte critiche, che sono sfociate anche in uno sciopero programmato per il 12 novembre indetto dal Nnu (National Nurses United) che conta 180.000 iscritti in 12 paesi degli Stati Uniti. Si denuncia infatti una sottovalutazione dei reali rischi dell’Ebola e inoltre vengono richieste maggiori protezioni nei confronti dei lavoratori che sono esposti al possibile contagio, quali guanti speciali doppi e nuove protezioni facciali.

Arrivando in Europa: l’infermiera spagnola infetta risulta in via di guarigione e tutte le 82 persone con cui è entrata in contatto sono state poste in isolamento. Di queste nessuna ha mostrato sintomi di malattia dopo i 21 giorni. Continuando su questa linea a breve anche la Spagna potrà essere considerata un paese Ebola-Free, anche se risulta ancora necessario una indagine per capire come sia stato possibile il contagio dell’infermiera, così da scoprire eventuali falle nelle procedure di sicurezza che vengono applicate ai pazienti in quarantena.

Con questo le notizie ad oggi si concludono, come sempre vi ricordo che per eventuali chiarimenti potete scrivere nei commenti.

A presto, si spera con buone notizie,

PA