La BCE, i contanti in casa e l’allarmismo
A chi fa comodo spacciarci delle semplici informazioni per inviti allarmisti?

A febbraio 2025, in seguito a una segnalazione, scrivemmo un articolo dal titolo:
Le banche europee e il contante
È il caso di precipitarsi al bancomat? O è il caso di imparare a distinguere una notizia dal clickbait?
Articolo che cercava in qualche modo di chiarire l’allarmismo lanciato da Money.it, che aveva titolato:
Le banche europee fanno un annuncio importante. Gli italiani si precipitano al bancomat
Ieri, 25 settembre 2025, il Corriere ha titolato:
«Keep calm and carry cash»: perché la Bce invita a tenere in casa contanti «per 72 ore»
La fonte dell’articolo, firmato Diana Cavalcoli, sarebbe appunto un articolo della BCE dal titolo:
«Keep calm and carry cash»
Ma nell’articolo la BCE non invita, allarmisticamente parlando, a tenere in casa contanti per 72 ore. Si limita a spiegare il ruolo del contante nelle situazioni di crisi, raccontando che alcuni Paesi hanno, tra le loro linee guida per momenti di emergenza, quello di tenere dei contanti in casa per coprire le prime 72 ore di una possibile emergenza. Che non è la stessa cosa che dire che la BCE ci invita a tenere soldi in casa per un’eventuale emergenza.
Mi spiego meglio. Il titolo del Corriere fa pensare a un invito perentorio, come se la BCE avesse appena previsto una possibile emergenza che possa colpirci. Ma l’articolo della BCE non ha quell’intento, pur dando consigli interessanti. Si tratta infatti di un’analisi storica del ruolo del contante durante le crisi (pandemia, Ucraina, blackout iberico, crisi greca). La differenza è netta.
Questo meccanismo è tipico della comunicazione allarmistica: si prende un documento tecnico, si estrapola il punto più “succoso” e lo si trasforma in monito universale. Trasformare un’analisi economica in un “invito all’emergenza” significa generare ansia, e a chi fa comodo che voi viviate nell’ansia? Probabilmente agli editori dei giornali che campano sul clickbait di questo genere (e successivamente ai politici che si presentano come una soluzione).
Se la giornalista Cavalcoli leggesse BUTAC avrebbe qualche informazione in più che potrebbe esserle utile, ad esempio quelle che già sei mesi fa scrivevamo nelle nostre conclusioni:
Non c’è nessun “avviso lanciato dalle banche europee”, come invece hanno titolato alcune testate italiane cercando di fare leva sulle paure dei lettori. Ci sono indicazioni di buon senso, che vengono diffuse da anni nei Paesi in cui tenere kit per le emergenze è la normalità. In Italia, anche nelle zone dove sarebbe il caso essere pronti – come chi vive in aree altamente instabili a causa di terremoti o attività vulcanica – siamo abituati a essere impreparati. Noi di BUTAC siamo assolutamente d’accordo che sarebbe importante imparare come comportarsi in caso di emergenza, ma riteniamo che non vada sfruttato il clickbait: le cose andrebbero sempre raccontate coi fatti.
Avrebbe potuto usarlo nel suo articolo, invece che far leva su facili paure e allarmismi.
Non credo di poter aggiungere altro.
maicolengel at butac punto it
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