Danni da vaccino o negligenza?

maicolengel butac 10 Mag 2014
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Vaccino: da qualche giorno ha preso a circolare l’ennesimo caso di disinformazione ANTIVACCINISTA.

Messa in giro sia tramite soliti canali che usando siti di testate giornalistiche evidentemente vicine alla causa come il Messaggero Veneto. La notizia è tragica, come tutte quelle che vedono bambini soffrire, nello specifico morire.
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Morì a 5 mesi sette anni e mezzo fa. Ora sotto accusa finisce la vaccinazione esavalente ed è chiamata in causa l’Ass 6 con una richiesta di risarcimento di oltre 3,4 milioni di euro.

La storia l’abbiamo già sentita altre volte, spesso ripetizioni della stessa storia a distanza di anni o mesi, giusto per tenere viva l’attenzione.

Alberto, nome di fantasia, era stato soccorso all’asilo nido ed era spirato in ospedale dopo vani e disperati tentativi di rianimarlo. “Morte in culla”, si era ipotezzato, la famigerata Sids, sindrome dalle cause ancora poco note, che ancora tante vittime miete tra i piccoli di età inferiore all’anno.

La storia è raccontata male, malissimo, se si è ipotizzata la morte in culla non è che è stato soccorso, è morto in culla, e non c’è stato modo di rianimarlo, dal racconto messo come sul Messaggero sembra che ci sia un bimbo in forma che corre e che poi si sente male e viene soccorso.
No Alberto probabilmente malato era nella sua culla e a un certo punto ci si è accorti che non respirava più.
L’articolo poi parla di un autopsia che avrebbe evidenziato la possibilità che la colpa sia del vaccino, e quindi ecco spuntare i soliti legali e le solite cause.
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Ma c’è un MA grosso come una casa in chiusura del pezzo, ci viene raccontato un tassello della storia che fino a quel momento mancava:

Alberto, la sera precedente alla somministrazione della seconda dose del vaccino, aveva avuto un episodio febbrile, e un altro era avvenuto una decina di giorni prima.

Ma come, aveva avuto uno stadio febbrile (con che temperature? come lo si è trattato?) e la mattina dopo lo si è vaccinato? Ma come, un vaccino come TUTTI i medicinali ha precise indicazioni su come e quando vada assunto e come e...

…quando rimandare la vaccinazione:
I bambini con malattie lievi (come un raffreddore) possono in genere essere vaccinati con sicurezza. Se invece hanno malattie moderate o gravi è opportuno attendere la guarigione prima di effettuare la vaccinazione.

Quindi Alberto non avrebbe dovuto fare la vaccinazione il giorno dopo, i genitori avrebbero dovuto confrontarsi con il personale sanitario, raccontare del fatto…l’hanno fatto? Non si sa, il Messaggero ci dice che un medico non era presente. Ma scusate allora le cose mi sembrano abbastanza chiare, anche senza dover più scomodare il povero Alberto. Se i genitori non hanno raccontato che il bambino aveva avuto un episodio febbrile la sera prima l’ospedale (se gli operatori disponibili sul luogo hanno rispettato la prassi pre vaccino di informarsi sulle condizioni di salute del bimbo) è sollevato da qualsiasi responsabilità. Se invece non l’hanno fatto è un caso al massimo di malasanità e l’inoculazione del vaccino è comunque sollevata da qualsiasi responsabilità. L’articolo questo ovviamente non lo dice.
Anzi per rincarare la dose conclude con:

La tesi del legale della famiglia è che l’Ass 6 del Friuli Occidentale sia stata la responsabile della morte di Alberto a causa della somministrazione del vaccino Infanrix-Hexa. Da qui la richiesta di risarcimento del danno avanzata, e al centro nei prossimi giorni di un incontro di mediazione, dalla famiglia per danno biologico, danno morale, esistenziale e da perdita del rapporto parentale per un valore di 3 milioni 486 mila euro.

Io non dico che non ci possa stare, se i famigliari hanno spiegato che aveva avuto due episodi febbrili ravvicinati di cui uno poche ore precedenti (credo, come già detto NON sono medico) che avrebbero suggerito di rimandare la vaccinazione. Se non l’hanno fatto è giusto che la famiglia si rivalga contro l’ospedale, ma in tutto ciò mettere al posto dell’imputato il vaccino in sé mi sembra sciocco, ce lo spiegano chiaramente che il fatto che il bambino fosse stato malato è uno dei punti chiave di tutta la cosa, ed è sicuramente quello su cui si dibatterà in tribunale se già non lo si è fatto perché questa è una delle classiche notizie senza tempo.
Magari tra due anni torna fuori, non sto supponendo non esistano i casi, ma tutti sappiamo come funziona la giustizia in Italia. Prima di finire una causa può durare anche 10 anni e su questo contano gli antivaccinisti, ogni anno un bel giro di comunicati stampa, dove si racconta la stessa storia, qualcuno che la ripubblica lo si trova sicuro.
Che male fa? E i giornalari ci cascano, perché sono giornalari, mica giornalisti.
Avete dubbi in merito alle vaccinazioni, rivolgetevi all’azienda sanitaria locale della vostra città, saprà indicarvi come e dove trovare informazioni a riguardo, sul web esistono tante risorse valide in merito, ma tanta TROPPA fuffa che non dev’esser più divulgata, non rivolgetevi mai alla rete quando avete bisogno di un medico, MAI! Nulla ad oggi è in grado di sostituirlo.

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