Le citazioni inventate: Rabelais e il caldo

Sulle bacheche di chi ancora nega il cambiamento climatico spunta una citazione estremamente comoda su quanto faceva caldo ai tempi di Gargantua e Pantagruel. Peccato che sia completamente inventata

maicolengel butac 31 Lug 2023
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Siamo stati taggati da un amico su una bacheca che riportava lo screesnhot di un post Facebook pubblicato da un personaggio che ci segnalate da qualche anno, Giorgio Bianchi. Il post era questo:

Che è possibile trovare anche su Sfero, da altra fonte:

E su tante altre bacheche. Già su Facebook solo il post di Bianchi ha oltre 1000 condivisioni. Persino i nostri vecchi amici di Weltanschauung Italia l’hanno postato.

Per chi non riesce a leggere il post dagli screenshot ve lo riportiamo per intero:

“Faceva sempre più caldo, un caldo intollerabile, le estati erano come inferni e gli abitanti dei villaggi non trovavano ristoro nemmeno nei torrenti e nei laghi, divenuti caldi come brodo. Qualcuno diceva che erano i segnali dell’imminente fine del mondo. Gli esperti scienziati borbottavano a tutto spiano salmi incomprensibili e paurosi, che facevano la fortuna dei preti, sempre più cercati da piagnucolanti fedeli in cerca di salvar l’anima. Quando l’estate finí, tutto tornò come sempre. Era stata la solita estate calda di ogni anno. I preti e gli uomini di scienza si erano arricchiti, mescolando con sapienza superstizione e paura. Sarebbe poi arrivato il solito inverno di sempre”.
François Rabelais, “La vie de Gargantua et de Pantagruel” (1542 – Tramite Francesco Benozzo).

Lo stesso testo lo troviamo pubblicato sul canale Telegram di Davide Zedda, e da ovunque provenga troviamo al fondo la stessa chiusura: “Tramite Francesco Benozzo”. Per chi fosse curioso di chi sia Francesco Benozzo rimando alla sua pagina Wiki, lasciando a voi ogni considerazione.

Quello che ci interessa, però, è evidenziare che questo passaggio non esiste nel volume citato. Non esiste neanche un brano simile; e nemmeno cercandolo in francese si trova qualcosa del genere attribuibile a Rabelais.

Quindi siamo di fronte a un falso. Un falso che dimostra come certi personaggi nemmeno ci provino a verificare qualcosa, basta che coincida con i propri bias (e a quelli del loro pubblico) per portarli a condividerla sui social, consci che nessuno di coloro che li segue andrà mai a fargli le pulci. D’altronde anche chi segue soggetti di questo genere non è interessato ai fatti ma solo a quelle notizie che confermino ai loro pregiudizi, poco importa che siano vere o false, basta che siano in linea col loro pensiero.

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