Auto elettriche “da 80k euro” e ignoranza
Il post social di un signore indignato, ma basta qualche verifica per scoprire che sta mentendo su diversi punti...

Da un po’ non ci occupavamo di disinformazione sulla mobilità elettrica. Purtroppo i contenuti contro le auto elettriche continuano a circolare in quantità, e spesso sono costruiti più sull’ignoranza che sui dati reali.
Il video che ci è stato segnalato su X è un esempio perfetto.
Si vede un distributore di benzina e un signore che si lamenta della sua auto elettrica, signore che racconta che a lui tocca restare in mezzo al nulla per lungo tempo per ricaricare la sua costosissima auto quando la Punto a benzina che si vede poco lontano in pochi attimi arriva, fa benzina e va via.
I commenti sotto il video pullulano di persone che lo prendono per buono, senza avere la minima idea di come funzioni davvero la ricarica. A loro non mi rivolgo: difficilmente cambieranno idea. Questo pezzo è pensato piuttosto per chi si lascia convincere in buona fede da simili contenuti, magari perché amici e conoscenti ripetono che l’elettrico sarebbe una tecnologia fallimentare.
Analizziamo i fatti
L’auto, direi con un piccolo margine di dubbio, è una Cupra Tavascan. Prezzo di listino: da 52.800 euro. Anche caricandola di optional non supera i 74.000 euro. Altro che 80.000.
Il signore sostiene di essere fermo da 45 minuti ad aspettare la ricarica. Ma la colonnina inquadrata è una Ewiva 300, capace di erogare fino a 300 kW in corrente continua.
La Ewiva 300 è una stazione di ricarica DC multistandard per veicoli elettrici che offre un’esperienza di ricarica pratica, erogando fino a 300 kW. Disponibile in due configurazioni di uscita per soddisfare ogni esigenza, è compatibile con tutti i principali standard di ricarica DC dei veicoli elettrici sul mercato.
La Cupra Tavascan ha questi tempi di ricarica:
La CUPRA Tavascan si ricarica in circa 8 ore con una Wallbox da 11 kW (AC) e in circa 30 minuti da 10% all’80% con le colonnine ultrarapide (DC). La ricarica in corrente continua (DC) può fornire anche l’efficienza per raggiungere gli 0-100 km in 7 minuti con una stazione da 135 kW…
Quindi no: non servono “45 minuti di attesa nel deserto”, a meno che non ci sia la precisa intenzione di raccontarla così.
Concludendo
Nessuno mi paga per difendere l’elettrico, e trovo legittimo che ognuno possa avere la propria opinione su qualsiasi argomento. Ma un conto è avere un’idea, giusta o sbagliata, un altro è diffondere bugie confezionate ad arte. Questo video mente, spudoratamente, per alimentare l’odio verso una tecnologia che, piaccia o meno, fa già parte del nostro presente. Chi produce contenuti di questo genere dimostra una sola cosa: di essere disposto a raccontare falsità senza scrupoli. Personalmente, non mi fiderei del “signore indignato” nemmeno se mi dicesse l’ora.
E la domanda finale resta: chi addestra e paga i creatori di contenuti per diffondere queste storie? Perché è difficile pensare che qualcuno sano di mente decida di raccontare bugie così facilmente smentibili senza un tornaconto.
maicolengel at butac punto it
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