CapOne e CapFirst: attenzione
App truffaldine che dovrebbero essere bloccate sugli store ma che probabilmente continuano ancora a circolare

A fine luglio CONSOB ha bloccato CapFirst e CapOne, app legate al trading online che si sono rivelate truffe. Promettevano guadagni fino al 300% dell’investimento. Ma partiamo dal nome, CapOne: se lo pronunciamo all’inglese è CapUan, ma all’italiana è Capone, come Al Capone, il gangster italoamericano immortalato nel film del 1987 Gli Intoccabili (se non l’avete visto vale la pena riscoprirlo): davvero non sentiamo suonare un campanello d’allarme? Vabbè, lasciando stare le facili battute, veniamo ai fatti.
Una nostra lettrice ci ha inviato questa segnalazione:
…le volevo far notare che anche un sito di trader mi puzza. CapOne è l’app. Chiedono di inviare soldi a una banca in Inghilterra su un conto strano con un intermediario, sono arrivata fino a qua. Logico non ho mandato niente e comunque li sto seguendo via whatsapp. Paiono investimenti da 300% e ti chiedono la privacy di non divulgare. Tantissimi hanno aderito, sono incredula. XXXXXXXXXXX è la figura centrale con XXXXXXXXX come “segretaria”.
Lei ha sentito qlc?
In internet da qlc parte ho letto di catene americane con lo stesso iter.
Siamo circondati da truffe?
Partendo dalla fine rispondiamo che sì, siamo circondati da truffe, specie online. E che figuri come i due soggetti citati nella segnalazione contano sul fatto che la gente che ci casca si convinca di avere fatto l’affare del secolo proprio grazie alla “segretezza” di cui si ammanta l’investimento, quando invece quella segretezza serve solo e unicamente a tutelare i truffatori per il tempo che basta a portare a termine la truffa con più gente possibile, prima che le autorità arrivino a rompergli le uova nel paniere. La prima cosa che vorrei però farvi notare è che la segnalazione risale al 13 agosto, 13 giorni dopo che la CONSOB avrebbe chiuso l’app. Il dettaglio non è rassicurante.
Le due app chiuse e segnalate da CONSOB agivano (agiscono?) sui due principali store di app per dispositivi mobili, CapFirst su Android e CapOne su iOS, e venivano installate grazie a link diffusi via WhatsApp, piattaforma dove le potenziali vittime vengono contattate dai truffatori. Tali truffatori si spacciano per esperti finanziari, spesso dando a intendere di essere autorizzati dalla stessa CONSOB. L’interfaccia dell’app simula quella di un’attività di trading online (con quotazioni di azioni, ETF ecc.) ma i grafici e i movimenti mostrati sono fasulli, messi lì solo per convincervi della bontà dell’app e spingervi a investire lì il vostro denaro, con versamenti che finivano su conti non tracciabili da dove ovviamente non sarebbero più riapparsi.
Le app, grazie ai permessi che chiedevano per funzionare, hanno accesso alla nostra rubrica contatti, e si diffondono con messaggini WhatsApp a tutti i nostri amici. A volte riuscivano anche ad accedere ai dati dei nostri documenti d’identità caricati incautamente, con conseguenti rischi di furti d’identità.
Il messaggio di avviso di CONSOB nel bloccare queste app è:
Essere su uno store ufficiale non significa essere affidabili
Avvertenza che ci teniamo a ribadire anche noi, perché ogni volta che accediamo allo store Android notiamo quante app clone di app reali ci sono, e quante, a volte, hanno più download di quelle ufficiali – segno che la gente fatica davvero a riconoscerle.
redazione at butac punto it
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