COVID-19 operazione militare?

maicolengel butac 13 Nov 2024
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Un lettore ci segnala un articolo su un sito che dovrebbe occuparsi di sicurezza informatica, Red Hot Cyber, ma che il 9 novembre 2024 ha pubblicato un pezzo dal titolo:

Confessione clamorosa in Olanda: “Il Covid è stata un’Operazione Militare”, Dice il Ministro della salute

Parto col dire che un sito che sostiene di occuparsi di sicurezza informatica potrebbe limitarsi a quello, ma tant’è…

Nell’articolo viene citata una fonte, che però non è una fonte olandese che riporta una dichiarazione del suddetto ministro, come un lettore dovrebbe aspettarsi, ma un altro sito, VTForeignPolicy, americano, filotrumpiano, filorusso, negazionista della pandemia, cattobigotto, e chi più ne ha più ne metta. L’articolo su VT però è scritto da un italianissimo Claudio Resta, classe 1958, che non è chiaro cosa abbia a che fare con l’Olanda.

E già qui partiamo malaccio.

Le fonti

Vediamo quanto viene riportato:

La nuova ministra della Salute dei Paesi Bassi, Marie Fleur Agema, proveniente dal partito ha dichiarato apertamente di non poter mantenere le promesse elettorali perché il Ministero è subordinato alla NATO, al NCTV (Coordinatore nazionale per l’antiterrorismo e la sicurezza) e agli USA e pertanto deve sottomettersi ai loro ordini.

L’unica cosa corretta che viene detta è che Marie Fleur Agema è ministra della salute da quest’anno, tutto il resto è falso, e ci vuole davvero poco a verificarlo. Abbiamo cercato dichiarazioni di Marie Fleur Agema rilasciate nei giorni scorsi in merito appunto alle promesse elettorali in cui venissero menzionate NATO e NCTV e abbiamo trovato il motivo dell’attacco alla ministra in carica. Il suo predecessore, Kuipers, l’ha criticata sostenendo che lei voglia fare un taglio al bilancio che lui aveva preparato in previsione di possibili nuove pandemie. A queste critiche la ministra ha risposto spiegando che:

Maar volgens Agema klopt het beeld niet dat ze 300 miljoen bezuinigt op het programma. “Ik heb de 50 miljoen uit 2025 on hold gezet, de rest loopt nog gewoon door”, aldus Agema, volgens wie Kuipers het niet goed heeft begrepen. “Dus het beeld dat ik 300 miljoen heb wegbezuinigd, is onwaar.”

Ovvero, ha ribadito di non aver tagliato 300 milioni da quel bilancio ma di essersi limitata a sospenderne 50 sui conti previsti per il 2025, e che tutto il resto è ancora al suo posto.

Non ha mai sostenuto che il Paese sia “subordinato alla NATO”, ma ha spiegato che si sta lavorando, insieme a diversi ministeri sotto la guida dell’NCTV (l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza e la Lotta al Terrorismo), sulla preparazione e la resilienza a minacce diverse, come il terrorismo od obblighi NATO in caso di crisi internazionali. Che non è la stessa cosa che sostenere che l’Olanda sia subordinata alla NATO. La differenza sembra sottile, ma non è così, è sostanziale.

L’articolo poi mostra la sua vera natura citando la dottoressa Els van Veen, medico di famiglia olandese, da sempre critico sulla gestione pandemica, e che ha cavalcato ogni possibile disinformazione durante gli anni della pandemia. Le parole di van Veen non sono una bufala, le ha dette veramente, il problema non è quanto dice, ma il fatto che si senta la necessità di riportarlo. Van Veen non ha titoli per parlare di virologia e pandemia, è un medico sì, come tanti, rappresenta una nicchia dei medici olandesi, in realtà rappresenta ufficialmente solo se stessa, perché dare risalto alla sua voce e non alla moltitudine che la pensa all’opposto?

Curiosamente rientra tra i soggetti che ritengono i fact-checker une strumento di propaganda delle case farmaceutiche.

La malinformazione pericolosa

Questo è proprio quel genere di malinformazione spinta da chi sta lavorando nell’ombra affinché la NATO e l’Unione Europea entrino in crisi. Purtroppo è pieno di soggetti – anche nel nostro Paese – che oggi lavorano per diffondere questo genere di malinformazione, e onestamente ci sembra che si faccia davvero poco per contrastarla. Ad esempio alla maggioranza delle testate giornalistiche la questione dell’Operazione Overload, di cui abbiamo parlato qualche tempo fa, non è minimamente interessata, segno abbastanza evidente di quanto le cose vengano prese sottogamba.

Viviamo tempi complessi per l’informazione, c’è sempre più bisogno di correttezza ed etica proprio mentre sembrano scomparire, ma soprattutto ci sarebbe bisogno con sempre più urgenza di una presa di posizione netta sull’information disorder da parte di governi e ministeri, specie quelli della Pubblica Istruzione, mentre a oggi vediamo muoversi davvero poco, e onestamente siamo sempre più preoccupati.

maicolengel at butac punto it

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