Ebola e xenofobia

Paolo Costa 28 Mar 2014
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Xeno
 

Xenofobia portami via!

Forse non tutti sanno che, negli ultimi mesi in Guinea s’è manifestata un epidemia di Ebola. Epidemia è una parola un po’ grossa, forse è meglio focolaio. Fatto sta che, in circa due mesi, sono morte più di 50 persone, e sembra che nuovi infetti siano stati registrati anche in Sierra Leone. Una brutta situazione, l’ebola è una brutta bestia, ma sembra che le istituzioni sanitarie stiano riuscendo a contenerla.
Ma, ovviamente, queste storie sono un’esca ghiotta per gli xenofobi. Pronti a prenderle, rigirarle e falsificarle in modo da creare un nuovo spauracchio.
Prendiamo come esempio questo articolo di Ecoloquotidiano. In esso, la notizia vera e propria ha poco spazio, la maggior parte del testo è occupata dallo spauracchio dell’ebola. Ma, infingardamente, nell’articolo vengono inserite un paio di frasi che ben poco centrano con il tutto:

Molti dei clandestini sui barconi che l’operazione Mare Nostrum ‘raccatta’, vengono dalla Guinea o da paesi limitrofi.
Pensare che da noi i clandestini da quelle zone, dai barconi li mettono direttamente negli hotels, fa venire i brividi.

Primo, che cazzo centra tutto ciò. Secondo, se dici così significa che non sai nulla sull’ebola.
L’ebola, come già detto prima, è un virus bastardo assai. Alcuni ceppi, hanno una mortalità del 90%, e la morte sopraggiunge, mediamente, dopo 1/2 settimane dall’insorgenza dei sintomi. Ma, diciamo, l’ebola è un virus che va di fretta. Il periodo di incubazione può variare fra i 2 e i 21 giorni, ma di norma varia tra i 5 e i 10 giorni. Ciò vuol dire che, nel migliore dei casi, dal momento in cui si contrae il virus al momento in cui si schiatta possono passare al massimo 5 settimane.
È questo che rende difficile il diffondersi delle epidemie d’ebola: colpisce subito e uccide la vittima in breve tempo. Ciò rende molto più facile contenere i focolai, sempre che vengano rispettate le norme igieniche. Inoltre, il virus si trasmette solo per contatto con fluidi corporei infetti o per contatto con le membrane mucose. Sembra trasmettersi per via aerea solo tra le scimmie, finora gli studi confermano che l’uomo è sensibile solamente ai metodi di trasmissione sopracitati.
In pratica, è estremamente difficile che un’epidemia d’ebola possa verificarsi in Italia, o in Europa. Il possibile portatore infetto verrebbe individuato quasi istantaneamente, ed isolarlo per evitare il diffondersi del contagio sarebbe più che facile.
Citando Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie infettive, parassitarie ed immunomediate dell’Istituto Superiore di Sanità:

non rappresenta un allarme per l’Europa. Le epidemie da virus Ebola sono periodiche in Africa, soprattutto nei paesi dell’Africa equatoriale. Questo però non è un elemento di preoccupazione per l’Europa perché, almeno finora, le epidemia sono state sempre contenute e circoscritte in loco, dove invece gli interventi andrebbero potenziati dato l’alto tasso di mortalità legato a questo virus. […] è difficile che l’infezione da virus Ebola possa essere “esportata”. Finora, infatti, pochissimi sono stati i casi di Ebola “importati” in Europa in animali infetti, e comunque sono stati tutti contenuti, e nessun caso umano da virus Ebola si è mai verificato in Italia.

Insomma, non c’è nessun pericolo per noi. L’articolo di Ecoloquotidiano è il classico post contaminato dalla xenofobia, che quando non può portare motivazioni plausibili, s’inventa le peggio minchiate.
In breve, un dagli all’untore falso come pochi.
 
Si ringrazia Paolo Basaglia per la segnalazione.

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