La Commissione COVID, Jay Bhattacharya e il pregiudizio di conferma
La letteratura non ha concluso niente per quanto riguarda i lockdown, ma facendo cherry picking si può confermare tutto e il contrario di tutto...

Su tante bacheche social nei giorni scorsi è circolato questo post:
Veramente interessante l’audizione, ieri, in Commissione Covid di Jay Bhattacharya, direttore del National Institutes of Health USA, di cui ci riferisce, unica e sola tra tutti i media italiani, Maddalena Loy su La Verità. Punti salienti del suo intervento: • La letteratura ha concluso che le vite salvate dai lockdown sono state pochissime e che si è verificata invece un’ampia gamma di effetti collaterali che hanno condotto, come risultato, a un aumento dei morti. • Il Green Pass si è basato su un falso scientifico ed ha avuto come conseguenza una riduzione della fiducia nella salute pubblica. • L’opinione secondo cui gli individui non vaccinati fossero più pericolosi e potessero diffondere la malattia più facilmente rispetto alle persone vaccinate non è corretta dal punto di vista scientifico. • Già nel marzo del 2021 è risultato chiaro che il vaccino non impedisse l’infezione e, anzi, che l’efficacia del vaccino diminuisse pochi mesi dopo. • L’Oms ha fatto più male che bene durante la pandemia. Ha ignorato le evidenze scientifiche sull’efficacia dei vaccini nell’interrompere la diffusione della malattia e ha elevato in modo eccessivo l’esperienza dei lockdown cinesi, sovrastimandone la capacità di porre fine ai contagi. Post anche il link del suo intervento completo in Commissione, interessante specialmente per lo scambio di battute (dal minuto 59:35) con il deputato 5Stelle Alfonso Colucci. Immaginate un po’ se avessimo avuto un Bhattacharya al posto del nostro ministro Schillaci! https://webtv.camera.it/evento/30739 By Maurizio Matteoli
A noi l’avete segnalato sulla bacheca di Riccardo Szumski, ma poco conta chi lo stia condividendo con maggior viralità: quel che conta, come sempre, è cosa viene detto (e chi lo dice).
Chi è Maurizio Matteoli?
L’autore del post è un medico pediatra che ha preso posizione pubblicamente su diversi temi legati alla pandemia, in particolare sulla gestione di COVID-19 nei bambini e sull’utilità dei vaccini pediatrici. Le sue posizioni sono state rilanciate in contesti mediatici e social, spesso in chiave critica verso le politiche sanitarie adottate durante l’emergenza. Vale la pena ricordare che essere medico non equivale automaticamente a rappresentare il consenso scientifico, soprattutto quando si esprimono valutazioni su temi complessi e fortemente dibattuti a livello internazionale.
Chi è Jay Bhattacharya?
È uno degli autori della Great Barrington Declaration, ovvero fa parte di un gruppo ristretto con una posizione molto precisa fin dall’inizio della pandemia: a loro avviso i lockdown erano assolutamente sbagliati, la soluzione sarebbe stato lasciare il virus libero di circolare e affrontarne le conseguenze. Quindi non è uno scienziato super partes che scopre cose nuove nel 2026. È uno che porta avanti una linea coerente da anni. La sua opinione, perché questo è quanto porta come argomentazione, è ovviamente legittima, come tutte le opinioni, ma lungi dall’essere neutra o rappresentare il parere della comunità scientifica internazionale.
La letteratura ha concluso?
Esiste una meta-analisi che arriva alle conclusioni riportate da Jay Bhattacharya. Peccato che si basi su appena 32 studi selezionati tra oltre 19.000 disponibili: una scelta molto restrittiva, che da sola dovrebbe invitare alla cautela. In compenso ci sono studi che dicono l’opposto. Quindi sostenere che la letteratura ha concluso qualcosa è un assolutismo, ed è sbagliato.
La realtà è che gli studi più recenti non supportano una conclusione univoca sull’efficacia dei lockdown: il sunto è che nel complesso evidenziano effetti positivi nel contenimento dei contagi e nella gestione dei picchi epidemici, ma risultati molto più eterogenei sull’impatto complessivo sulla mortalità, oltre a costi sociali ed economici rilevanti. Presentare una sola di queste evidenze come “la letteratura ha concluso che” non è un errore: è una scelta ben precisa.
Occorre essere razionali anche in questo: nel 2026 chi dice la scienza ha dimostrato che i lockdown non servono o chi dice la scienza ha dimostrato che hanno salvato milioni di vite sta facendo la stessa cosa: scegliendo solo studi e voci che danno ragione al loro pregiudizio – e questo è sempre sbagliato.
La realtà è più complessa, e decisamente meno comoda.
Il Green Pass
Il Green Pass non si basava su un falso scientifico, ma su evidenze reali, disponibili al momento della sua introduzione: i vaccini riducevano in modo significativo il rischio di malattia grave e, nelle fasi iniziali, contribuivano anche a ridurre la probabilità di infezione e trasmissione.
Il Green Pass allora era uno strumento perfetto? No. Era aggiornato su evidenze in evoluzione? Non sempre. Ma questo è molto diverso dal dire che fosse fondato su un presupposto falso.
I pericoli dei non vaccinati
Anche su questo tema Matteoli e Bhattacharya semplificano un po’ troppo. Non è mai stato negato che i vaccinati potessero trasmettere il virus ma i dati disponibili, soprattutto nelle prime fasi della campagna vaccinale, mostravano chiaramente che i vaccinati avevano una minore probabilità di infettarsi e di conseguenza una minore probabilità complessiva di trasmettere il virus. Se non ti infetti ovviamente non spargi il contagio ad altri. Sostenere che non fosse corretto dal punto di vista scientifico considerare i non vaccinati più a rischio di trasmissione è una semplificazione che ignora l’evoluzione delle evidenze. Malinformazione: si prende un dato reale – il fatto che i vaccinati potessero in certi casi trasmettere l’infezione – e lo si sfrutta per sostenere una tesi errata.
Concludendo
Nulla di quanto è stato detto in Commissione COVID va preso come oro colato, l’abbiamo già spiegato in passato: purtroppo bias e necessità di restare coerenti con quanto era stato affermato durante la pandemia fanno sì che tanti continuino a fare cherry picking coi dati per dare a intendere di essere sempre stati dalla parte della ragione, ma le cose non sono così semplici come vogliono raccontarle.
maicolengel at butac punto it
Se ti è piaciuto l’articolo, sostienici su Patreon o su PayPal! Può bastare anche il costo di un caffè!
Un altro modo per sostenerci è acquistare uno dei libri consigliati sulla nostra pagina Amazon, la trovi qui.
BUTAC vi aspetta anche su Telegram con il canale con tutti gli aggiornamenti.
Immagine di testa di Christian Lue su Unsplash