I video malamente alterati e i bufalari

No, Albert Bourla non ha mai detto di voler ridurre la popolazione mondiale del 50% ed è davvero semplice verificarlo

maicolengel butac 13 Dic 2022
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Ci avete segnalato un post Twitter del 9 dicembre 2022, quello che vedete nell’immagine qua sopra.

 

Il testo del tweet è il seguente:

⚠️ ASCOLTA BENE ⚠️

Il CEO di Pfizer afferma: “Siamo vicini all’obiettivo fissato nel 2019 di ridurre la popolazione mondiale del 50% entro il 2023”

Il tweet mostra poi un video di qualità sufficiente per l’Internet del 2002, video in cui – con un audio pessimo – si sente Bourla dire:

By 2023 we will reduce the number of people in the world by 50%

Ovvero in italiano:

Per il 2023 ridurremo il numero di persone nel mondo del 50%

Ma vedete, c’è un piccolo problema: nel 2022 è abbastanza facile trovare la fonte di un video come quello riportato nel tweet, e scoprire che qualche furbetto ha fatto una semplicissima manipolazione, tagliando un secondo del filmato, che in origine riportava questa frase nella sua interezza:

By 2023 we will reduce the number of people in the world that cannot afford our medicines by 50%

Quindi Bourla faceva riferimento alla riduzione del numero di persone che non potessero permettersi di accedere ai farmaci prodotti dalla Pfizer, ma i manipolatori seriali hanno modificato il tutto appositamente per dare a intendere quello che preferivano.

Il video originale lo potete trovare qui, sul sito ufficiale del World Economic Forum, pubblicato il 25 maggio 2022. La parte incriminata comincia al minuto 2:57, credo sia alla portata di tutti verificarla. E magari dopo che l’avete verificata andate su Twitter e segnalate il post di Apocalisse, anche se con la nuova gestione Musk le cose da quelle parti stanno un attimo sfuggendo di mano.

Il video manipolato era già circolato a maggio 2022, con i principali fact-checker in giro per il mondo che avevano già spiegato la manipolazione in malafede, incluso l’amico David. Ed è proprio per situazioni come questa che la prima cosa che i disinformatori di professione fanno è screditare i fact-checker a prescindere, così che i loro seguaci non provino nemmeno a prendere in considerazione ciò che i fact-checker scrivono, perché in casi come questo è davvero facile dimostrare la malafede e praticamente impossibile dare una spiegazione che non sia l’intenzionale manipolazione dei documenti e di conseguenza del pubblico a cui vengono dati in pasto. Meglio eliminare il problema alla radice, spiegando che qualsiasi cosa un fact-checker dica o scriva non deve essere ascoltato o letto.

Al momento il video bufala su Twitter viene fatto circolare da svariati utenti, a nulla sono servite le sbufalate di maggio, il tutto a dimostrazione della solita teoria della montagna di merda:

maicolengel at butac punto it

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